Nel 2009 ho presentato la mostra Altri muri, raccogliendo le fotografie che ho realizzato per raccontare i confini fisici e simbolici che ancora attraversano il mondo, dalla Palestina all’Irlanda del Nord. Muri che dividono Stati, culture, uomini e identità, e che, anche una volta abbattuti, continuano a parlare dei conflitti da cui sono nati. Al centro dell’esposizione ho voluto mettere l’Irlanda del Nord, dove nel 2009 si contavano ancora 88 muri eretti dal 1969 per separare cattolici e protestanti. Tra questi, il muro di West Belfast, che divide la Falls Road cattolica dalla Shankill Road protestante, è diventato nel tempo un simbolo tanto doloroso quanto emblematico.
In quelle periferie ho lavorato a un reportage visivo in due momenti distinti: il primo viaggio risale al 1996, il secondo al 2009, proprio mentre ricorrevano le commemorazioni per i vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. Con le mie fotografie ho cercato di documentare la loro trasformazione in superfici di espressione politica e artistica, dove i murales diventano una forma di comunicazione potente, capace di colmare i vuoti lasciati dalle parole.
In 2009 I presented Altri muri, a photographic project on the physical and symbolic borders that still cut through the world from Palestine to Northern Ireland. At its center was Belfast, where in 2009 eighty-eight walls built since 1969 still separated Catholics and Protestants, including the now-iconic West Belfast wall between Falls Road and Shankill Road. My reportage, developed during trips in 1996 and 2009, documented not only the presence of these barriers but their transformation into surfaces of political and artistic expression.