Ipazia

Ipazia è stata una scienziata e filosofa greca, tutt'oggi simbolo della libertà di pensiero. 

Figlia del noto filosofo Teone, studiò fin da giovanissima nell'enorme biblioteca d’Alessandria, e ben presto fu a capo della Scuola Alessandrina. Donna di enorme cultura, di lei non sono rimasti scritti probabilmente a causa di uno dei tanti incendi che distrusse la biblioteca. Nonostante l’assenza di suoi scritti, altri filosofi del tempo ne parlano come una delle menti più avanzate esistenti allora. Arrivò a formulare anche ipotesi sul movimento della Terra, ed è molto probabile che cercò di superare la teoria tolemaica secondo la quale la Terra era al centro dell’universo. Ipazia viene ricordata anche come l'inventrice dell’astrolabio, dell’aerometro e dell’idroscopio. In filosofia aderì alla scuola neoplatonica, in modo però originale e, inoltre, non si convertì al cristianesimo (scelta che le costò la vita); insegnò e divulgò fra i suoi discepoli le conoscenze matematiche, astronomiche e filosofiche all’interno del Museo di Alessandria, che a quel tempo era la più importante istituzione culturale esistente.

Nella primavera del 415 Ipazia viene aggredita per strada, spogliata nuda, trascinata nella chiesa cattedrale e qui lapidata; i resti del suo corpo smembrato verranno poi bruciati. A massacrarla furono i chierici cristiani al servizio di Cirillo di Alessandria, allora potentissimo patriarca: proprio per questo l’assassinio rimase impunito, l’inchiesta venne sabotata e il magistrato venne corrotto. La chiesa, però, ancora tace.

Tutt’oggi Ipazia è simbolo di discriminazione, violenza ed ingiustizia, valori che bisogna sconfiggere e smettere di coltivare. Ipazia, nei secoli, si è dimostrata esempio di tolleranza e libertà (si occupò di campi dedicati solo agli uomini), di purezza eroica, di libertà di pensiero. Noi donne dobbiamo ringraziarla del suo coraggio perché con lei si cominciò a concepire il significato di parità ed uguaglianza di genere, concetti nati nell’avanti Cristo, ancora oggi estranei a molti.


Alessia Checco & Vittoria Di Giusto II E