Enea riceve gli ambasciatori latini (Eneide, XI, vv. 95-138)
Enea riceve gli ambasciatori latini
Autore: Bottega di Johann Grüninger
Data di realizzazione: 1502
Tecnica utilizzata: xilografia per l’edizione dell’Eneide (curata da Sebastian Brant a Strasburgo) Virgilij maro[n]is opera…, Argentoratum f. 372v
Descrizione: Questa xilografia rinascimentale illustra il momento del Libro XI in cui Enea concede una tregua ai Latini per onorare i caduti in guerra. L'opera si distingue per l'accostamento tra il testo classico e un'estetica tipicamente nordica del Cinquecento, evidente negli abiti contemporanei dei personaggi e nelle architetture tedesche sullo sfondo. In primo piano, il tragico ammasso di corpi sottolinea la brutalità del conflitto, mentre il gesto accogliente di Enea verso gli ambasciatori a cavallo riflette la pietas del protagonista.
Autore: Jean-Auguste-Dominique Ingres.
Data di realizzazione: 1801.
Tecnica: Olio su tela.
Dimensioni: 110 x 155 cm.
Collocazione: École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, Parigi.
Descrizione: L'opera ritrae il momento del nono libro dell' Iliade in cui gli inviati di Agamennone — Odisseo (in rosso), il vecchio Fenice e Aiace — giungono alla tenda di Achille per supplicarlo di tornare a combattere. L'eroe, seduto a sinistra con la cetra, appare sorpreso dall'arrivo dei compagni mentre si trova in compagnia di Patroclo, in piedi accanto a lui. Ingres utilizza uno stile neoclassico estremamente rigoroso: i corpi sono nudi e muscolosi, definiti da una linea nitida che conferisce loro un aspetto simile a statue greche o a figure dipinte su vasi antichi. La composizione è equilibrata e divide chiaramente lo spazio privato e domestico di Achille, sulla sinistra, dall'urgenza militare e diplomatica rappresentata dal gruppo degli ambasciatori sulla destra.
Il parallelismo con l'ambasceria dei Latini a Enea risiede nella funzione narrativa del confronto diplomatico: in entrambi i poemi, l'arrivo dei messaggeri serve a sospendere l'azione bellica per pesare la statura morale del protagonista. Mentre Achille sceglie l'intransigenza e l'ira, Enea nel Libro XI risponde con la pietas, concedendo la tregua per la sepoltura dei morti, trasformando così l'incontro in una dimostrazione di saggezza e umanità superiore rispetto al modello omerico.
Il concilio del re Latino (Eneide, XI, vv. 336-444)
Il consiglio del re Latino
Autore: Bottega di Johann Grüninger
Data di realizzazione: 1502
Tecnica utilizzata: xilografia per l’edizione dell’Eneide (curata da Sebastian Brant a Strasburgo) Virgilij maro[n]is opera…, Argentoratum f. 378r
Descrizione: Questa xilografia illustra l'assemblea nel palazzo di re Latino, descritta nel Libro XI dell'Eneide, dove si discute la risposta da dare a Enea dopo la richiesta di tregua. L'opera ritrae il sovrano in trono al centro, circondato dai suoi consiglieri e dai capi latini, tra cui spiccano Drance e Turno, identificati dai consueti cartigli descrittivi. L'ambientazione riflette lo stile gotico-rinascimentale dell'epoca di stampa, con ampie finestre a sesto acuto e pavimentazioni prospettiche, trasportando il dibattito epico in un contesto cortese cinquecentesco. La scena cattura la tensione politica del momento, fungendo da raccordo visivo per il testo latino che riporta i discorsi contrastanti sulla prosecuzione della guerra o la stipula della pace.
Tersite colpito da Ulisse
Autore: Clement Gontier
Data di realizzazione: fine 1800/ inizio 1900
Tecnica utilizzata: illustrazione, tempera su carta
Descrizione: Il dipinto raffigura l’episodio del II libro dell’Iliade in cui Odisseo punisce Tersite per aver insultato i capi greci, e aver osato parlare durante l’assemblea. La scena è ambientata su una spiaggia, con le navi achee tirate a secco che chiudono l'orizzonte. Al centro della composizione, Odisseo, vestito con una tunica chiara, è colto nel momento culminante dell’azione mentre colpisce con lo scettro di Agamennone, nella sua mano destra, il deforme Tersite, che giace a terra seminudo in una posa sofferente e rannicchiata.
Attorno ai due protagonisti, un gruppo di guerrieri assiste alla scena con reazioni variegate: sullo sfondo, Agamennone siede con autorità sul suo trono, circondato dal consiglio dei capi, mentre sulla destra un soldato alza il braccio in un gesto di approvazione o incitamento.
Questa rappresentazione offre un parallelismo perfetto con il Concilio dei Latini:
Tersite e Drance: Entrambi rappresentano la figura dell'oppositore che usa la parola come arma contro l'autorità. Come Tersite attacca Agamennone, così Drance attacca Turno, accusandolo di essere la causa della rovina del popolo latino. La "deformità" di Tersite nel quadro simboleggia visivamente la "viltà" morale che Turno attribuisce a Drance nel poema virgiliano.
Odisseo e Turno: Se nel dipinto, e nell’Iliade, Odisseo ristabilisce l'ordine con la forza fisica dello scettro, nell'Eneide Turno risponde a Drance con una violenza verbale altrettanto schiacciante, rivendicando il valore guerriero contro l'eloquenza di chi non scende in campo.