24 Dicembre : Betlemme, la casa del pane e della carne
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Betlemme, che in ebraico significa “casa del pane” ed in arabo “casa della carne”, sta al centro sia dell’Antico che del Nuovo Testamento per eventi fondamentali della storia della salvezza.
A Betlemme viene unto Davide re e diventerà simbolo del re messianico cantato dai salmi e a cui Dio promette un figlio il cui trono sarà per sempre: “Voglio annunciare il decreto del Signore. Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato” (Sal2,7).
A Betlemme nasce Gesù, non tanto per circostanze volute dal decreto di Cesare Augusto, ma perché così è stato stabilito dalle Scritture: “E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti” (Mi 5,1).
Eppure nel fervore dell’attesa messianica nessuno tra i “grandi” di Gerusalemme è alla ricerca dei segni del messia in questo villaggio.
Saranno i magi, stranieri e lontani, a richiamare Erode, i sacerdoti e gli scribi che qui è avvenuto il compimento delle Scritture: “Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta” (Mt 2,4-5).
Spunti di meditazione
È la storia di sempre. Chi con troppa supponenza si ritiene “vicino” a Dio perché pensa di conoscere la sua Parola e il suo modo di agire nella storia non è in grado di riconoscerlo perché Dio si manifesta sempre nella più anonima quotidianità che solo chi è alla ricerca di senso avverte.
Se siamo sazi delle nostre conoscenze non viviamo più l’attesa e niente e nessuno ci farà smuovere dalla sedentarietà delle nostre sicurezze.Occorre il coraggio del cammino dei Magi: attraversare anche “quelle terre straniere” della vita che, proprio perché non conosciamo, mettono paura e sollecitano a ritornare indietro.
Sono proprio loro il simbolo del coraggio della fede: “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» […] Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt 1, 1-12).
Salmo 122 La gioia di andare ed entrare nella casa del Signore
La pace dono di Dio
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù, le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele, per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.
Per i miei fratelli e i miei amici io dirò:
«Su te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.
Commento
Il pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua è il simbolo di chi, come i magi, si mette in cammino per incontrare Dio nella sua città e nella sua casa: sognare di partire per questa avventura della fede, trepidare di gioia per la stella che fa da guida,giungere finalmente alle soglie di quella casa, entrarvi e mettere nelle mani di quella famiglia i doni che hanno custodito lungo il
viaggio.
Lì finalmente la ricerca raggiunge la meta e il cuore ritrova quella pace che diventa augurio a tutti coloro che percorrono la strada verso Betlemme.
Preghiera conclusiva
Signore, come invidio i pellegrini di tutti i tempi che anelano di incontrarti nella tua dimora dopo tante oscurità. Io che posso entrare ogni momento nella tua casa spesso sono apatico e distratto e quasi non mi accorgo che ci abiti e sei lì per me, per noi. Signore, aiutami a sostare presso di Te senza pensare sempre a ciò che mi attende per fissare lo sguardo solo su di Te.