QUI RIPOSA
il glorioso, famigerato, insopportabile
NEGOZIANTE DI RICAMBI ANNI ’80‑’90,
colui che vendeva un LED a mille lire
e una resistenza a cento
con la stessa serenità con cui un usuraio presta soldi alla vigilia di Natale.
INTERNET.
Un colpo secco, preciso, chirurgico.
Non c’è stato funerale: solo un clic.
colui che ti guardava entrare
e già vedeva il tuo portafoglio aperto,
che ti diceva “questo è di qualità”
mentre ti rifilava componenti
che sembravano recuperati da un carro armato sovietico del ’72.
il maestro del “torna domani”,
il principe del “è aumentato”,
il re del “questo è l’ultimo pezzo”,
il santo patrono del “ti faccio lo sconto… ma non dirlo a nessuno”.
l’uomo che ti ha fatto spendere
100.000 lire al giorno
nel 1992,
e che poi ti guardava pure male
se osavi chiedere una busta.
il selezionatore di tecnici‑vacca,
che decideva chi mungere oggi
e chi mungere domani,
con la stessa etica di un parcheggiatore abusivo.
il venditore che, con il prezzo di un flyback,
in altri Paesi ti avrebbero dato
il televisore completo, telecomando incluso.
il nemico giurato del progresso,
distrutto da un modem 56k
e finito definitivamente sotto i colpi
dell’e‑commerce globale.
Che la terra gli sia pesante.
Molto pesante.
Come i conti che ci presentava ogni giorno.
E che Internet continui a vegliare su di noi,
liberandoci per sempre
dai negozianti mungi‑tecnici
e dai loro ultimi polli superstiti.
E... Per terminare in bellezza!!
“Quando il commercio cambiò, e qualcuno rimase fermo”
Chi ha vissuto l’elettronica dagli anni ’70 in poi ricorda bene un certo modo di fare commercio.
Un modo in cui un LED poteva costare mille lire, un potenziometro arrivare a cifre da capogiro, e il tecnico doveva accettare il prezzo senza discutere, perché “così è”.
Erano anni in cui il bancone aveva sempre ragione.
Il cliente non poteva verificare nulla.
E chi vendeva ricambi decideva il valore delle cose più in base alla fantasia che alla tecnica.
Poi il mondo è cambiato.
La trasparenza è diventata la norma.
I prezzi reali sono diventati visibili a tutti.
E quel modello, costruito su margini impossibili e su un’autorità che non esiste più, si è trovato improvvisamente senza terreno sotto i piedi.
Molti negozi storici hanno saputo evolversi.
Altri hanno preferito appoggiarsi a marchi più grandi, trasformarsi in “store” generici, riempire gli scaffali di prodotti che con la tecnica di una volta hanno poco a che vedere.
Gadget, cavetti, powerbank, oggetti “iconici” che iconici lo sono solo di nome.
È curioso vedere come certi luoghi che un tempo erano punti di riferimento oggi siano diventati vetrine impersonali, con un’insegna nuova e un’anima diversa.
Non è una critica.
Non è un’accusa.
È semplicemente la fotografia di un mercato che si è evoluto, mentre qualcuno è rimasto fermo.
Chi ha lavorato con serietà allora, continua a farlo oggi.
Chi ha costruito tutto sulla furbizia, oggi si ritrova a vendere ciò che il mercato gli concede.
Il tempo, alla fine, mette sempre tutto al suo posto.
“Quanto al mercato delle antenne, il vero furto non è il prezzo: è far credere che servano ancora in un mondo che le ha già superate.”
NB*=“Tra chi lavora davvero e chi si inventa il segnale sui tetti, la differenza non è più tecnica: è abissale.”
“A questo punto non resta loro che aggrapparsi agli specchi, sempre più unti di grasso di vaselina.”