Llenleawg del lago
(Lancillotto)
(Lancillotto)
Llenleawg e Gwenyfahr (di Dario Viotti, Dampyr 196)
Llenleawg Lloch o Lancillotto del lago, o Cavaliere del lago, dettp anche cavaliere perfetto, è stato un leggendario condottiero britannico vissuto tra il V e VI secolo, famoso per essere l'amante segreto di Gwenyfahr regina di Britannia e il responsabile della distruzione del Calderone di Dagda .
In quel periodo una colonia di britanni si stabilì in Armorica, regione settentrionale nella Gallia non distante dalle coste britanne, per sfuggire ad angli e sassoni. Questa colonia costituì quella che venne comunemente chiamata la "piccola britannia". Giunti nei pressi del palazzo della regina Broceliande, figlio di Re Ban di Benoic e della regina Ylaine, un giorno la spedizione in cui si trovava il giovanissimo Llenleawg e tutta la sua famiglia venne attaccata da alcuni mercenari angli al soldo di Clodius, re dei Franchi. A difesa della sua famiglia in palese difficoltà interviene la Dama del Lago Araxe, che grazie ai suoi straordinari poteri di Maestra della Notte sconfisse i mercenari angli salvando la famiglia di Lleanleawg, traformando in non morto Re Clodius. Ma il prezzo da pagare per avere salva la vita fu per il ragazzo una giovinezza da prigioniero. Llenlawg venne considerato dalla Dama del Lago con gli stessi rispetti di un amante, ma mai completamente libero, costretto a vivere nel regno silenzioso di Araxe nel Castello sotto il lago con l'illusione di poter respirare sott'acqua.
Ma Llenleawg aveva in mente un'altra ragazza. In una delle sue rare uscite nella foresta di Broceliande incontra Gwenyfahr, una ragazza di cui si innamora e alla quale promette un giorno di voler sposare, ma il destino volle che Llen fosse prigioniero e impossibilitato a raggiungerla quando questa decise di tornare nella Britannia di Emrys Wledig.
Negli anni a seguire il valoroso condottiero Llenleawg del lago venne contattato, dietro suggerimento del nano Eiddilig, da Aurelio Ambrosio sovrano di Britannia per essere ingaggiato nella sua compagnia scelta per la pericolosa spedizione nel regno di Annwn, e grazie all'intercessione di Ambra di Gwynedd che conosceva bene Araxe, ed ai grandi poteri di illusionista di Menw "l'elegante" , Llenleawg viene lasciato libero dalla vampira e assunto da Aurelio Ambrosio. (Dampyr 196).
Nell'eroica impresa nel regno di Annwn, Llenleawg prima colpisce involontariamente il calderone di Dagda, e successivamente nel tentativo di fermare una legione di Tylwyth Teg che lo stava assalendo lo rovescia mandandolo in frantumi. Al suo ritorno in Britannia rimane alla corte reale di Emrys Wledig e Re Artù, per divenire successivamente amico fidato di Morgawse, addestratore del giovane Medraut e amante di Gwenyfahr. Il tradimento della regina fece scalpore, da questo ne nacque uno scontro tra lui e Artos al quale seguì un periodo di allontanamento dal regno assieme a Gwenyfahr. Successivamente rientrò, e si dice che alla morte di Artos assieme a Taliesin portò il corpo dell'ormai ex sovrano in Bretagna, nel palazzo di Araxe sotto il lago incantato. (Dampyr 197).
Partecipa alla bruciante sconfitta nelle Gallie che costò la vita al sovrano Artos, ma al contrario degli altri superstiti sceglie di non soffermarsi a Lyonesse e proseguire il suo viaggio a Caerleon per condurre Gwenyfahr dalla Dama del Lago. (Dampyr 198). Sarà protagonista nella successiva battaglia contro i franchi alleati di Medraut che vedrà vincitori i britanni e sarà lui stesso a porre fine alla vita dell'illegittimo figlio di Artos (Dampyr 199).
A seguito di ciò, Llenleawg torna definitivamente dalla Dama del lago assieme a Gwenyfahr, ma è costretto a "interrompere" la sua relazione con l'ex regina di Britannia dopo che questa prende la decisione di andare a vivere in un monastero femminile che pratica la clausura più assoluta (Dampyr 284).
Solo più avanti riesce a sposare Gwenyfahr (Dampyr 296).
Llen trascorre i suoi ultimi anni di vita assieme a Gwenyfahr nel Castello sotto il lago. I suoi resti ed una sua effige sono posti nei sotterranei del castello (Dampyr 297).