Innanzitutto, precisiamo che c'è solo un modo per evitare gli haters, ovvero quello di non fare nulla, non dire nulla e non essere nulla.
Una volta accettato che non si possono evitare le critiche, capiamo chi sono e come affrontarli.
Haters è' un sostantivo che deriva dall'inglese to hate ovvero odiare. Nel gergo di internet viene utilizzato per incaricare coloro che diffondono odio nei confronti di altri individui e per mezzo delle reti sociali. Sfruttando la loro visibilità e l'anonimato del web si sfogano e scagliano contro oltre persone aggredendole verbalmente con insulti e critiche di ogni genere, diffondendo e disprezzando in maniera esagerata qualsiasi cosa su cui non sono d'accordo.
Quello degli haters (letteralmente odiatori) è un fenomeno che sta dilagando sempre più, che si è diffuso dopo l'avvento dei social network.
Solitamente più si diventa importanti, più si hanno risultati e maggiori saranno gli haters pronti a scatenare il loro odio e disprezzo. Il successo, il seguito, la, genera nell’hater rabbia e cattiveria incontrollata dovuta al senso di inadeguatezza e dal livello di mediocrità che esso stesso sa di avere.
Ed è per questo che dobbiamo essere pronti a gestire ogni singolo haters e addirittura riuscire a trasformarlo in un possibile fan !
La libertà di opinione ed espressione, messa in campo da quello che è il mondo del web al giorno d’oggi, ha notevolmente incrementato il circolo vizioso degli insulti in rete andando ad interessare un po’ tutti gli ambiti di vita quotidiana/sociale/politica. Esporsi sul web significa, ormai, dover fare i conti con le possibili (diciamo pure inevitabili) critiche che possono riguardare una caratteristica fisica, una scelta di vita, un’abitudine, un pensiero, un’appartenenza e qualsiasi altra cosa possa essere ritenuta opinabile.
Esprimere un proprio parere sul web viene spesso confuso con la smisurata libertà di poter dire qualsiasi cosa, in qualsiasi modo, a chiunque e in qualunque contesto: in poche parole senza alcun filtro. Proprio di questo gli haters fanno una specie di missione che li porta ad impiegare molto del loro tempo per criticare e/o denigrare chi condivide parte della propria vita in rete, non distinguendo la fondamentale differenza tra persona e personaggio.
Insultare qualcuno attraverso un social o una qualsiasi pagina web, purtroppo, perde di importanza proprio perché manca l’aspetto “reale” e relazionale del contesto. È come se il mondo virtuale che separa i due soggetti (hater e vittima) concedesse il diritto di libera espressione.
Il cyberspazio è diventato, infatti, terreno fertile per il cyberbullismo: l’estremizzazione dell’odio espresso attraverso la rete, mira a colpire direttamente le persone e molto spesso apporta delle conseguenze anche tragiche nella vita reale della vittima.
Ci sono coloro che odiano per partito preso e poi
1.Coloro che nel successo altrui vedono ampliarsi l’orizzonte della propria mediocrità.
2.Haters che criticano il soggetto in quanto tale e non per la persona che è realmente (anche perché quella persona non lo hanno mai conosciuta veramente).
3.Haters che non hanno conosciuto quella persona e criticano per sentito dire.
4.Contatti fake (falsi) creati ad hoc per danneggiare qualcuno.
Ma non finisce qui, perché a queste categorie si aggiungono anche, amici, compagni, che si comportano nello stesso identico modo del soggetto criticato ma lo percepiscono come competitors e per invidia vogliono danneggiarlo. E allora vediamo l’invidioso di turno che vuole gareggiare per far vedere che lui è il migliore, colui che invece vede materializzarsi la possibilità che un competitor possa prendergli una fetta di mercato, inizia a criticare e parlare male oppure altri che agiscono di nascosto per danneggiare la concorrenza.