VINCERE IL BULLISMO RENDE PIÙ FORTI
Ci sono passati in tanti, personaggi famosi e non, d'oggi e di ieri. Ma per chi l’ha subito, il bullismo è stato anche un modo per rinascere.
di Sailin Miotto
Al giorno d'oggi, come molti sanno, esistono tantissimi casi di bullismo e cyberbullismo.
Riporta l'UNICEF che nel mondo 246 milioni di bambini e adolescenti ogni anno subiscono qualche forma di violenza a scuola o episodi di bullismo. Consideriamo che ci sono all'incirca 2,2 miliardi di bambini e adolescenti, che rappresentano il 31% della popolazione mondiale. Quindi è un fenomeno molto diffuso e assai grave: forse molti non riescono neanche a immaginare che tra quei 246 milioni possa esserci il nostro idolo o una persona famosa ma, ovviamente, la realtà è ben diversa e la crudeltà non risparmia mai nessuno.
Il bullismo non risparmia nessuno neanche nel mondo del calcio, persone famose come Bonucci, Bernardeschi e addirittura Cristiano Ronaldo. Il famosissimo calciatore, conosciuto sia dai più grandi che dai più piccoli, campione d'Europa nel 2016, nella sua autobiografia racconta che da piccolo è stato vittima di bullismo per il suo accento di provincia e, come se non bastasse, all'epoca era un ragazzino magrolino, quasi esile, per questo subiva continue offese. Di conseguenza, era costantemente timido e insicuro di sé. In più interviste ha raccontato di portarsi dietro questa sua insicurezza ancora oggi.
Hanno subito bullismo anche nel mondo della musica tantissimi artisti, sia italiani che non. Alcuni sono personaggi molto conosciuti che hanno fatto parte della scuola di "Amici" e sono Aka, Sangiovanni e la vincitrice della ventesima edizione, Giulia Stabile, che racconta: “I miei problemi sono iniziati durante la scuola media, quando leggevo finivo sempre per impappinarmi e ciò creava risatine e occhiatacce ironiche”.
Aggiunge anche che l'unica cosa che l'ha veramente salvata è stata la danza, che ha colmato un vuoto durante i suoi anni più difficili e che le ha insegnato cosa vuol dire lavorare duramente per raggiungere un obiettivo. Con la celebrità televisiva ha subito poi alcuni episodi di cyberbullismo, in cui moltissimi hater sotto i suoi post hanno scritto frasi veramente offensive e futili come "ma quanto fate schifo… per difendere una ragazza che al posto di essere normale è una scema demente" (Facebook). È vero, non sarà il peggior insulto della storia, ma era una frase scritta sotto un post da un account fake ed ha lasciato un segno.
Anche le cantanti famose, Taylor Swift e Selena Gomez sono state vittime di bullismo: la prima è stata presa di mira da Kim Kardashian, che l'ha definita un serpente e che ha addirittura incitato i suoi follower a intasare i social media di Taylor con dei serpenti. "Non sapevo neanche se avrei mai avuto la forza di continuare a salire sul palco", così Taylor racconta la sua esperienza, dice che da quegli episodi ha ricavato forza e insegnamenti importanti e soprattutto ha scritto grandissimi pezzi musicali. Selena Gomez racconta che i suoi anni di Disney Channel (famosa soprattutto per “I maghi di Waverly”) non sono stati semplici infatti sostiene che “Disney era il liceo più grande del mondo”; racconta anche che i numerosi insulti sui social per il suo peso l’hanno resa molto insicura e le hanno creato molti problemi sia mentali che di salute.
Anche gli attori non sono esclusi da questo fenomeno, infatti il noto attore Leonardo di Caprio è stato cyberbullizzato perché non ha più il fisico scolpito come quello dei film in cui recitava da giovane.
Insomma, nessuno si salva dal bullismo, che sia vecchio oppure no, ricco o povero, famoso o meno: nessuno scappa da questa crudeltà. Purtroppo esistono casi di bullismo o cyberbullismo in cui le persone vengono portate ad atti estremi (come il togliersi la vita). Le vittime sono sempre più giovani perché l’accesso ai social viene consentito anche a bambini molto piccoli, senza la corretta supervisione dei genitori. Quindi, se volessimo davvero migliorare la situazione, direi ai genitori di monitorare di più i propri figli e consentire ai più piccoli l’accesso alla rete quando sarà il momento. Ogni cosa a suo tempo.
Detto ciò, davanti alla sofferenza siamo tutti uguali e non ci sono distinzioni. La vita non va sempre liscia, ma condividere aiuta a stare meglio. E con questo, buona fortuna.