"Nobile Elffin, non disperare
a te mi ha donato il mare
dal tuo volto asciuga il pianto
che ti consolerà il mio canto..."
Taliesin (di Mauro Laurenti, Dampyr 44)
Gwion, vero nome di Taliesin, è un Dampyr, il primo della storia dall'arrivo dei Maestri della Notte sulla terra. Originato nel V secolo dC e vissuto per ben 300 anni, soprannominato "Il Bardo", "Fronte Splendente", "Uomo dei Corvi", Taliesin è il figlio del Maestro della Notte Mordha Oenghus e di Severa Massima.
Dall'unione di Taliesin con Creirwy nacque Essylt, che a sua volta ebbe due figli, Tristan e Vivien, con quest'ultima che proseguì la discendenza unendosi a Myrddin.
Taliesin compare in Dampyr 44, 119, 185, 186, 196, 197, 198, 199, 224, 277, 283, 284, 296.
Padre: Mordha Oenghus
Madre: Severa Massima
Prima famiglia adottiva: Keridwen, Tegid "Il calvo", Morfran, Creirwy
Secondo padre adottivo: Re Elffin, sovrano di Cantrer Gwaelod
Viene fatto per la prima volta il nome di Taliesin in Dampyr 43, a proposito delle antiche locomotive delle ferrovie gallesi, denominate per l'appunto "Taliesin" e risalenti al 1876.
Il dampyr Taliesin compare nel lungo racconto di Amber Tremayne in Dampyr 44 e viene descritto come il consigliere di Re Vortigern, colui che consigliò di costruire la roccaforte celtica Dinas Emrys al di sopra dell'antico pozzo scavato anticamente dai druidi. Taliesin compare brevemente anche in occasione del ritorno di Manlio Artorio, Artos e Aurelio Ambrosio nel Gwynedd, avvertendo quest'ultimo del pericolo che lo stava attendendo. In questa storia non si faranno riferimenti alle sue origini o alla sua reale natura di Dampyr.
Gwion nasce dal desiderio di vendetta di Severa Massima contro la matrigna mai riconosciuta, Ambra di Gwynedd. Decisa a colpire la vampira, Severa sfrutta la debolezza e l’ingenuità del Maestro della Notte Mordha Oenghus per concepire un Dampyr, con l’intento di plasmarlo e spingerlo un giorno a uccidere la sua matrigna. Dopo la nascita del bambino, Severa riesce a tenerne segreta l’esistenza a Mordha e fugge. Tuttavia, le Guardiane della Legge la rintracciano e decidono di sottrarle il neonato, strappandolo dalle sue braccia. Il piccolo, chiamato Taliesin, viene “nascosto” in Irlanda, nella dimora dell’incantatrice Keridwen, che contro la propria volontà è costretta ad accoglierlo e a farlo crescere nella fattoria come guardiano di porci. In quella casa vivono anche il patrigno Tegid il Calvo, il fratellastro Morfran e la sorellastra Creirwy, con la quale Taliesin instaurerà un legame profondo e speciale. (Dampyr 186).
Dopo essere entrata in possesso del Calderone di Dagda, Keridwen decise di affidare il compito della preparazione del magico infuso al giovane Gwion. Il Calderone andava scaldato e portato ad ebollizione, più precisamente scaldato e raffreddato, mescolando incessantemente dieci minuti nel senso del sole e altri dieci nel senso opposto, per tre giorni e tre notti, senza fermarsi e senza dormire dalla stessa persona. Un lavoro durissimo che conoscendo le straordinarie doti di resistenza Keridwen decise di affidare al giovane Gwion, che nonostante non fosse ricambiato provava rispetto e devozione nei confronti della sua matrigna. Inoltre la duplice natura semimagica di Gwion lo avrebbe protetto dai nocivi fumi del calderone, potenzialmente dannosi per un normale essere umano. E fu così che Gwion si mise a mescolare l'infuso del calderone. Era un compito duro, ma Gwion era fiero della sua responsabilità, e sperava che la sua amata matrigna lo avrebbe da quel giorno iniziato a considerare. Gwion si impegnava duramente, a volte perdendo il respiro e con qualche vertigine ai causa delle potenti esalazioni del calderone, che gli mostravano con delle flebili visioni l'originario e tormentato mondo dei Maestri e la nobile stirpe dei Maestri della Notte. Ma si trattava di brevi allucinazioni, dopodiché Gwion rientrava in se, e senza perdersi di forza continuava a mescolare. A intervalli regolari Keridwen scendeva a nutrire il giovane, meravigliandosi della forza e della straordinaria resistenza di Gwion fino a quando, una volta terminato il rituale, giunse nella stanza anche Morfran. Preoccupato per gli sforzi del fratello e per la paura che possa cadere all'interno del bollente calderone, Morfran fece per toccare la spalla di Gwion, che di istinto si girò di scatto cadendo dentro il calderone, ustionando il volto di Morfran con alcuni schizzi del fluido bollente. Gwion cadde nel calderone, ma anziché riportare danni fisici come il fratellastro Morfran visse una esperienza unica. Rivisse intensamente più di un milione di vite, conversò a tu per tu con Dagda e arrivò a conoscere tutti i membri della famiglia che erano fuggiti dalla distruzione del mondo dei maestri, arrivando a conoscere la loro storia e la loro origine. Nonostante sia il peggiore nemico per la loro speciale, Gwion comprese le ragioni dell'animo dei maestri della notte, evento che ebbe una grande influenza per le future azioni del Dampyr. (Dampyr 186).
Alcune ore dopo, o forse giorni, Gwion riemerse dal calderone e dovette affrontare l'ira di Keridwen, ma il Dampyr che aveva assorbito il dono della conoscenza manifestò in maniera del tutto analoga a come fanno gli Amesha, lo straordinario potere della luce. Forse si trattava di un effetto collaterale, una sorta di radioattività a seguito della caduta nel calderone, ma Gwion manifestò questo potere in più di una occasione, il potere che lo portò a meritarsi l'epiteto "Fronte Splendente". Keridwen diede la caccia a Gwion per tutta l'Irlanda, la leggenda narra che avessero il potere della metamorfosi dei grandi druidi o dei grandi sciamani, ma Mordha riuscì a proteggere la fuga del figlio influenzando la vista e i ricordi dell'incantatrice. (Dampyr 186).
Gwion fuggì dalle coste dell'Irlanda a bordo di un curragh, una fragile imbarcazione di pelle procuratagli da Mordha, ed in balia delle onde del mare di Irlanda venne accompagnato dall'enorme drago nero (Mordha) nelle coste del Galles. Giunse così naufragando sulle coste del perduto regno di Cantrer Gwaelod, la "terra bassa". Il destino volle che a raccogliere il giovane fu proprio Elffin, il sovrano di Cantrer Gwaelod, che non avendo figli lo accolse e lo adottò proprio come un anziano indovino gli aveva predetto. Gwion venne condotto alla fortezza di Caer Wyddno, curato e rivestito, e nonostante avesse perso il ricordo di chi fosse, grazie ai poteri che gli aveva conferito il Calderone aveva il dono del canto e dell'eloquenza, tanto che se ne diffuse rapidamente la fama. Da tutte le isole britanniche, sapienti, saggi e curiosi giungevano nel castello di Caer Wyddno al solo scopo di fare la conoscenza del giovane principe Gwion, che aveva ricevuto il nome di Taliesin, "fronte splendente". Anche Ambra, l'unica assieme a Mordha a sapere dell'esistenza del dampyr, giunse a Cantrer Gwaelod, regno che tra l'altro confina proprio col Gwynedd. Posto al capezzale di Taliesin, Ambra ebbe per la prima volta un incontro ravvicinato con un dampyr e per una frazione di secondo non potè fare a meno di nascondere il suo shock. Sentimento che venne condiviso dal giovane ragazzo che comprese la sua origine. Conversando con Taliesin, Ambra apprese tutta la sua storia, e viceversa il ragazzo ebbe nuovamente la sua memoria: Keridwen, Morfran, Creirwy.... e per proteggere il giovane dalla malvagia influenza della madre Severa, Ambra riuscì a convincere re Elffin e far terminare il flusso di curiosi che giungeva per osservare per Taliesin. Meno persone erano a conoscenza della sua esistenza, meno possibilità ci sarebbe stata che Severa fosse giunta a conoscenza del luogo dove si trovava Taliesin, e questo accadde per un breve periodo. Ma Taliesin successivamente ammette di avere il desiderio di conoscere la propria madre biologica, che nel frattempo era tornata a Londinium dal suo sposo Vortigern assieme a Creirwy, divenuta una delle sue dame di corte. Ambra decide di assecondare Taliesin, e lo accompagna a Londinium. Qui ha il suo primo faccia a faccia con la sua madre biologia, che dimostra subito il tentativo di tirarsi fuori dalla brutta vicenda accaduta a Keridwen e Tegid, ma Taliesin dal canto suo possedendo la saggezza millenaria del calderone di Dagda è ben attento dal prendere per vero le false e velenose parole della madre. Taliesin si accorge inoltre che nel palazzo era presente anche Creirwy, e non ci pensa due volte a decidere di portarla via li. Per farlo si accorda col fratellastro Morfran, i due organizzano un vero e proprio rapimento riuscendo a riportare la sorellastra (di cui Taliesin era palesemente innamorato) nel regno di Cantrer Gwaelod. Taliesin rimase però a Londinium, alla corte di Vortigern e Severa, meritandosi nel tempo l'appellativo di "bardo" (Dampyr 186).
Poi accadde l’inevitabile. Vortigern si alleò con i Sassoni di Hengist, ripudiò Severa e sposò Rowena. Il regno precipitò nel caos, Vortimer, figlio di Vortigern e Severa, fu avvelenato da Rowena, mentre la capitale, Londinium, venne letteralmente data alle fiamme. Costretto alla fuga, Vortigern si ritirò nel Gwynedd insieme ai suoi figli, dove continuò a regnare — seppur in modo precario — fino all’arrivo di Artos, Aurelio Ambrosio e Manlio Artorio (Dampyr 43 e 44).
Dopo il vile attacco dei Tylwyth Teg a Cantrer Gwaelod, la distruzione del regno e la morte del suo amato padre adottivo Elffin, Taliesin bramò di affrontare le creature di Annwn per vendicarlo. Tuttavia, Ambra lo convinse a desistere poichè il momento non era propizio. Taliesin si congedò così da Morfran e da Creirwy, che nel frattempo era divenuta sua moglie e attendeva la nascita della loro figlia, la piccola Essylt. Li lasciò nel Gwynedd, mentre egli stesso decise di trasferirsi nella capitale del regno, al fianco del nuovo sovrano, Emrys Wledig (Dampyr 186).
Quando Aurelio Ambrosio e Artos decisero di partire verso Annwn, anche Taliesin prese parte attiva alla spedizione. Accompagnò dapprima il sovrano a Lyonesse, presso re Marcus Cunomorus, per chiedere la costruzione dell’imbarcazione destinata a portarli oltre il mare, fino al reame di Annwn. In seguito combatté valorosamente nel superamento delle sette roccaforti poste a difesa del regno sotterraneo, affrontò la legione dei Tylwyth Teg scagliatagli contro da Black Annis, e infine si inoltrò nelle viscere di Annwn alla ricerca del Calderone di Dagda (Dampyr 196 e 197).
Al suo ritorno in Britannia, Taliesin scoprì che, durante l’eroica spedizione, suo padre Mordha Oenghus aveva approfittato della sua assenza per rapire Creirwy ed Essylt. Mordha non intendeva far loro del male, ma impose al figlio di rinunciare per sempre a rivederle e di non mettere più piede nelle terre irlandesi. Rimasto alla corte del sovrano Aurelio Ambrosio e del generale Artos, Taliesin continuò a combattere al loro fianco nelle pericolose spedizioni a difesa dei confini del regno. Fu durante una di queste battaglie, contro i Dearg-Dul, alleati dei Pitti, che Taliesin perse il fratello Morfran, ucciso, poi trasformato in non-morto e condotto in Irlanda da Mordha in persona. Se mai Taliesin dovesse un giorno varcare il mare e raggiungere il regno irlandese di Mordha, sarebbe costretto a combattere l’amato fratello perduto (Dampyr 197).
Dopo la morte di Artos, avvenuta in territorio francese, Taliesin e i cavalieri superstiti giunsero a Lyonesse. La leggenda narra che furono proprio Taliesin e Llenleawg a condurre il corpo del defunto sovrano di Britannia in Bretagna, nel Castello sotto il lago. Come gli altri sopravvissuti alla fatale battaglia di Artos, anche Taliesin visse per un breve periodo a Lyonesse, prima di allontanarsene con Llacheu. Tornato in seguito per chiudere i conti con il proprio passato, rivide in modo freddo e distaccato la figlia Essylt, e aiutò Drustan a uccidere l’amato fratello Morfran, ormai divenuto schiavo di Mordha (Dampyr 198).
In seguito, Taliesin raggiunse Vindobala, presso il Vallo di Adriano, per difendere i confini settentrionali, ormai fragili, dalle tribù dei Pitti riunite sotto l’alleanza con Angus Og. Riuscì persino a stabilire un contatto con lui, ma dovette rientrare in Britannia per affrontare la minaccia interna di Medraut, il figlio illegittimo di Artos, deciso a impadronirsi del trono. Medraut venne sconfitto, ma quando Taliesin si mise in viaggio per raggiungere Drustan a Lyonesse, cadde nella trappola orchestrata da Kostantin (Dampyr 199).
Affronta e uccide la Maestra della Notte Vanth assieme a Finnian (Dampyr 224).
Catturato da Kostantin, fu rinchiuso in una cella scavata nella roccia, ai piedi della cittadella fortificata di Dun Durn, in Caledonia, capitale del popolo dei Pitti. Regolarmente torturato dai suoi carcerieri, il suo destino rimase nelle mani di Angus Og, che decise di consultare suo padre Mordha prima di giustiziarlo. Tuttavia, durante l’assenza del lord delle isole, Menw ed Eiddilig riuscirono a liberare il Dampyr. Durante il viaggio di ritorno in Britannia, Taliesin affrontò Kostantin, riuscendo a ferirlo gravemente (Dampyr 283).
Ristabilitosi, Taliesin decise di ripartire per l’Irlanda, determinato a chiudere i conti con suo padre Mordha e a riportare con sé l’amata Creirwy (Dampyr 284).
Sbarcato sull’isola, affrontò e sconfisse alcuni Dearg-Dul in pattuglia, per poi incontrare il non-morto Branduff, che lo accompagnò con rispetto al villaggio di Mordha. Taliesin chiese di incontrare suo padre, e Mordha acconsentì, ma solo in forma incorporea. Dopo un lungo confronto, il Maestro della Notte decise infine di assecondare il desiderio del figlio, restituendogli Creirwy. Nei tempi successivi, la presenza di Taliesin è attestata alle nozze in Armorica tra Llenleawg e Gwenyfahr, e soprattutto nell’atto di “consacrare” con il proprio sangue di Dampyr le Tre Spade forgiate da Myrddin, create a partire da un frammento del Calderone di Dagda. Nell’VIII secolo egli raggiunse i propri discendenti — Holger, Roland e Renaut de Montauban — affidando loro temporaneamente le Tre Spade (Dampyr 296).
Nel VII secolo, durante la battaglia di Pinhoe, quando l’ultimo re gallese di Gwynedd, Cadwaladr, tentò invano di resistere ai Sassoni invasori, Taliesin combatté a Cathraeth per difendere il regno britanno del nord al fianco di Artos, contro gli Angli di Bernicia. Ma nulla poté contro la superiorità nemica. Taliesin morì di vecchiaia intorno al X secolo, presso il Castello sotto il lago, al cospetto di Araxe, condotto lì da Amber Tremayne. Come ultimo atto, affidò la sua Ala di Corvo ad Artos. I suoi resti riposano nel Castello sotto il lago, e la sua cripta reca l’iscrizione “Ravenwing Sciathanbran” (Dampyr 297).
Taliesin arriva ad un feroce scontro col Maestro della Notte Mordha arrivando a decimare il suo esercito di Dearg-Dul ma subendo anche tra le sue schiere numerose perdite tanto da essere costretto a rinunciare ad inseguire Mordha. A oggi risulta essere l'ultimo tentativo di Taliesin di uccidere Mordha (Dampyr 119)
Taliesin e Finnian nel V secolo scoprono il nascondiglio sui Monti Pisani del Maestro della Notte Ryon, mentre questo si trovava in stato catatonico. Taliesin però, grazie all'antica conoscenza conferitagli dal Calderone di Dagda, sceglie di non ucciderlo (Dampyr 277).
Taliesin fu testimone assieme ad Amber dell'eroica battaglia di Gwalchmei, divenuto re del Gododdin, contro i sassoni. Ne scrisse un canto (Dampyr 297).