Obiettivi generale
Promuovere curiosità, creatività e capacità metacognitiva degli studenti, riguardanti il fenomeno del cyberbullismo.
Obiettivi specifici
Maggiore sicurezza nello spazio virtuale, diffusione di comportamenti prosociali, diffusioni di comportamenti volti a favorire il reciproco rispetto tra gli utenti, maggiore consapevolezza dei rischi della rete, sapersi difendere nello spazio online.
TRAGUARDI DA RAGGIUNGERE
Non c’è peggiore giustificazione da parte degli adulti, di minimizzare il fenomeno del cyberbullismo. Leggiamo spesso storie di vessazioni continue, ma quel che finisce sui giornali è una minima parte di quanto accade ogni giorno. Recenti sondaggi mostrano che in Europa un adolescente su 4 ha avuto almeno una volta a che fare (vittima, spettatore o «carnefice») con questo fenomeno. Intervenire è più che mai importante: il bullismo non ha effetti solo immediati ma si ripercuote anche sulla salute da adulti.
È questo uno dei messaggi chiave lanciati al 25esimo European Congress of Psychiatry. Nonostante l’attenzione verso il fenomeno negli ultimi anni sia molto alta, quantificarlo non è semplice: numerosi sono i casi che non vengono alla luce e nei quali le vittime non riescono a sottrarsi alle prepotenze dei bulli.
Accade che questi comportamenti aggressivi, virtuali e no, creino nei bambini e negli adolescenti problemi che possono persistere anche nella vita adulta; ad esempio, la compromissione dei processi di socializzazione, può incidere sulla costruzione di una rete sociale adeguata per superare le difficoltà della vita e ripercuotersi negli anni, limitando ulteriormente le potenzialità di realizzazione personale, sociale e lavorativa della persona.
Secondo gli ultimi dati UNESCO, provenienti da indagini condotte in paesi industrializzati, la percentuale di minorenni che ha sperimentato cyberbullismo varia tra il 5% e il 20% della popolazione minorile, con conseguenze psicofisiche che vanno dal mal di testa ai dolori allo stomaco e/o che si manifestano con mancanza di appetito o disturbi del sonno.
Coloro che hanno sperimentato episodi di bullismo/cyberbullismo hanno maggiori probabilità di sentirsi depressi, soli, ansiosi, di avere scarsa autostima e sperimentare pensieri suicidi. È necessaria la predisposizione di un programma di prevenzione del bullismo a scuola, attraverso la valutazione del disagio giovanile e dei fattori di rischio individuali, familiari e ambientali, che potrebbero generare comportamenti violenti.
Prevenire il bullismo elettronico a scuola significa prevedere attività mirate alla conoscenza e discussione sul problema del tutto analoghe a quelle utilizzate per il bullismo tradizionale.
Inoltre, un contributo a un uso più adeguato delle tecnologie della comunicazione, darebbe luogo ad un loro utilizzo più sistematico e guidato in aula come strumento di insegnamento e apprendimento, in modo da rendere i ragazzi consapevoli sia delle enormi potenzialità, che dei potenziali rischi implicati nell’uso di ambienti virtuali del World Wide Web.