L'Esagono è basilarmente un libro che nasce dalla curiosità, dalla voglia di sapere il perché delle cose. Attraverso ventitré capitoli, legati tra loro dal fil rouge del rapporto tra gli italiani e la Francia, l'autore svela curiosità sulla lingua e sulle abitudini dei "transalpini", sui simboli del loro Paese, sulla politica e su episodi storici poco noti. Pino apre una finestra su personaggi della moda, della musica della letteratura e perfino della criminalità francese.
Il tutto è condito da citazioni,, ironia e considerazioni personali en passant.
Primo capitolo: AVVERTENZE PRIMA DELL’USO
— Sai come chiamano un quarto di libbra con formaggio a Parigi?
— Non un quarto di libbra con formaggio.
— Hanno un sistema metrico decimale, non sanno cosa sia un quarto di libbra.
— E come lo chiamano?
— Lo chiamano Royal con formaggio.
(Pulp fiction)
Secondo capitolo: I FRANCESI NON HANNO IL BIDET
Mi scusino i lettori se apro questo mio lavoro con un argomento non proprio nobile, ma ho più della semplice impressione che per diversi compatrioti la cosa sia questione primaria. Infatti, se si chiede a un italiano di esprimere un parere negativo riguardo la Francia, su quella che sarà la sua risposta ci sono pochi dubbi: i francesi non hanno il bidet. Certo, quando nel suo libro intitolato Il Misogallo, Vittorio Alfieri prendeva in giro i francesi de finendoli “schiavi, barbari e pidocchi”, si riferiva più che altro a questioni politiche, ma solo perché all’epoca il bidet non ce l’avevamo nemmeno noi.
Terzo capitolo: QUI SI DANNO I NUMERI
3 x 2 … come si legge questa operazione? Tre per due, ovvero tre due volte. La tabellina del tre ci mostra quindi: tre per una volta, tre per due volte, tre per tre volte, ecce tera, eccetera. Ovvio, no? È ovvio in inglese, ovvio in russo, in spagnolo, in tedesco, su Marte, ma non in Francia.
Quarto capitolo: FISCHI PER FIASCHI
Un emigrato in Francia che non conosce la lingua rischia di sentirsi come Fantozzi dentro il ristorante giapponese, e non solo perché questo può capitare a chiunque non conosca l’idioma di un qualsiasi luogo in cui si trova; no, il francese è la lingua dei fischi per fiaschi.
Quinti capitolo: ASCOLTANDO I LITFIBA
“Oh boulevards de Paris, nel tempo senza età Un corteo di maschere colora i muri. È il carnevale… “
La curiosità si manifesta spesso in maniera atipica. Sei lì in macchina ad ascoltare una canzone dei Litfiba e ti viene in mente che vedi boulevard e avenue dappertutto; calpesti il loro asfalto in continuazione senza mai chiederti che differenza ci sia tra i due.
Sesto capitolo: GALLI E MARSIGLIESI
Lo vediamo sulle magliette dei giocatori delle squadre della nazionale francese, lo troviamo sul cancello dell’Eliseo, in cima alla chiesa di Notre Dame e sul ponte Alessandro III (il più importante ponte sulla Senna); lo possiamo trovare su numerosi monumenti ai caduti. Il gallo è il simbolo francese più conosciuto e in tutto il mondo lo riconoscono come tale. Ma come mai un gallo?
Settimo capitolo: LIBERTÈ, ÉGALITÈ, FRATERNITÈ … SI, MA PERCHÈ?
Sono tre parole che conosciamo tutti: è il famoso motto della Repubblica francese, come sancito anche dalla Costituzione. Esso riprende quanto scritto durante la Rivoluzione francese nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, documento che ispirò numerose carte costituzionali e fece della Francia la patria dei diritti dell’uomo: gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti…
Ottavo capitolo: BLU, BIANCO E ROSSO
Come tutti sicuramente ricordiamo, in seguito agli attentati che colpirono Parigi il 13 novembre 2015, diverse città nel mondo illuminarono con i colori della bandiera francese i loro più celebri monumenti ed edifici, in segno di solidarietà verso il paese duramente colpito: celebri le immagini della Porta di Brandeburgo, del London Bridge, del Cristo di Rio e dell’Opera Sidney colorati di blu, bianco e rosso. Per lo stesso tragico evento, il social network Facebook mise a disposizione dei suoi utenti un filtro che permetteva di tingere in trasparenza la propria immagine del profilo con i tre colori della Francia;
Nono capitolo: LA QUINTA REPUBBLICA
Dopo il terremoto politico avvenuto in seguito all’inchiesta giudiziaria denominata Tangentopoli, in Italia siamo passati dalla prima alla seconda repubblica, lo sanno pure i sassi. In Francia, invece, sono già alla quinta repubblica. Che vuol dire, che hanno avuto quattro tangentopoli?
Decimo capitolo: ANCHE IN FRANCIA SE NE PARLA AL BAR
Avete presente quella cosa di cui si parla spesso al bar e di cui qualcuno, come se si fosse ancora al bar, continua poi a discuterne dentro il parlamento? Sissignore, la politica. Ce l’hanno anche i francesi, lo sapete. Quello che forse non sapete è che i termini Destra e Sinistra riferiti agli schieramenti politici nacquero proprio in Francia…
Undicesimo capitolo: LA LAÏCITÈ
Genitore uno e genitore due oppure padre e madre? Quale delle due scrivere sulla carta d’identità del minore? L’argomento genera in Italia un forte dibattito sia tra le fazioni politiche che all’interno della società ed è strettamente legato ai diritti delle coppie formate da individui dello stesso sesso: l’unica famiglia è quella tradizionale, o no? Altro dibattito e altre polemiche. La domanda avete ormai imparato a farvela: “e in Francia?”
Dodicesimo capitolo: A SFILARE FURONO I SOLDATI BIANCHI
Durante una puntata di un famoso programma televisivo, i concorrenti si ritrovarono la seguente domanda: “in che anno Hitler venne nominato cancelliere?” Tra quattro opzioni solo una era, ovviamente, quella giusta. La prima concorrente rispose: “1948”, Matteo scelse il 1964 e Tiziana il 1979; la quarta concorrente indovinò per ché le era rimasta una sola scelta. La storia della Seconda guerra mondiale la studiamo attraverso i testi scolastici, anche se poi, in tanti, non la ricordano lo stesso. Ci sono, però, episodi di quella guerra e di tutte le altre guerre che nei libri non vengono riportati e che qualcuno avrebbe voluto tenere insabbiati per sempre.
Tredicesimo capitolo: PIETRO IL SARTO, STORIA DI UN ITALIANO IN FRANCIA
«Mamma, credo di essere diventato cieco, non vedo più nulla!»
«No, Pietro, non preoccuparti. È solo che il treno è entrato in un tunnel molto lungo e buio. Quando usciremo dalla galleria ci sarà di nuovo luce e saremo in Francia.»
Quattordicesimo capitolo: GEMELLAGGIO MUSICALE
“È attraverso le larghe grate che le donne della borgata contemplavano un possente gorilla senza cura per ciò che se ne sarebbe detto. Con mancanza di pudore, queste comari sbirciavano un preciso punto che, rigorosamente, mia madre mi ha proibito di nominare qui.”
Sono i versi, tradotti dal francese, della prima strofa di una famosa canzone del celebre…
Quindicesimo capitolo: EDOUARD GLISSANT E LA CREOLIZZAZIONE
Quando vediamo giocare la nazionale di calcio transalpina, noi italiani tiriamo sempre fuori il ritornello che quei giocatori non sono francesi perché hanno tutti la pelle nera, compresi i raccattapalle. A dire il vero, lo facciamo anche con i nostri: “Paola Egonu e Marcel Jacobs non sono italiani” si legge spesso tra i commenti su Facebook. Poi, loro azzeccano i congiuntivi e noi no, ministri compresi. Comunque sia, avete mai sentito o letto la parola creolizzazione?
Sedicesimo capitolo: LA VIE EN NOIR
Le lettrici mi perdoneranno sicuramente se non uso asterischi e schwa; insomma, se da figlio del patriarcato mi attengo al semplice uso della grammatica italiana con il suo maschilismo recondito. Imperdonabile sarebbe, in vece, non dar spazio neanche a un personaggio femminile. E si che di donne francesi famose ce ne sono state tante! Giovanna d’Arco o Coco Chanel? Madame Curie o Brigitte Bardot?
Diciassettesimo capitolo: FOREIGN FIGHTERS
Cari lettori, mettiamo da parte l’ironia, perché adesso si parla di cose serie davvero. Si parla di terrorismo e di morti ammazzati. Un argomento che purtroppo lega la Francia al nostro Paese, dato che anche noi, sul terrorismo, qualcosa da raccontare ce l’abbiamo.
Diciottesimo capitolo: POSSIAMO ESSERE ESPULSI DALLA FRANCIA?
Un po’ di tempo fa ebbi una discussione, tramite Facebook, con un insegnante che sosteneva: “in Francia non è come da noi, là ti buttano fuori dopo tre mesi se non lavori.” Io gli risposi che non era così, che i cittadini eu ropei hanno il diritto di circolare liberamente su tutto il territorio dell’Unione. Niente, il professore rimase convinto che a noi italiani ci possono sbattere fuori dalla Francia se non lavoriamo.
Diciannovesimo capitolo: LE MILIEU
Sono circa le 23.00 e un uomo d’affari di poco più di sessant’anni, nonché sindaco di un piccolo paese dell’isola, esce dall’aeroporto, di ritorno da uno dei suoi nume rosi viaggi nella capitale. Cinque minuti più tardi, mentre sistema il bagaglio nel baule della sua BMW che aveva lasciato quella mattina nel parcheggio della stessa aero stazione, non si accorge minimamente dell’uomo sopraggiunto alle sue spalle. L’arma puntata alla testa, a ottanta centimetri, non gli lascia alcuna chance: due proiettili alla nuca gli sono fatali.
Ventesimo capitolo: IRREDENTISMO XXI SECOLO
Ciclicamente appare, nei gruppi social di italiani che vivono in Francia, il post di qualcuno che rivanga l’antica appartenenza di Nizza e della Savoia all’Italia e c’è sempre qualcun altro che gli risponde: «Non facevano parte dell’Italia perché l’Italia ancora non esisteva.» Dunque, siccome sappiamo tutti che l’unità d’Italia risale al 1861 e che quei territori furono ceduti alla Francia l’anno prima, chi ha ragione?
Ventunesimo capitolo: L’ANNO PRIMA DEL SESSANTANOVE
“Che fine ha fatto la protesta studentesca? Sodomizzata in una tresca da palestra! Il sessantotto è un interrogativo, ma il numero succes sivo, ti resta nella testa! Nel '68 ti infanghi a Woodstock, nel 2008 ti infanga Woodcock. C'è un nuovo cartello al sexy shop: Pagherete caro, pagherete tutto!"
Sono le parole contenute in La rivoluzione del sessintutto, brano di Caparezza che fa parte dell’album Le dimensioni del mio caos. E dite la verità, quanti di noi oggi sanno qualcosa di quel periodo chiamato Maggio ’68?
Ventiduesimo capitolo: LA HAINE
Avevo un amico che si chiamava Grumvalski…
Ventitreesimo capitolo: INTERVISTA A UN SICILIANO EMIGRATO IN FRANCIA
Gli italiani residenti in Francia sono attualmente (2024) oltre 400.000. Molti si sono trasferiti per lavoro, al tri per studio; per qualcuno si tratta di un’esperienza temporanea, per tanti la scelta è definitiva. Ognuno ha la sua storia e io ho voluto raccogliere la testimonianza di uno di essi…
Francesco Pino, siciliano trapiantato in Francia, ha sempre coltivato la passione per la musica e la scrittura. Dallo scrivere i testi delle canzoni per le piccole band nelle quali suonava da ragazzo è passato, col tempo, alle poesie e ai racconti.
Tra il 2021 e il 2024 una decina di sue opere, sia racconti che poesie, sono apparse tra le pagine di antologie e riviste pubblicate dalle case editrici Bravi Autori, Catartica, Ensemble, Open, Historica, Quia, Rudis.
L’Esagono è il suo primo libro.