scuola secondaria
Caposervizio GIACOMO
Caposervizio GIACOMO
a cura di Irene 2C Dogliotti
Amate la cultura orientale quanto me? Vi piacciono il cibo giapponese, gli anime o il K-pop? Se siete appassionati di tutto questo, oggi vi voglio parlare di uno dei generi poetici giapponesi più conosciuti: l’Haiku.
L’haiku è un genere poetico giapponese molto breve, composto da soli tre versi con una struttura metrica fissa di 5, 7 e 5 sillabe.
I temi principali possono essere molteplici: le stagioni, gli animali, le emozioni, la natura o la foresta.
L’haiku deriva dal tanka (o waka), un componimento giapponese formato da cinque versi. Intorno al 1600, il poeta Matsuo Bashō e altri autori iniziarono a utilizzare la prima parte del tanka (i primi tre versi) come poesia indipendente, chiamata inizialmente hokku. È proprio l'hokku che si è evoluto in quello che oggi chiamiamo haiku.
Noi della 2C abbiamo provato a cimentarci in queste poesie orientali e il risultato non è stato niente male! CLICCATE SULL'IMMAGINE QUI SOTTO e scoprite la raccolta delle nostre creazioni più originali e fantasiose.
Se volete provare anche voi a scrivere un haiku, potete prendere spunto dai nostri: è facile e divertente, credetemi!
a cura delle classi 3C e 3D Kennedy
Gli spazi moderni e interattivi del MUSME di Padova
Venerdì 23 gennaio, le classi 3C e 3D della scuola secondaria di Bojon si sono recate a Padova per visitare il MUSME (Museo della Storia della Medicina) e il Museo Ebraico.
Presso il MUSME abbiamo partecipato all'attività “Escape Smoke”, grazie alla quale abbiamo compreso quanto il fumo sia nocivo: non solo per i polmoni del fumatore, ma anche per chi gli sta accanto e per l’ambiente circostante. Abbiamo potuto osservare chiaramente i danni polmonari attraverso la dissezione virtuale di un corpo umano su una smartboard di ultima generazione.
Nel pomeriggio il percorso è proseguito nel cuore del ghetto di Padova. La guida ci ha accompagnati alla scoperta delle “pietre d’inciampo”, poste davanti alle abitazioni dei cittadini ebrei deportati durante la Seconda Guerra Mondiale. Successivamente, abbiamo visitato la sinagoga adiacente al Museo Ebraico.
Ascoltare le storie di persone a cui è stata tolta la vita senza motivo, osservando da vicino le loro foto e i loro documenti, è stata un’esperienza estremamente toccante e significativa che ci ha fatto riflettere profondamente.
a cura delle classi prime Valeri e Kennedy
Nel mese di dicembre le classi prime delle Scuole secondarie di primo grado di Bojon e Campolongo Maggiore hanno partecipato al Progetto E-Twinning “A Special Christmas, Una Navidad Especial, Un Noël Spécial”. Gli alunni si sono divertiti a realizzare dei biglietti di Natale in Francese che hanno condiviso sulla piattaforma europea European School Education Platform con gli alunni di alcune scuole italiane ed europee. È stata un’attività trasversale Arte-Francese che ha coinvolto i docenti Bozzolan, Giliberti e Malupini e che ha permesso agli alunni di conoscere alcuni aspetti culturali di altri paesi relativi a tradizioni, festività, gastronomia, luoghi di interesse artistico e paesaggistico.
Ecco a voi i video delle splendide cartes de Noël realizzate dai ragazzi.
Classe 1A:
Classe 1C:
Classe 1D:
a cura della prof.ssa Chiara Salvagnin e Sofia 2B Valeri
Il laboratorio di scrittura è la nuova configurazione che le classi seconde del plesso "Diego Valeri" hanno dato alle ore di antologia, seguendo la linea del Writing and Reading Workshop Method. Si tratta di un approccio nato negli anni Settanta negli Stati Uniti che vede la scrittura come processo e non come prodotto.
Ogni settimana la docente tiene una mini-lesson su un argomento specifico (ad esempio: "Come scegliere l'ambientazione perfetta per un racconto d'avventura"); poi i ragazzi si dispongono in gruppi di lavoro e iniziano a confrontarsi sulle loro idee per il prossimo racconto, armati di taccuino. In classe si scrive, si lavora alla propria bozza, la si fa leggere ai compagni per un'opinione sincera e si chiede alla prof una consulenza. Al termine della correzione dei racconti, alcuni vengono selezionati dalla docente e letti davanti alla classe dall'autore stesso, momento che termina solitamente con un applauso dei compagni.
Ecco il racconto realizzato durante il laboratorio di scrittura da Sofia (2B Valeri).
IL CIANURO
Il commissario De Luca fissava la tazzina di caffè, ormai freddo, sul tavolo della villa. Era novembre, e la pioggia oscurava la vista sul lago di Como. Nel salotto, sul tappeto, giaceva il corpo senza vita del conte Ludovico, un uomo molto potente e temuto da molti.
“Non ci sono segni di effrazione, signore. La porta era chiusa, le finestre pure. Il medico legale dice che è stato un arresto cardiaco, ma le cose non tornano” disse l’agente mentre chiudeva il taccuino.
De Luca si alzò e si avvicinò al corpo. Accanto alla mano destra c’era un bicchiere rovesciato. Il whisky bagnava il tappeto. Il commissario annusò l’aria: naturalmente si sentiva l’odore del sangue, ma c’era anche questo profumo dolce di mandorla.
“Cianuro” disse De Luca. “Non è stato un arresto cardiaco. Era stato invitato a cena e qualcosa non è andato come doveva…”.
I sospettati erano tre, tutti presenti nella villa quella sera: Beatrice, la giovane moglie del conte, che avrebbe ereditato una fortuna; Marco, il nipote, sommerso di debiti a causa del gioco d’azzardo, e Giacomo, il maggiordomo fedele, che serviva il conte da ben trent’anni.
De Luca fece convocare nello studio i tre sospettati. Beatrice piangeva. Marco giocherellava con il suo accendino e Giacomo era immobile senza dire una parola. “Chi ha versato il whisky al conte?” chiese il commissario. “Io, signore” rispose Giacomo. “Come tutte le sere alle nove. La bottiglia era chiusa, l’ho aperta davanti al conte”. “E chi ha portato il bicchiere?”. “Io” disse Beatrice singhiozzando. “Lui era così stanco… Volevo solo fare un gesto carino”. “Io ero in giardino a fumare - rispose Marco - Non ho toccato nulla”.
De Luca si guardò attorno. Notò qualcosa di strano sulla scrivania del conte: un libro sul giardinaggio aperto nella pagina del Lauroceraso (1), una pianta comune nel giardino della villa, le cui foglie contengono del cianuro. Il commissario sorrise e tornò in salone e osservò il bicchiere caduto. Poi guardò le mani dei sospettati. “Il veleno non era nel whisky - disse De Luca tornando in studio – e nemmeno nel bicchiere”.
Tutti lo guardarono confusi. “Il conte era un uomo abitudinario. Prima di bere, puliva sempre i suoi occhiali con un panno. Agente, controlli quel panno”. L’agente prese il pezzo di stoffa con delle pinzette. Era leggermente umido. “Il colpevole sapeva che il conte avrebbe strofinato le lenti degli occhiali e poi, naturalmente, si sarebbe toccato gli occhi, o la bocca. Il veleno è stato spruzzato sul panno. Un metodo che non richiede di prendere il bicchiere in mano!”.
De Luca si voltò verso il maggiordomo. “Lei si prende cura del giardino da quando il giardiniere è andato in pensione, vero? E il conte aveva intenzione di vendere la villa e mandarla via”.
“Trent’anni commissario, trent’anni di umiliazione. Non potevo lasciare che mi buttasse fuori come un mobile rotto!”.
Mentre l’agente portava via Giacomo, De Luca uscì sul balcone; pioveva ancora. Accese una sigaretta, e pensò a come dietro ad un uomo così fedele, o almeno sembrava, ci potesse essere una persona capace di fare una cosa simile…
Note a piè di pagina:
(1) Il Lauroceraso (Prunus laurocerasus) è una pianta ornamentale da siepe molto comune, ma altamente velenosa in tutte le sue parti (foglie, semi, corteccia) a causa della presenza di glicosidi cianogenetici che liberano acido cianidrico (cianuro).
a cura della classi 1C e 1D Kennedy
Le classi 1C e 1D del plesso di Bojon sono state protagoniste di un’attività di scienze che ha unito studio, collaborazione e creatività. Il tema scelto – la Tempesta Vaia e il bostrico – ha permesso agli studenti di conoscere un evento reale e recente, comprendendone le cause e le conseguenze sull’ambiente naturale.
L’attività è iniziata in classe con la visione di un video introduttivo sulla Tempesta Vaia, che nel 2018 ha colpito duramente le foreste delle Alpi orientali. A partire da questo primo momento di osservazione, gli alunni hanno discusso insieme sugli effetti del vento, del clima e dei cambiamenti ambientali sugli ecosistemi forestali. Successivamente, divisi in gruppi di lavoro, hanno svolto una ricerca a casa, raccogliendo informazioni, immagini e dati sia sulla tempesta sia sul bostrico: un insetto che ha trovato condizioni favorevoli per diffondersi proprio a causa degli alberi abbattuti.
In classe, ogni gruppo ha poi selezionato, organizzato e rielaborato le informazioni realizzando dei cartelloni che sono stati poi esposti nell’atrio della scuola, diventando un'occasione di condivisione e confronto anche con altri studenti. Studiare ciò che accade nei nostri territori aiuta, infatti, gli studenti a sentirsi parte attiva del mondo che li circonda.
Complimenti alle classi 1C e 1D per l’impegno, la collaborazione e la serietà dimostrati.
a cura della prof.ssa Milla Malupini e degli alunni del plesso Valeri
Nel pomeriggio del 12 gennaio 2026, in occasione dell’Open Day, la scuola secondaria di primo grado "Rita Levi Montalcini" – plesso "Diego Valeri" di Campolongo Maggiore – ha accolto gli alunni della scuola primaria e le loro famiglie con un coinvolgente laboratorio scientifico, realizzato dai ragazzi di terza media.
Durante l’incontro pomeridiano, gli studenti hanno illustrato ai più piccoli diversi esperimenti di fisica, chimica e scienze, guidandoli passo dopo passo e rendendo l’esperienza divertente e interattiva anche per i genitori. Nel primo laboratorio, i ragazzi hanno mostrato come accendere un LED utilizzando una pila “naturale”, costruita con alimenti come frutta e verdura. In questo modo hanno spiegato come sia possibile generare corrente elettrica con i vegetali, dimostrando che anche elementi semplici e quotidiani possono produrre energia.
Per quanto riguarda l’ottica, è stato proposto un esperimento sulla rifrazione collegato a una situazione comune: la cannuccia immersa in un bicchiere d’acqua che sembra "spezzarsi". I ragazzi hanno spiegato che si tratta di un fenomeno ottico che osserviamo spesso nella vita di tutti i giorni. Grande interesse ha suscitato anche il laboratorio sulla capillarità, rappresentata attraverso la fioritura di fiori di carta colorata che si aprivano a contatto con l’acqua, mostrando come questo fenomeno avvenga anche in natura.
Per la chimica, gli studenti hanno presentato un esperimento di cromatografia su carta, spiegando come i diversi pigmenti delle foglie in autunno possano essere separati e osservati. In questo modo è stato possibile capire come i cambiamenti stagionali siano legati alla presenza di sostanze diverse, rese visibili dalla separazione ottenuta durante l’esperimento.
I visitatori hanno inoltre potuto osservare modellini del corpo umano e del sistema solare, che hanno aiutato a comprendere meglio alcuni argomenti affrontati durante il primo quadrimestre. Tutti i laboratori erano accompagnati da locandine realizzate con Canva, utili per spiegare in modo semplice i contenuti. I ragazzi della classe 3B, insieme ad alcuni alunni della 3F, hanno lavorato con impegno ed entusiasmo; la riuscita dell'evento è stata possibile grazie alla partecipazione attiva dei bambini e dei genitori, che hanno seguito le attività con curiosità.
Un’esperienza che ha dimostrato come la scienza possa essere vissuta in modo concreto e coinvolgente.
a cura delle classi seconde Valeri e Kennedy
Nel mese di dicembre, gli alunni delle classi seconde delle Scuole Secondarie di primo grado di Bojon e Campolongo Maggiore hanno affrontato lo studio di un’Unità di Apprendimento sull’alimentazione. Il progetto ha previsto la conoscenza e la memorizzazione del lessico e delle funzioni linguistiche e comunicative relative ai cibi, oltre all’approfondimento di alcune celebri ricette francesi.
Durante le vacanze di Natale, i ragazzi sono stati coinvolti in un compito di realtà che prevedeva la preparazione di alcuni dolci e piatti tipici studiati in classe. Gli studenti hanno rivelato doti da veri chef, cimentandosi con entusiasmo tra i fornelli di casa!
Attraverso questa esperienza pratica, la lingua francese è diventata uno strumento concreto per creare e condividere. Ecco a voi un video dimostrativo che raccoglie i momenti più belli e i piatti più riusciti di questa gustosa attività.