2021-2022
Segni narranti
Segni narranti
Con la ripresa delle attività in presenza, nell’anno 2021/2022 la proposta educativa di rete si dà come obiettivo di sperimentare l’innovazione educativa nei contenuti e nello sviluppo del progetto formativo adottato nell’edizione del 2020, proponendo, a partire dalle narrazioni, vere e proprie “azioni di memoria” che assumano visibilità nella scuola e nei territori: i segni narranti pubblici come passaggio culturale dallo spazio della didattica a scuola verso l’intrisione dei luoghi nella comunità e la sua dimensione pubblica. Dalla narrazione all’impegno per trasformare la narrazione di memoria ed il percorso educativo in classe in bene sociale (dentro e fuori scuola), per rivolgersi all’altro che ci sta intorno, per portare fuori dalle mura scolastiche la responsabilità “disarmante” contro le violenze mafiose. L’impegno per contrastare e disarmare le culture mafiose, ricco delle sue pratiche di educazione civile, diventa un orizzonte formativo strategico, in un progetto che propone la memoria della narrazione delle vittime innocenti delle mafie per generare una memoria collettiva in grado di essere strumento e punto di vista per la lettura del nostro passato e del nostro presente, per immaginare una comunità di giustizia, come esercizio da parte della scuola di una funzione generativa nella comunità educante attraverso il posizionamento di segni narranti visibili e permanenti che costituiscano risorgive di memoria pubblica nei luoghi e nei territori. Le Scuole socializzano l’impegno di narrazione di memoria in Prefettura e l’intero progetto realizzato nei territori con una manifestazione finale in Piazza Vico a Chieti attraverso una mostra espositiva.