Volevo un logo... che coniugasse le mie iniziali con la rappresentazione degli strumenti che sono stati fondamentali per lo sviluppo della geometria e delle arti grafiche.
La lettera "A" sta per Architetto ed il compasso, considerando l'iconografia dei tempi passati e del nostro tempo, mi sembrava il simbolo più adatto a connotare il campo professionale dal quale provengo: non solo perché è il protagonista di un importante riconoscimento nel campo del Design italiano, il Compasso d'Oro (istituito nel 1954 da Giò Ponti con l'appoggio dei Magazzini La Rinascente) ma anche perché è uno dei due strumenti grafici, insieme alla riga, utili per il tracciamento di costruzioni geometriche piane esatte eseguite cioè senza approssimazioni.
La lettera "M" sta per Marta ed il metro ripiegabile in legno si prestava appieno a stilizzare l'iniziale del mio nome. Utilizzato per misurare le lunghezze in cantiere, è costituito da un gruppo di righelli, incernierati agli estremi, che a riposo sono tenuti ripiegati uno sull'altro per praticità di trasporto, ma una volta riallineati e distesi, diventano un'unica asta. E' un evoluzione del metro rigido del sarto che più volte ho visto nella mia infanzia quando mia madre realizzava splendidi vestiti. E' anche merito suo se nella vita ho scelto di fare felici le persone cucendo su misura per ciascun cliente il progetto nel quale si trovasse a proprio agio, proprio come ha fatto lei con i suoi abiti.
La lettera "F" è l'iniziale del mio cognome e mi piaceva l'idea di forzarne la rappresentazione grafica rendendola simile ad una squadra, lo strumento per disegnare righe perfettamente parallele o perpendicolari, che tutti abbiamo utilizzato quando siamo stati sui banchi di scuola ed alla quale immancabilmente saltavano le punte trasportandola in cartella. Ma c'è un altro motivo per il quale ho scelto questo strumento: perché il gioco di squadra è il mio" modus operandi". Credo che un buon progetto sia il frutto di differenti competenze e che collaborare, ciascuno secondo le proprie specificità, sia il miglior modo per raggiungere un obiettivo comune.
Volevo un logo che rappresentasse almeno in parte ciò in cui mi rispecchio: penso di esserci riuscita, anche se mia sorella, che ha un nome che inizia come il mio ha esclamato "Bello! Mi sono resa conto che vale anche per me!". Lei però è Ingegnere!
...ed il Jolly, si chiederà qualcuno? Giusto. Volevo vedere se stavate attenti! E' un omaggio ad una persona che ho conosciuto, con la quale collaboro, che stimo e di cui condivido il metodo nella responsabilità sociale, il quale mi ha fatto riflettere sulla rappresentazione grafica del simbolo che non ha un valore preciso ma che può averli tutti: il Jolly ha una mano sulla testa, quindi sull'intelletto ed una sul cuore. Il Jolly ben rappresenta come deve essere un Progetto, vale a dire il risultato dell'equilibrio tra le due "ragioni", luogo in cui confluiscono scienza e tecnica, ma anche passione e sentimento. Un Progetto architettonico, come qualsiasi progetto, deve essere rispettoso dell'investimento economico che si va a fare e di conseguenza essere gestito con "testa", ma non può essere solo quello, perché un'idea priva di cuore è come una chitarra scordata: non ha armonia. E poi il Jolly nel linguaggio comune sta ad indicare qualcuno o qualcosa che può rivestire molteplici ruoli, avere la capacità di eseguire più compiti anche nello stesso momento ed essere la risorsa per eccellenza, la Vostra carta vincente. Sono io il Jolly, l'Architetto!