L’undicesimo libro dell’Eneide si apre con i funerali di Pallante: qui emerge la crudeltà della guerra, che sottrae alla vita anche i giovani, e il pubblico viene reso partecipe al pianto disperato di Evandro, padre di Pallante, che piange la morte prematura del figlio.
Intanto, a Laurento si svolge un’assemblea dei capi italici (simile a quelle dell’Iliade), in cui si contrappongono il codardo Drance - favorevole alla pace con i Troiani - e Turno. L’assemblea è però interrotta dall’attacco troiano. Per la prima volta in un poema epico si parla di una donna guerriera, Camilla, regina dei Volsci, paragonata da Virgilio a un’Amazzone. La sua figura ispirerà altre donne combattenti in poemi come la Bradamante dell’Orlando furioso o la Clorinda della Gerusalemme liberata. Virgilio racconta la storia di Camilla, che, neonata, viene lanciata dal padre al di là del fiume Amaseno, compiendo quindi un particolare rito di purificazione. Si tratta quindi di una figura eccezionale, capace di imprese sorprendenti in cui si rivela perfino superiore agli eroi maschili. Nel momento della morte, invece, Virgilio sottolinea la sua femminilità.