Il nome Dununba, sta a contrassegnare più che un ritmo specifico, una famiglia di ritmi molto peculiari nei quali i tamburi bassi, denominati genericamente dunun (doundoun, dundun etc.) giocano un ruolo chiave all'interno della poliritmia. Al contempo sta ad indicare anche la relativa danza che accompagna il ritmo stesso. Non a caso, in tutta l'Africa occidentale dundunba è comunemente conosciuto come la danza degli uomini forti.
Dununba (dunumba, doudounba) in lingua malinkè significa letteralmente "grande (ba) dunun". I ritmi dununba, quindi, mutuano la loro denominazione dall'ononimo tamburo basso, per la precisione, il più grande e grave dei tre tamburi bassi, tipicamente ricorrenti nelle poliritmie dell'etnia malinkè, stanziata principalemente in Guinea ma sporadicamente presente anche in altri Paesi dell'Africa Occidentale. Il termine indica al pari la rispettiva danza che, almeno nella tradizione, era appannaggio esclusivamente maschile. Nella cultura africana non è affatto infrequente che con il medesimo termine venga indicato un ritmo ma anche la rispettiva danza se non addirittura l'evento in occasione del quale il ritmo stesso (con la relativa danza) viene eseguito, secondo una logica dove ritmo, danza e contesto non possono prescindere l'uno dall'altro costituendo un tutt'uno indivisibile.
Gli strumenti che tipicamente accompagnano questo ritmo sono in primis una serie di tre tamburi bassi (in gergo: triade), genericamente denominati dunun ma distinti in base alla loro tonalità: kenkeni (acuto), sangban (medio), dununba (grave) rispettivamente suonati da tre distinti percussionisti (kekenifola, sangbanfola e dununfola). La sezione ritmica dei tamburi bassi, rappresenta il cuore del ritmo, che interagisce in perfetta simbiosi con i passi di danza peculiari di questo ritmo. Il Djembe, tamburo a clessidra molto popolare in tutta l'Africa Occidentale, in questo ritmo è relegato (almeno tradizionalmente) a strumento di accompagnamento di secondo piano. Musicalmente parlando, i ritmi della famiglia Dununba sono accomunati da una serie di elementi: il medesimo pattern in levare del kenkeni, un ciclo ritmico assai lungo in cui il dununba (il tamburo basso più grave) ed il sangban, assumono il ruolo portante di tutta la struttura ritmica con una serie di variazioni.
Sebbene attualmente il significato di Dununba (nelle sue innumerevoli varianti) differisca di zona in zona (e di epoca in epoca), tutti concordano nel sostenere che in origine Dununba era la danza degli uomini forti, a cui erano associati spesso anche combattimenti sanguinosi per affermare la supremazia del proprio gruppo sociale (basato sull'età) nel villaggio. Ancora oggi la vita sociale dei giovani viene fortemente regolata attraverso l'appartenenza ad un gruppo di età. A ciascuno di questi gruppi, guidati da un capo, sono affidati un ruolo sociale e dei compiti ben specifici, ai quali sono collegati anche alcuni privilegi. Il gruppo dei ragazzi più maturi (20-25 anni), i cd. Baratingi, godono di una posizione di superiorità sociale rispetto ai più giovani (15-20 anni) Barakomono. Accade ad un certo punto che questi ultimi vogliano emanciparsi dal controllo dei più grandi prendendone il posto. Questa volontá veniva espressa, in passato, simbolicamente con la consegna di 10 noci di cola al capo dei Baratingi. Per questo tentato avvicendamento veniva organizzata la festa di Dununba alla quale partecipava l'intero villaggio che si riuniva attorno alla Bara. Spettava al Baranti, il capo della Bara, fare in modo che tale disputa si svolgesse pubblicamente sotto gli occhi della gente. Questo per assicurare la correttezza della competizione, che poteva durare dal crepuscolo fino all'alba, e per garantire l'unità dei membri della . I ballerini, con una fascia in fronte, indossavano dei pantaloni molti larghi, ed impugnavano un'ascia (Gende) in una mano e una frusta di pelle d'ippopotamo nell'altra. All'inizio della festa potevano venire suonati, ad esempio, Dunungbe o Gbada ed i due gruppi si passano davanti formando due cerchi. Dopodiché i due gruppi si disponevano secondo due file contrapposte ed aveva inizio il combattimento. I due gruppi si scambiavano alternativamente colpi di frusta, fino a quando uno dei due chiedeva la resa. In tempi più remoti accadeva che il combattimento proseguisse fino all'ultimo sangue. Oggi ci si limita a sfide più giocose che al massimo vengono ad assumere forme simulate di combattimento. In forma secolarizzata (soprattutto nei contesti urbani) viene ad assumere le sembianze di una sorta di iniziazione sociale, una vetrina per coloro che vogliono mettere in mostra le loro abilità fisiche ed acrobatiche. Solitamente una volta alla settimana la gente si riunisce nella Bara per il Dununba, dove si scatena una competizione tra i giovani a suon di danze molto acrobatiche. Il Baranti garantisce il buon esito dell'evento. Egli tiene in mano un fazzoletto che poi consegna casualmente a qualcuno. è il segnale che quest'ultimo può entrare in mezzo alla Bara per cimentarsi al meglio con la propria danza di Dununba. Tutto ciò rappresenta oggigiorno puro divertimento che da anche la possibilità ai più giovani di vedere e capire come si muovono assieme la danza e la musica. Vi possono partecipare addirittura le donne che eseguono dei passi femminili sul ritmo. E comunque, da sottolineare, che non tutte le varianti di Dununba sono danze di combattimento/competizione. Attualmente Dununba, in tutte le sue varianti, è un ritmo/danza molto popolare in tutta l'Africa occidentale.
Le poliritmie riconducibili alla famiglia dei ritmi dununba, sono secondo le fonti più autorevoli, una ventina di cui dunungbe rappresenta la variante più antica e strutturalmente più semplice. Riportiamo qui di seguito un elenco non esaustivo di varianti, molte delle quali elencate, da Famoudou Konatè, autorità vivente di ritmi dununba.
Balansonde
Balan é un villaggio della regione di Kouroussa, mentre sonde significa ladra. Infatti nella canzone che accompagna questo ritmo, gli abitanti di questo villaggio vengono ironicamente definiti come ladri. Balansonde costituisce un eccezione nell’ambito dei ritmi Dunumba in quanto viene suonato anche durante le celebrazione della circoncisione, durante le quali alle donne è consentito ballare con i tipici passi del Soli mentre gli uomini mantengono i tipici passi di Dunumba.
Bando Djei
Ritmo Dunumba originario della regione di Hamanah, viene suonato per e ballato esclusivamente dalla casta dei Baranti. È conosciuto anche come Bandogialli, una razza di scimmia con una coda bianca. Difatti i ballerini indossano un sonaglio attorno al collo al quale viene applicata una cresta di peli bianchi che ne simboleggia proprio la coda. Viene anche suonato in onore della divinità Koudaba per assicurare il successo ed il benessere dell'intero villaggio.
Bolokonondo
Letteralmente significa nove dita (o nove mani), ad indicare il tipico movimento della sua danza. Appartenente alla famiglia dei ritmi Dunumba è caratterizzato per il lunghissimo ciclo dei tamburi bassi: ben sette misure da dodici battute ciascuna!
Demonsoni Kelen
Questo ritmo Dunumba è ballato dalle giovani ragazze. Costituisce occasione per scambi ironici tra le ballerine ed i suonatori. Questi ultimi stuzzicano le ragazze con gesti a carattere sessuale che in tutta risposta si prendono gioco dei ragazzi, mettendo in dubbio le loro abilità musicali.
Donaba
Letteralmente sta a significare grande (ba) danzatrice (don). Oggigiorno (a partire dagli anni 50) viene cantato in onore di Mariama Gbwe, una grande ballerina vissuta nel villaggio di Famoudou Konate, anche se, in realtà questo ritmo Dunumba ha origini assai più remote.
Dunungbe
E' il più antico dei ritmi Dununba, comunemente considerato la "madre di tutti i Dununba" da cui traggono origine tutti gli altri. Viene spesso suonato all'inizio di una festa.
Gberedu
Questo ritmo Dunumba prende il nome da una prefettura della regione di Hamanah. Di fatto, musicalmente è identico al ritmo Kononwulen II.
Gbunkundo
Ritmo dunumba i cui tipici movimenti danza, simboleggiano un combattimento tra i ballerini, risalente alle originarie dispute accompagnati dai ritmi Dununba. Prima dell'indipendenza della Guinea del 1957, non di rado, tali combattimenti avevano un epilogo molto drammatico (seppur accidentale), con la morte o il grave ferimento di uno dei contendenti.
Kadan
Ritmo Dunumba suonato nelle regioni di Kankan, Siguiri e Kouroussa, Kadan è un ritmo per i Bilakoro, cioé i bambini non ancora circoncisi. Oltre che a denominare la danza, Kadan (letteralmente braccialetto di liana) indica le cavigliere (in numero di 6-8) indossate dai ballerini che sbattendo l'una contro l'altra, emettono il tipico tintinnio, mentre le frasi soliste del Djembe, il Dundun ed il Sangban marcano i passi. Una rivisitazione moderna di questo ritmo è molto usata nei ballet.
Konden
Il significato di questo ritmo è assai controverso. Da una parte vi è chi sostiene come Konden sia un ritmo di maschera anche se non manca chi autorevolmente sostiene come Konden sia, in realtà un ritmo Dununba ( in tal senso K. Konde, uno dei più grandi dundunfola africani, in accordo con Baba Aidoo come anche Y. Koumbassa). Anche se la maggior parte delle versioni di Konden conosciute (soprattutto quelle di Wassolon) non presentano il tipico pattern Dununba in levare di Kenkeni, vi è tuttavia una versione di Konden (comunemente chiamato Konden II) di Kouroussa che presenta tale pattern, però a velocità dimezzata. Non necessariamente, però tali tesi contrapposte sono incompatibili tra loro. Plausibile potrebbe apparire l'ipotesi dell'origine comune di tutte le varianti di Konden ma che la dinamicità tipica della cultura orale africana le abbia differenziate nel tempo a seconda dei luoghi, facendo vivere ciascuna di esse di vita propria, staccata dal loro significato originario ed assegnandolene uno anche molto diverso. Accade non di rado, infatti, che ritmi dello stesso nome possano avere significati come anche strutture musicali completamente differenti tra loro, e viceversa è possibile trovare gli stessi ritmi con gli stessi significati che presentano nomi differenti, a seconda dei luoghi. è anche vero, però che oggigiorno le tesi a sostegno della natura di ritmo di maschera sono quelle più consolidate. Così secondo Famoudou Konate, Konden è un ritmo di maschera, tradizionalmente suonato alla fine del Ramadan. Mamady Keita riferisce, addirittura di due significati diversi. Secondo la sua prima versione, Konden è un maschera di danza, messa in scena per i giovani di età compresa tra i 15-20 anni, che cammina e danza molto velocemente. Essa corre dietro i ragazzi e quando li afferra, li colpisce con un bastone. Nell'altra mano la maschera regge dei ramoscelli. Il suo aspetto è terrificante tanto da spaventare molto i bambini più piccoli che spesso vengono incalzati anche dai più grandi con frasi del tipo ...se non fai il bravo, ti viene a prendere Konden...!. Anticamente questa danza veniva accompagnata solo con il canto e il battito delle mani. L'altra versione attribuibile sempre a Mamady Keita è quella secondo la quale Konden è una maschera che protegge i Bilakoro, i giovani iniziati nei giorni antecedenti il rito della circoncisione. Oltre che maschera, Konden è anche un ottimo ballerino, il che lo rende molto popolare tra i giovani. Tradizione vuole che i migliori Konden si trovino nella regione di Siguiri (in particolare nel villaggio di Banfeleh) famosa per la creazione delle coreografie più belle ma anche per essere solita punire duramente i bambini più indisciplinati.
Konowulen
Questo ritmo, appartenente alla famiglia dei ritmi Dununba, prende il suo nome da un uomo ricco e potente. Un griot disse che il suo nome sarebbe passato alla storia e questo è il risultato. Sono rinvenibili almeno due diverse versioni di questo ritmo che convezionalmente vengono nominati Konowulen I e Konowulen II (vedi Famoudou Konate).
Kurabadon
Il nome di un bosco considerato divinità. Viene suonato durante la processione, quando la gente si reca nella foresta per portare ad essa le loro offerte ed interpellarla circa i loro affari, la loro famiglia etc. "Non appena ci entri", riferisce F. Konate, "incominci a sentire qualcosa...". Ritmo appartenente alla famiglia Dunumba.
Nantalomba
Questo ritmo della famiglia dei ritmi Dununba si riferisce a un confronoto/scontro tra i più anziani Baratingi e i più giovani Baradogono. I Baratingi lanciano provocazioni ed insulti verso i Baradogono, paragonandoli ad un ragno (Nantalomba) per via delle loro gambe divaricate, per incitarli al combattimento. I Baratingi si considerano come gli unici custodi del Bara la piazza dove si svolgono le danze e le relative sfide. I vari cerchi concentrici di persone che si vengono a formare attorno all'albero posto al centro della Bara, corrispondono ciascuna a una precisa fascia di età. Il capo più anziano regge un Djende, una sorta di accetta decorata e un Manin Fé son, un frustino di pelle di ippopotamo. Quando uno dei ragazzi più giovani desidera unirsi al gruppo dei ragazzi più vecchi, egli incomincia ad allontanarsi dal proprio cerchio spostandosi all'indietro imbattendosi nel capo del gruppo più anziano. Quest'ultimo gli chiede per quale via. Il più giovane gli risponde che la via è tracciata all'indietro. A questo punto incomincia una flagellazione reciproca che serve ai più anziani per decidere se il più giovane e degno di entrar a far parte del loro gruppo e quando i presenti apprezzano il coraggio del più giovane, essi decidono di interrompere la prova.
Taama
Letteralmente significa "camminare come la gente di Hamanah" e i movimenti della danza rappresentano proprio questo. Appartiene alla famiglia dei ritmi Dunumba.
Takonani
Letteralmente significa prendere quattro tempi riferendosi al tipico passo della sua danza. Appartiene alla famiglia dei ritmi Dununba.
Takosaba
Significa "tre volte", riferendosi ai passi iniziali di danza che vengono ripetuti per quattro volte all'inizio di questo ritmo Dununba (e che si ripetono).