Dimenticate i falli, i tiri liberi noiosi e le facce concentrate dei campionati classici. Se vedete un giocatore che inizia a far roteare la palla su un dito mentre sale su una scala per fare canestro, allora siete nel posto giusto: sono arrivati gli Harlem Globetrotters!
Proprio in questi giorni di aprile 2026, la squadra più pazza del mondo sta attraversando l’Italia per una missione speciale: festeggiare il loro 100° compleanno. Esatto, avete letto bene: sono un secolo che questi giganti girano il pianeta trasformando il basket in uno show di magia. Cosa li rende unici? Semplice: per loro la forza di gravità sembra non esistere. Durante le partite del tour, abbiamo visto passaggi invisibili, schiacciate fatte saltando sopra i compagni e tiri da distanze impossibili che finiscono sempre nel canestro.
Ma la cosa più bella è che non giocano contro gli avversari per "umiliarli", ma per far ridere il pubblico. Fanno scherzi agli arbitri, lanciano secchi d’acqua (che poi si scopre essere coriandoli!) e coinvolgono i bambini in tribuna.
Anche se oggi ci sembrano dei supereroi della risata, gli Harlem Globetrotters sono nati nel 1926, in un’epoca in cui per i giocatori afroamericani era difficilissimo farsi accettare. Con il loro talento e il loro sorriso, hanno abbattuto i muri del razzismo meglio di chiunque altro. Dopo 100 anni, sono ancora qui a dimostrare che lo sport è, prima di tutto, gioia.
Conoscete la vita di uno dei più grandi giocatori NBA di tutti i tempi? Ecco a voi una breve presentazione a cura di PIetro Innocenti e Guglielmo Zanobini --> Kobe Bryant
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Continuano i play-off NBA
Le semifinali di Conference hanno regalato spettacolo e risultati inaspettati. La prima squadra a passare è stata Indiana, battendo con un risultato clamoroso la favorita Cavaliers con 4 vittorie e 1 sconfitta.
La seconda a passare è stata Timberwolves, che già partendo da favorita, batte con il risultato di 4-1 i Golden State.
La terza a passare è New York, che è riuscita a ribaltare completamente i pronostici battendo i campioni in carica di Boston, per un risultato di 4-2. Infine l’ultima a passare è stata Oklahoma City Thunder, che è riuscita a battere, nell’ultima partita della serie, Denver Nuggets 4-3.
Le partite che vedremo in finale di Conference saranno
Thunder vs Timborwels e New York vs Indiana.
Com'è nata l’NBA
Quando ci si riferisce all’ NBA, si pensa alla lega di basket più grande al mondo, ma non ci si chiede mai com'è nata.
All’inizio, le squadre giocavano in leghe locali e regionali, ma nel 1946 nacque la BAA, che è l’unione delle 3 leghe principali degli Stati Uniti: NBL, BAA e di nuovo NBL.
Inizialmente era composta soltanto con 11 squadre, ma anche con molte innovazioni nel gioco.
Fino agli anni settanta, l’NBA è l’unica lega americana ma in quegli anni emerge un'altra lega americana, l’ABA che in poco tempo diventò più famosa della NBA.
L’NBA per fermare la crisi, cercò di fondarsi con l’ABA e fortunatamente ci riuscì. La fusione delle due leghe, dà il via a una nuova era per l’NBA. Da qui nascono le nuove stelle del basket americano, solo per nominarne uno fra tutti, il grande Micheal Jordan.
Infine fece nascere nuove squadre come Toronto o Orlando.
Draft NBA 2025
Grande attesa per il Draft NBA, che si terrà il 26 giugno a Brooklyn, un quartiere di New York, alle 2 di notte in Italia.
Il Draft è l’evento in cui le squadre NBA scelgono i giovani giocatori più promettenti da far entrare nella lega.
Le 14 squadre che non sono riuscite a qualificarsi per i play-off hanno tutte il 14% di possibilità di ottenere la prima scelta, cioè la possibilità di prendere per prime il giocatore che vogliono.
Tra i giovani più forti spicca Cooper Flagg, che gioca nei Blue Devils di Duke, una squadra universitaria molto famosa negli Stati Uniti.
Altri giocatori molto promettenti sono: Dylan Harper e Ace Bailey (entrambi giocano per l’università di Rutgers), VJ Edgecombe (Baylor), Tre Johnson (Texas).
Anche alcuni giovani italiani stanno facendo parlare di sé. I più noti sono:
Dame Sarr (gioca per il Barcellona), Sailou Niag (Trento)e David Torresani (Treviso).
di Edoardo Stea