Proverbi, tradizioni e culture delle nostre origini
A cura di Omar Perez, Omar Eid, Bilal Rachhi, Matteo Bianco
A cura di Omar Perez, Omar Eid, Bilal Rachhi, Matteo Bianco
Aleida figlia del Che Guevara è stata una delle donne più prestigiose della rivoluzione Cubana. E’ nata il 24 novembre del 1960 nella Havana.
Aleida è una pediatra che mette in pratica l’insegnamento di suo padre, impegnandosi nella difesa del diritto alla salute dei bambini a Cuba e in generale nella salvaguardia dei diritti con missioni umanitarie anche all’estero
Aleida è stata ospite dell’ associazione Amicizia Italia Cuba che attraverso il Circolo Josè Marti, ha organizzato un breve tour con diverse tappe, all’ospedale di Isili con un incontro con il Comitato “Sanità Bene Comune” che lotta per evitare la chiusura dell’ospedale, ad Ales paese natale di Gramsci e a Ghilarza con l’Associazione Casa Museo Antonio Gramsci. Nella sua professione di medico racconta di avere un’esperienza diretta dei bambini malati. Alcune parole di Aleida :
"Vivo a Cuba, amo il mio popolo e difendo la nostra rivoluzione. Sono un medico internazionalista, sono orgogliosa di esserlo, perciò vedo la realtà, sono critica, perché capisco che ci sono molte cose che dobbiamo migliorare e molte altre che dovremo cambiare, ma mi sono formata con una grande influenza di Marti e José. Martí diceva che il sole ha delle macchie, ma dà così tanta energia e così tanta luce che noi uomini non vediamo le sue macchie. Ci ha insegnato a rispettare gli esseri umani, non possiamo pensare tutti allo stesso modo, ma tutti abbiamo il diritto di essere ascoltati e soprattutto di essere presi in considerazione, naturalmente per ottenere questo dobbiamo guadagnarci questo diritto"
Omar Perez
Il Marocco, paese ricco di patrimonio religioso e culturale, è in piena mutazione. Negli ultimi anni ha conosciuto una vera emancipazione a livello sociale, economico, politico e culturale. É un paese che si dirige verso la modernità ma al contempo rimane sempre attaccato ai suoi valori.
Nel mezzo di questo risveglio, c'è la donna. Oltre all' enorme contribuito sociale, la donna marocchina è sempre più presente nella vita politica ed economica del paese occupando dei posti di grande rilevanza come ministro, ambasciatrice o deputato. Grazie all'attuale Re Mohamed VI e all'incessante lavoro della donna stessa all'interno di associazioni femminili, una grande riforma nella legge sociale (al Moudawana) ha permesso l'emancipazione delle donne marocchine, con il conseguente rinforzo dei diritti in merito all'equità tra coniugi e una maggiore attenzione verso i diritti dei bambini.
La donna marocchina è aperta al vicino mondo occidentale, conosce tranquillamente lingue come il francese e l'inglese ma allo stesso tempo rimane fedele alla sua lingua d' origine e continua a trasmetterla insegnandola ai suoi figli.
La donna marocchina porta i jeans, una gonna corta o un tailleur ma non ha mai abbandonato la sua Djellaba o il suo caftano, non ha mai smesso di farsi bella con un Siwak, continua curare i suoi cappelli con l'hanna e si rilassa con un Hammam. E' riuscita a mettere in evidenza la sua bellezza grazie al confort e all'eleganza della moda occidentale continuando a coltivare lo splendore e l'originalità tipici del mondo orientale. Riuscire a trovare il giusto equilibrio tra modernità e tradizione rappresenta una grande vittoria per lei.
Bilal Rachhi