"La grandezza non risiede nell'essere forti ma nel giusto uso che si fa della forza. E' più grande colui la cui forza trascina il maggior numero di cuori, grazie al richiamo del proprio".
Henry Ward Beecher
Il termine cyberbullismo è neologismo coniato per identificare forme di “Bullismo virtuale” compiuto cioè attraverso le reti internet. Quindi il cyberbullismo è la manifestazione in rete di un fenomeno ancora più ampio e meglio conosciuto come il bullismo, caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo o un gruppo di bulli su una vittima.
Il cyberbullismo è appunto il bullismo perpetrato in rete che oggi rappresenta una vera emergenza sociale, tanto da aver trovato spazio anche in ambito psicologico e giuridico, con una definizione fornita dalla L.71/2017. Tale legge intende tutelare il diritto delle nuove generazioni ad una navigazione sicura, positiva, libera e comprende le modalità attraverso le quali possono verificarsi manifestazioni vessatorie perpetrate sul web, a danno delle vittime, legate ad un’inevitabile evoluzione tecnologica.
Giovani e adolescenti che subiscono quotidianamente, autentiche, manifestazione persecutorie, accompagnate da commenti sgradevoli e denigratori nei loro profili social con importanti ripercussioni a livello emotivo e psicologico.
Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime e di materializzarsi in qualsiasi momento della loro vita, perseguitandola, con l’unico obiettivo di provocare gravi danni ad un soggetto che non può difendersi.