I menú napoletani delle festività pasquali
e tutte le ricette dei piatti di pasqua
a cura di Amedeo Colella
Copertina ed illustrazioni interne
di Marco Ferrigno
Progetto grafico di Valentina Giannuzzi
Pagine 240 – formato 11 x 19
isbn 978-8894048964
Prezzo - Euro 7,90
Le regole della gastronomia pasquale sono semplici: nel periodo di quaresima si pratica moderazione, morigeratezza gastronomica. Prima e dopo tale periodo c’è invece la vera esplosione dell’arte culinaria napoletana.
Nel periodo di carnevale è tutto un trionfo di lasagne, migliacci, sanguinacci, chiacchiere.
Poi col semplice pasto del mercoledì delle ceneri, in cui tradizionalmente trionfano i ceci, ci si prepara ad un lungo periodo di semplicità gastronomica.
Tutto fino alla domenica di Pasqua quando, per festeggiare la resurrezione, la tavola si riempie di ogni ben di Dio.
In questo libro, lo storico della gastronomia, Raffaele Bracale, ci regala la sua memoria storica sui menu pasquali, quelli di casa Bracale, e ci dona tutte le ricette dei piatti tradizionali. E naturalmente non lesina su divertenti aneddoti sulle tradizioni culinarie pasquali.
A Napoli non è Carnevale senza lasagna e senza chiacchiere. Non è Pasqua senza ‘o piatto beneritto, senza ‘a menesta maritata, senza capretto al forno, senza carciofi in pinzimonio, senza tortano e casatiello. Ma soprattutto, non è Pasqua se la tavolata delle feste non si chiude con la regina dei dolci napoletani: la pastiera.
Perché ‘a fellata si chiama pure ‘o piatto beneditto? Perché la sera del giovedì santo i napoletani mangiano la zuppa di cozze? Che differenza c’è tra curdisco, capretto, agnello e corachiatta? Cosa c’entrano i sacerdoti con gli strangulaprievete? La frittata di maccheroni è la protagonista dei pranzi al sacco del Lunedì in Albis? Il migliaccio è il parente povero della pastiera? Il sanguinaccio si fa davvero col sangue di maiale? Quali sono i menu della quaresima e della Pasqua a Napoli?
L’autore
Raffaele Bracale - Napoletanologo, studioso dell'idioma napoletano. Esperto di gastronomia partenopea e custode delle tradizioni culinarie napoletane. Le sue ricette sono considerate dagli addetti ai lavori i grandi classici della cucina napoletana.
Il volume fa parte di una collana a cura di Amedeo Colella – Scrittore di napoletanità.