Con il termine bullismo s’intende un comportamento aggressivo ripetitivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi. Infatti, ciò che contraddistingue questo fenomeno è il rapporto asimmetrico esistente tra vittima e bullo: la prima è impossibilitata o non ha le abilità per far cessare l’atto aggressivo nell’immediato e il secondo compie l’atto volontariamente, quindi con l’intenzione di ferire o attuare un danno.
Con il bullismo si ha il compimento di atti violenti, fisici o verbali, che causano disagio e senso di frustrazione alla vittima. Più precisamente, i presupposti per definire il comportamento di un bullo ha tre requisiti di tipo sostanziale:
l'intenzionalità di arrecare offesa con un comportamento;
la continuità delle aggressioni nel tempo;
il rapporto di tipo asimmetrico tra vittima e bullo.
Ma non solo, il comportamento del bullo comprende sia azioni dirette, come la violenza fisica, sia azioni indirette, come la violenza psicologica e verbale, spesso tendente all’isolamento della vittima.
Si può parlare di cyberbullismo ogni qualvolta un utente ricorra alla rete per offendere, deridere, emarginare o magari minacciare una vittima incolpevole.
Le varie forme di bullismo online presentano delle caratteristiche specifiche che le distinguono dai soprusi più tradizionali. Ad esempio, le offese in rete non conoscono limiti di tempo o di spazio.
Per non parlare poi del fatto che a volte un post si trasforma in una sorta di traccia indelebile sul web. Inoltre, i cyberbulli operano sotto una specie di illusione di anonimato e di onnipotenza. Si nascondono dietro nomi falsi, sentendosi autorizzati ad assumere comportamenti che non oserebbero mai perpetrare nella vita al di fuori dello schermo.
A ciò si aggiunga che spesso questi “leoni da tastiera” non conoscono le loro vittime. Un presupposto che, purtroppo, li porta a non rendersi conto davvero della gravità delle proprie azioni.
A volte il bullismo online si manifesta tramite forme di emarginazione. Le vittime vengono escluse da gruppi sociali, perdendo la possibilità di mantenere relazioni appaganti.
Il cyberbullismo è molto più vicino a reati perpetrati anche fuori la rete. È il caso delle sostituzioni di persona, dei furti di identità e delle varie modalità di cyberstalking: un termine utilizzato per descrivere numerose attività persecutorie perpetrate tramite la rete.
Un discorso a parte lo merita il cosiddetto doxing, ovvero la diffusione via Internet di informazioni sensibili con intento dichiaratamente malevolo. Un valido esempio di doxing è il revenge porn, ovvero la “vendetta pornografica”.