A cura di Elena Carraro e Giulia Maretto
La scuola nasce come strumento per comprendere la realtà, studiare situazioni e fenomeni con un atteggiamento razionale, suscitando in noi criticità e creatività. Inoltre, ci accompagna in un percorso di crescita fino alla maturazione "completa".
Ma noi, che siamo studenti, possiamo dire che è veramente così?
“Abbiamo passato tanto tempo nella scuola, ma la nostra vita non era lì”
“La scuola italiana non sarebbe nemmeno tanto male…se solo funzionasse!”
Grazie a queste due citazioni possiamo racchiudere ciò che è la dualità della scuola e allo stesso tempo proporre un modello di scuola che vorremmo per renderla invitante e funzionale.
A) ORGANIZZAZIONE DELLE MATERIE
Dovrebbe esserci una separazione tra quelle che sono le materie “obbligatorie” e quelle opzionali, dedicando un ipotetico 60% delle lezioni a quelle che sono le materie tradizionali: l’italiano, la matematica, le scienze, la geografia (con attenzione soprattutto al contesto globale), la storia contemporanea e, soprattutto, quella materia che è stata un po’ trascurata ma che in realtà rispecchia la nostra realtà, l’informatica.
Diamo, invece, un 40% di possibilità di scelta ai ragazzi suscitando in loro un modo di auto-indirizzarsi verso quello che potrebbe essere il loro futuro, offrendo corsi di arte, teatro, cinema, lingue extra-europee, aiutando l’alunno a orientarsi e a conoscere e riconoscere i suoi interessi nel corso degli anni.
B) I PROGRAMMI CHE VORREI
No alla scuola al sabato;
Più incentivi ad attività di studio all’estero in diverse forme e durata, anche nei periodi di vacanza in Italia, e gemellaggi con altre scuole;
Maggiore collegamento col presente e l’attualità;
Collegare i programmi di studio con la realtà (e non ritrovarsi con 4 mesi di studio dei sumeri e affrontare la guerra fredda da soli una volta finite le superiori);
Maggiore apertura verso le altre culture e il mondo;
Associazioni scolastiche (culturali, sportive, sociali) con almeno un’attività associativa obbligatoria.
C) AMBIENTI FUNZIONALI E DI SOCIALITÀ
Mettere a disposizione luoghi comuni e di relazioni fra compagni dove la scuola risulti curata e ben attrezzata, in modo tale che divenga un effettivo luogo di vita per tutti con bar e luoghi ricreativi che diano la possibilità di pranzare a scelta a casa o a scuola.
Per ambienti funzionali si intende avere: riscaldamento funzionante, spazi abitabili senza i muri scrostati o cornicioni che cadono a pezzi. In un certo senso, ambienti che garantiscano un benessere fisico di base e che trasmettano il valore della scuola e degli studenti.
Vogliamo ambienti attrezzati di laboratori, biblioteche e computer connessi a internet, facilmente accessibili agli studenti.
Spazi all'aperto e non per svolgere differenti attività sportive, come campi da tennis o di atletica, e la possibilità di formare eventuali club.
D) GLI INSEGNANTI CHE VORREI
Potrebbero essere più giovani, più preparati, più motivati, capaci di saper stabilire un rapporto interpersonale positivo e individualizzato, ma anche di ottenere rispetto e far mantenere i giusti ruoli e le giuste distanze.
Dovrebbero saper insegnare in modo più vario, aperto e laboratoriale.
"L’insegnante" preparato culturalmente e rigoroso deve saper essere anche un interlocutore, un allenatore e un counsellor, preparato sulla materia e capace di comunicarla agli studenti.
Un adulto che metta al centro la formazione globale degli studenti, che utilizzi i programmi scolastici e la materia non come fine in sé, ma come strumenti per lo sviluppo di interessi e competenze degli studenti e per la loro crescita umana complessiva.