Notizie dalla stazione meteo del Liceo Daniele Crespi ☀️☔🌈
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Bollettino n. 4
di Emma Ferrario ed Elisa Rigon - 12 novembre 2025
Nonostante dalla pubblicazione dell’ultimo articolo siano passati circa 5 mesi e nel mezzo sia trascorsa l’estate, la stazione meteo del Liceo Crespi non è andata in vacanza e ha continuato a registrare gli eventi meteorologici accaduti. In questo numero analizzeremo i dati raccolti facendo riferimento alle abituali tabelle e grafici e parleremo per la prima volta di eventi estremi.
Abbiamo scelto di dedicare due spazi divisi per ogni sezione: uno per i dati della stazione meteo e uno per gli eventi drastici e rappresentativi. La trattazione dedicata al particolato atmosferico si interrompe momentaneamente per dare spazio alla condivisione di curiosità meteorologiche.
Dati meteorologici
Riportiamo di seguito la tabella e i grafici, per poi trarne una riflessione in base al confronto che ci è possibile fare.
Partendo come sempre dall’osservazione dei grafici e della tabella, possiamo ricavare informazioni molto importanti riguardo la stagione estiva. Da aprile a maggio assistiamo a un aumento progressivo della temperatura media, con il raggiungimento della massima il 28 giugno con 37.9℃. Picchi significativi di calore hanno interessato la fine di giugno e l’inizio di luglio, mentre nei giorni seguenti la temperatura ha mantenuto una certa stabilità e omogeneità. Si può dire che l’inizio dell’estate si è fatto sentire, visto il giugno molto caldo, ma che anche l’avvicinamento dell’autunno non si è tirato indietro dal farsi notare, viste le numerose piogge a cui ha assistito chi non è andato in vacanza ad agosto. Questo aspetto si può facilmente notare dal picco nel grafico delle precipitazioni in corrispondenza di agosto, che però non è stato un mese freddo, calcolando che la temperatura massima registrata è pari a 37℃. Infatti si sono verificate in agosto le notti tropicali: con questo termine si indicano quelle notti in cui la temperatura minima non si abbassa al di sotto dei 20℃ rendendo così difficile il sonno. A proposito del caldo contrapposto a situazioni disastrose di precipitazioni, citiamo alcuni eventi estremi avvenuti nella stagione estiva. A settembre si è verificata una diminuzione delle precipitazioni, pari a quasi 100 mm in meno rispetto ad agosto, e delle temperature.
Eventi estremi
Il caldo ha raggiunto livelli estremi nei mesi estivi; in un articolo del 28 giugno del Sole 24 ore si parla dello zero termico sopra i 5000 metri. Lo zero termico è il dato meteorologico che indica l’altitudine alla quale la temperatura nella libera atmosfera è (o sarà, nel caso di una previsione) di zero gradi Celsius. L’articolo mette in luce la drammaticità della situazione facendo riferimento al Monte Bianco, alto 4806 metri e quindi interessato solamente da temperature maggiori di 0℃, con conseguente scioglimento dei ghiacciai e frane, negli ultimi giorni di giugno e nei primi di luglio. Lo zero termico non è l’unico aspetto affrontato nell’articolo, visto che si parla anche di esperimenti che sono stati fatti per rilevare la temperatura in superficie del Mediterraneo. Le acque del mare che circonda la nostra penisola sono state caratterizzate da temperature elevate che hanno raggiunto i 28℃ in superficie. Questo è un fattore che peggiora ulteriormente la qualità dell’aria già compromessa, in quanto masse d’acqua così grandi rilasciano ulteriore calore nell’atmosfera, e possono causare conseguenze importanti anche sul benessere della flora e della fauna. La situazione riguardante le temperature alte nei medesimi giorni è documentata anche da RaiNews che afferma che la morsa del caldo non riguarda solo l’Italia ma anche in generale l’Europa: l’esempio citato è la Spagna nella quale intorno all’1 luglio le temperature hanno raggiunto i 46℃.
“Le precipitazioni hanno completato il quadro di un’estate dai forti contrasti.” Così dice un articolo di oggilombardia.com incentrato sulla diversità degli eventi atmosferici che si sono verificati quest’estate. Rispetto al clima secco caratteristico di giugno, luglio e soprattutto agosto si sono rivelati particolarmente piovosi: era dal 1987 che le precipitazioni non erano state così abbondanti.
Anche se settembre, come abbiamo detto in precedenza, è stato meno piovoso rispetto ad agosto, non sono mancati eventi catastrofici: un esempio è l’alluvione di Blevio, sul lago di Como, del 23 settembre 2025, dove una forte ondata di pioggia ha causato una frana e una colata di detriti, con danni estesi a tutta la provincia.
Cercheremo di trattare ulteriori eventi estremi, se ne capiteranno altri, e torneremo a fine inverno con il prossimo resoconto della nostra stazione meteo. Alla prossima!
Bollettino n. 3
di Emma Ferrario - 3 giugno 2025
Con questo articolo terminano, per quest’anno scolastico, i resoconti della stazione meteo del nostro istituto. In questo numero ho aggiunto i dati dei raccolti nei mesi di febbraio, marzo e aprile a quelli dei mesi precedenti e inserito grafici più specifici riguardo l’indice di qualità dell’aria, che ho introdotto come argomento nella scorsa pubblicazione.
Per comodità preferisco suddividere in due macroaree questo numero: la prima riguarda i dati meteorologici, la seconda, invece, la qualità dell’aria.
Dati meteorologici
Riporto quindi di seguito la tabella e i grafici, poi ne trarrò una riflessione in base al confronto che mi è possibile fare.
Dando un’occhiata alla tabella ma soprattutto ai grafici possiamo notare molto velocemente che le temperature iniziano ad alzarsi e che la temperatura media sia di marzo che di aprile 2025 ha valori molto simili a quelli di marzo e aprile 2024, quando si erano verificate una temperatura minima e massima leggermente più alte; per quanto riguarda quella di febbraio, non possiamo fare paragoni con lo stesso periodo dell’anno scorso, ma si può osservare che le temperature si sono alzate rispetto a gennaio, con un aumento della temperatura minima e massima e un’escursione termica maggiore.
Qualità dell’aria
In questa sezione si potrà dare un’occhiata ai grafici riguardanti l’indice di qualità dell’aria, le misure di PM10 e quelle di PM2.5 rilevate negli ultimi sei mesi. È interessante approfondire anche il metodo che viene usato per rilevare la quantità di particolato nell’aria. Gli strumenti di misura cambiano al variare del particolato esaminato e sono dettati da una normativa specifica. Solitamente si tratta di analizzatori contenuti nelle centraline, quindi strumenti automatici, che campionano l’aria in diverse ore del giorno. Ciascuno strumento determina la concentrazione dell’inquinante specifico mediante un principio analitico caratteristico. Un analizzatore è di norma dotato di una pompa, nonché un sistema di aspirazione dell’aria, che la incanala verso la cella in cui la misura è effettivamente rilevata. Parlando nello specifico di PM10 e PM2.5, sappiamo che il metodo di riferimento è principalmente la gravimetria, che si basa sulla raccolta di una frazione di PM10 o PM2.5 su un filtro apposito a cui segue il calcolo della massa del particolato tramite una pesata in laboratorio. Mentre per il PM10 si possono distinguere gli strumenti utilizzati per la rilevazione delle misure tra campionatori ed analizzatori, che svolgono analoghe funzioni, ma che hanno caratteristiche specifiche diverse tra loro, per il PM2.5 non occorre fare distinzioni.
Per quanto riguarda questi grafici, essi sono il risultato della raccolta di dati effettuata dalla stazione meteo del liceo, provvista, come vi avevo anticipato nel primo numero, anche di uno strumento apposito per calcolare l’indice di qualità dell’aria e le particelle inquinanti. Sebbene non si possa fare ancora un’analisi del tutto accurata visto il breve arco di tempo in cui sono stati rilevati i dati è evidente che i picchi più significativi sono quelli che interessano i mesi più freddi: non si tratta di una casualità! Infatti a livello regionale è risaputo che i superamenti delle soglie che per convenzione simboleggiano il limite avvengono soprattutto a causa dell’uso abbondante di impianti riscaldanti, che interessa i mesi invernali.(“Per quanto riguarda le polveri sottili (PTS, Pm2,5 e Pm10) la responsabilità più grande è da rintracciare nella combustione dalla legna (o combustibili simili) per il riscaldamento: il 52% delle Pm2,5, il 45% delle Pm10” - startmag.it)
Nonostante ciò, secondo i dati rilevati dall’associazione ARPA Lombardia negli ultimi anni nella regione Lombardia la situazione è in miglioramento, anche se non siamo ancora del tutto soddisfatti, visto che una delle centraline meteo di Milano ha registrato 68 superamenti, nell’anno 2024, dei limiti consentiti dalla legge per quanto concerne la quantità di PM10 e PM2.5. Si può dire quindi che sebbene sia certificato il miglioramento, rimaniamo lontani dai valori che dovremmo raggiungere nel 2030 per garantire un effettivo rispetto della normativa europea che entrerà in vigore.
Se anche volessimo analizzare la situazione dei superamenti relativi ai quantitativi di PM10 in Lombardia, giungeremmo alle stesse conclusioni: un trend che va in negativo rispetto ai primi anni del 2000, e che cerchiamo sempre di mantenere tale.
E’ importantissimo ricordare che nonostante le misure rilevate siano in calo il particolato è pericoloso per la nostra salute, di qualunque tipo esso sia. Alcune agenzie si sono occupate di stilare grafici riguardanti le conseguenze catastrofiche che l’inalazione di particelle inquinanti può avere. Ad esempio l’agenzia “European Environment Agency” ha messo in evidenza il numero di morti premature attribuibili alle conseguenze di cui abbiamo appena parlato. Ecco il grafico, che mostra anche qual è l’obiettivo che l’organizzazione si è posta di raggiungere entro il 2030.
Il dibattito sulla pericolosità delle condizioni ambientali odierne sappiamo essere molto acceso: molto fervore caratterizza campagne anti-inquinamento ed è considerato un tema attuale. La riflessione sul tema è importante ed è per questo che a conclusione di questo numero, e di questo anno scolastico, vorrei darvi qualche consiglio, magari che già avete sentito, su come ridurre i danni provocati dall’inquinamento.
Bisognerebbe evitare le zone trafficate soprattutto nelle aree di punta.
Bisognerebbe areare le stanze regolarmente, evitando di farlo nei momenti in cui la concentrazione di particelle inquinanti è maggiore
Bisognerebbe tenere aperte le finestre quando si spruzzano spray o solventi
Bisognerebbe evitare di soggiornare in una stanza in cui è presente un camino a combustibile fossile attivo
Sarebbe utile utilizzare tutti quei mezzi che facilitano la purificazione dell’aria (per esempio alcune piante)
Anche il fumo di tabacco può essere considerato inquinante se consumato in grandi quantità. Sarebbe meglio evitare di fumare sia per la propria salute che per quella degli altri che sono succubi del cosiddetto “fumo passivo” , specialmente negli ambienti chiusi.
Rovesciando il discorso anche noi nel nostro piccolo possiamo fare scelte che contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico:
Sarebbe meglio, da parte nostra ridurre l’utilizzo di veicoli o utensili che funzionano a motore a combustione
Converrebbe ridurre l’uso dei forni a legna, dei camini e dei barbecue
Bisognerebbe evitare di bruciare rifiuti e fare la raccolta differenziata, smistandoli opportunamente
Spero che questa lunga parte dedicata al particolato e in generale all’indice di qualità dell’aria abbia catturato il vostro interesse e stimolato la vostra riflessione.
Bollettino n.2
di Emma Ferrario e Beatrice Turba - 05 marzo 2025
Sono passati pochi giorni dall’anniversario dell’installazione della stazione meteo situata nel cortile della nostra scuola e, come vi avevamo promesso, con l’avvicinarsi della primavera ci teniamo ad aggiornarvi sulle statistiche e a fare un resoconto dell’inverno passato. In questo numero, inoltre, parleremo della stazione polveri e della qualità dell’aria.
Era il 24 Febbraio del 2024 quando è stata installata la stazione meteo del Liceo Crespi. Il suo funzionamento è stato approfondito nel primo bollettino nel quale però avevamo lasciato poco spazio alla stazione polveri che contribuisce a determinare la qualità dell’aria che respiriamo nelle aree limitrofe alla scuola.
Per capire il funzionamento della stazione polveri bisogna partire dai concetti di base tra cui l’Indice di Qualità dell’Aria (IQA), che non è altro se non un indicatore che ci consente di effettuare una stima riguardante la qualità dell’aria in maniera sintetica ed immediata. Gli indicatori che si prendono in considerazione sono per esempio, in Italia e nell’Unione Europea, soprattutto il particolato PM10, PM2.5, il biossido di azoto, il biossido di zolfo e l’ozono.
Innanzitutto è importante specificare che il particolato è l'insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente:
PM10: con questa sigla si identificano tutte le particelle che hanno un diametro pari o inferiore a 10µm (micrometri) che hanno effetti nocivi per la salute; possono essere facilmente inalate, penetrando fino al tratto superiore dell'apparato respiratorio, dal naso alla laringe.
PM2.5: sigla che identifica il particolato che ha un diametro pari o inferiore a 2.5µm, che a sua volta costituisce il particolato PM10. Queste particelle costituiscono il particolato cosiddetto fine che penetra nelle vie respiratorie più facilmente rispetto a quello già descritto, passando dal naso e arrivando fino ai bronchi.
Esistono altri tipi di particolato, le polveri ultrafine, che danneggiano ancora più in profondità l’organismo, andando ad intaccare gli alveoli e quindi il sistema cardiovascolare, con conseguente trasmissione di sostanze nocive alle cellule.
Le fonti delle polveri fini possono essere distinte in naturali, come incendi boschivi o attività vulcaniche, ma non solo, e antropogeniche, come l’attività industriale piuttosto che il traffico veicolare. Così come le fonti anche gli effetti possono essere di due tipi: acuti, dovuti a un’esposizione di breve durata a elevate concentrazioni di polveri, oppure cronici, dovuti a un’esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri e possono determinare sintomi respiratori, tra cui la diminuzione della capacità polmonare e la bronchite cronica, che si presentano con più rischi nel momento in cui il paziente è già affetto da patologie, sia respiratorie che cardiovascolari.
Parlando invece di ozono, ossia di molecole composte da 3 atomi di ossigeno, bisogna effettuare la distinzione tra l’ozono presente nella bassa atmosfera che ha un carattere tossico e quello presente nella stratosfera che ha un’importanza fondamentale, svolgendo una funzione filtrante nei confronti delle radiazioni solari ultraviolette, pericolose per la salute umana. Per quanto riguarda il biossido di azoto e il biossido di zolfo invece sono due gas inquinanti che si originano rispettivamente prevalentemente a causa del traffico automobilistico l’uno e la combustione di sostanze quali il petrolio e il carbone (ma più in generale dei combustibili fossili) l’altro.
Infine è importante che siano chiari i criteri di classificazione secondo cui si può passare da una qualità dell’aria buona a una accettabile, piuttosto che mediocre, scadente per poi giungere a una pessima, in base all’IQA. A tutte queste classificazioni si è soliti attribuire dei colori specifici e caratteristici.
Ecco specificamente quali in relazione ai valori:
Inoltre, vi mostriamo il grafico rappresentante la qualità dell’aria rilevata dalla stazione polveri della scuola dall’installazione fino a Gennaio dell’anno corrente. E’ evidente che nei mesi invernali l’indice di qualità dell’aria tende a peggiorare, potrebbe essere per l’effetto del riscaldamento domestico, ma sicuramente non è l’unico fattore che influisce sull’aumento dei valori.
Non può mancare la parte riservata a tabelle e grafici riguardanti la temperatura e le precipitazioni, messe a confronto tra i diversi mesi. Prima ve li presentiamo, per poi effettuare una riflessione partendo dalla loro interpretazione.
I dati raccolti durante gli ultimi mesi ci restituiscono alcune informazioni interessanti, che mettono in evidenza i cambiamenti che intercorrono tra il periodo estivo e quello invernale
Innanzitutto è evidente che le temperature si sono abbassate a Dicembre rispetto a Novembre, mentre le precipitazioni sono aumentate. Anche Gennaio rispetto a Novembre le temperature si sono abbassate, come ci si può aspettare. A differenza di Novembre e Dicembre, Gennaio è stato un mese piovoso, non raggiungendo comunque i valori che si sono visti ad Ottobre in cui erano stati registrati 277.6 mm di precipitazioni.
Una cosa sorprendente, almeno dal nostro punto di vista, è che nonostante si pensi che Gennaio sia un mese più freddo rispetto a Dicembre, la temperatura minima raggiunta è più alta, seppur la temperatura media confermi le nostre ipotesi. Parlando di escursione termica, ovvero della differenza tra temperatura massima e minima, essa è stata invece più notevole a Dicembre (15,3°C), diminuendo a Gennaio(13,8°C); in entrambi i mesi però essa è stata minore rispetto a quella registrata a Novembre (20,6°C).
Facendo invece riferimento all’estate, ci sorprende comprendere che nemmeno nei mesi invernali le precipitazioni hanno raggiunto i livelli che si erano registrati a Maggio, mentre era abbastanza scontato che le temperature avrebbero subito un calo drastico. Le differenze riguardanti queste ultime sono quindi abbastanza lineari e conformi a quello che noi tutti ci aspettiamo, per quanto riguarda la pioggia invece ancora non ci riusciamo a spiegare quella quantità spropositata di acqua verificatasi nei mesi precedenti rispetto all’estate…
Siamo giunti anche alla fine di questo numero del Bollettino meteorologico, ma torneremo per ulteriori aggiornamenti nel terzo resoconto della stazione meteo nonché l’ultimo dell’anno scolastico. A presto!
Bollettino n. 1
di Ferrario Emma e Turba Beatrice
Inauguriamo oggi una nuova sezione della “Voce del Crespi”. Questo infatti è il primo numero della rubrica del Bollettino meteorologico che d’ora in poi sarà pubblicato periodicamente qui sul nostro giornale.
Per iniziare vi presenteremo la stazione meteo della nostra scuola.
Il 24 Febbraio 2024 è stata installata presso il cortile della nostra scuola, vicino al cancello di via don Minzoni, la stazione meteo del liceo Crespi. Si tratta di un rilevatore di diversi aspetti delle condizioni atmosferiche che ci circondano: il vento tramite l’anemometro, le precipitazioni tramite il pluviometro, la temperatura tramite il termometro, l’umidità tramite l’igrometro, la pressione tramite il barometro, la qualità dell’aria tramite un apposito sensore.
Per parlare nello specifico della stazione della nostra scuola, diciamo che è autosufficiente in quanto dotata di un'antenna wireless e di un pannello solare, e che è dotata di dischi con funzione di protezione dalle radiazioni dirette del sole ed è dotata di un sensore a sé stante in grado di rilevare la qualità dell’aria.
Tutti i dati raccolti rimangono registrati col passare del tempo. Diventa così possibile effettuare confronti su periodi più o meno lunghi. Nei prossimi anni gli studenti che si succederanno nella nostra scuola, potranno man mano svolgere comparazioni su periodi via via più ampi.
Chi di voi ha guardato qualche volta la stazione avrà forse visto tre coppette in rotazione. Esse fanno parte dell’anemometro che registra la velocità e la direzione del vento consentendo anche di classificarlo. La velocità è misurata in giri al secondo e viene poi convertita in km/h.
Il pluviometro è situato inferiormente rispetto all’anemometro, è dotato di una griglia che filtra le foglie ed è adibito alla raccolta delle piogge. Ne esistono di diversi tipi: semplici o a bascula come il nostro; il funzionamento prevede la raccolta della pioggia nella bascula che soggetta a un determinato peso dà origine a un movimento di un magnete che a sua volta genera un segnale elettrico. La stazione registra gli impulsi e determina la quantità di pioggia in base alla capienza della bascula.
Igrometro, termometro e barometro sono posti sullo stesso piano, sotto forma di sensori protetti dalle radiazioni solari grazie a appositi
dischi.
L’igrometro misura l’umidità, ossia la quantità di vapore acqueo presente in una data massa d’aria. Si può parlare di umidità assoluta, misurata in grammi per metro cubo (g/m3) ma si utilizza maggiormente come indice l’umidità relativa. L’umidità relativa è una misura della quantità di vapore acqueo presente nell'aria rispetto alla quantità massima che l'aria potrebbe contenere a una determinata temperatura.
Il termometro è, come tutti sanno, lo strumento utilizzato per rilevare la temperatura. Tramite un apposito algoritmo viene fornito però anche il dato della temperatura “percepita” la quale dipende dal vento e dall’umidità. Nei mesi estivi, a causa della grande afa, la temperatura percepita è notevolmente maggiore della temperatura effettiva.
Ultimo strumento della stazione è il barometro, lo strumento che ci consente di rilevare la pressione atmosferica. Quest’ultima se alta indica previsioni del tempo belle mentre se bassa indica previsioni brutte. Gli esperti fanno riferimento ai valori ridotti della pressione, ovvero al valore assoluto, al quale è già stato sottratto l’effetto che la quota a cui ci si trova comporta sulla pressione stessa.
I dati meteorologici degli ultimi mesi
È grazie alla capacità della stazione meteo di registrare e rendere permanenti i dati che è possibile effettuare un confronto dal mese di Marzo 2024 ad oggi, riassumibile tramite diversi strumenti: una tabella ma anche grafici.
Si può notare che verso Maggio le temperature hanno cominciato ad aumentare e hanno raggiunto il picco tra Luglio e Agosto. Da lì in poi sono diminuite sempre di più. La temperatura media minore, come si può vedere, si è verificata a Marzo mentre quella maggiore ad Agosto.
Andando ad osservare il grafico delle precipitazioni, ci stupisce il mese di Maggio, che è stato un mese molto piovoso, con ben 307,6 mm di pioggia rilevati. In effetti a Maggio, se vi ricordate, avevamo sempre l’ombrello aperto…
Per questo primo numero del Bollettino è tutto. Il prossimo aggiornamento è in programma per la fine dell’inverno e vi parleremo anche della nostra stazione polveri e della qualità dell’aria che respiriamo nella nostra scuola!