INSOLITI
INSOLITI
In questa sezione dei mieli "insoliti" troverete le 3 tipologie di mieli che saranno presenti solo in annate favorevoli cui è possibile differenziare in maniera distinta la raccolta.
In alternativa saranno nettari che possono essere presenti nei mieli millefiori.
Miele di tarassaco
Il miele di tarassaco si produce allo stato uniflorale nei prati stabili, presenti nelle regioni del nord Italia soprattutto nelle zone collinari e montuose, più raramente in pianura.
Costituisce una produzione non abbondante ma localmente importante, tipica della primavera.
Si tratta di un miele con caratteristiche che non incontrano il gusto della maggior parte dei consumatori, ma, forse proprio per questo, il prodotto si colloca con favore presso una fascia sempre più ampia di persone che ne apprezzano le caratteristiche particolari.
Stato fisico: cristallizza sempre molto rapidamente, molto spesso con cristalli molto fini.
Colore: presenta una caratteristica tonalità vivace, giallo crema all’uovo.
Intensità odore: forte.
Odore: molto caratteristico; con note animali (valerianico), ricorda alcuni formaggi e pungente (aceto).
Sapore: normalmente dolce, leggermente acido e amaro; rinfrescante, fondente per effetto della fine cristallizzazione.
Intensità aroma: forte.
Aroma: molto caratteristico; non corrisponde a quanto percepito al naso, presenta note aromatiche che ricordano l’infuso di camomilla o il marzapane.
Persistenza: molto persistente; leggermente astringente.
È un miele di grande personalità che, per chi ne apprezza il gusto, può essere consumato tal quale; può accompagnare con successo verdure amare, formaggi non molto stagionati o essere alla base di una salsa dolce/piccante adatta al bollito.
Melata
Spesso viene chiamata “melata di bosco”, la melata di metcalfa (da Metcalfa pruinosa, flatide appartenente all’ordine dei rincoti, sottordine degli omotteri), prende nome non da una pianta, ma da un insetto, originario dell’America Settentrionale e Centrale, e introdotto accidentalmente in Italia, dove fu avvistato per la prima volta nel 1979 in Veneto, in provincia di Treviso. Di qui ha colonizzato tutto il territorio nazionale e le isole e anche paesi confinanti (Francia, Svizzera, Croazia, Slovenia) parassitando numerosissime piante appartenenti a circa 50 famiglie botaniche.
E’ un insetto che si nutre di linfa vegetale, assorbendo la parte proteica ed espellendo quella zuccherina, che viene raccolta dalle api. La melata prodotta dalla metcalfa, colando sulle foglie, può però costituire un substrato per lo sviluppo di fumaggini (specie fungine) che preoccupano il settore agricolo (la metcalfa attacca infatti vite agrumi, pomacee e drupacee, oltre che siepi ornamentali). Il lancio dell’insetto antagonista Neodrynus Thyphlocybae si è mostrato un fattore abbastanza efficace di contenimento. Per gli apicoltori, dopo i primi anni di raccolti molto ricchi, si è andata manifestando una maggiore incostanza, dovuta in particolare a una serie di annate secche. La metcalfa, così come è soprattutto produttiva di melata nelle zone umide lungo i fossi, nei margini boschivi e nelle siepi interpoderiali, così si avvantaggia dell’umidità stagionale, temendo però la pioggia battente che la dilava nei vari stadi di sviluppo.
La produzione della melata si ha da fine luglio fino ai primi di settembre.
Caratteristiche organolettiche: resta liquido a lungo, ma può cristallizzare, asciutta, vischiosa, filante, di colore ambra scuro fino a quasi nero quando è liquida, assume un colore marrone se cristallizza.
Odore e aroma sono di media intensità, in bocca è persistente, può essere caratterizzata da una nota acida e salata.
Olfatto: vegetale/fruttato, di conserva o passata di pomodoro, di frutta cotta, di albicocche essiccate, di caramello, di confettura di fichi, di lievito
Gusto / Aroma: di passata di pomodoro, di marmellata di fichi, di frutta secca, di melassa, di malto, di sciroppo erboristico, di bietole o erbe cotte, di datteri
Miele di ciliegio
Miele di ciliegio (Prunus avium Fam. rosacee)
Il ciliegio è un albero di origine asiatica in grado di diffondersi spontaneamente. La prima coltivazione vera e propria è databile dal IV secolo avanti Cristo, in Grecia, in Italia si diffuse nel secolo successivo e nell’arco di 120 anni raggiunse tutta l’Europa. I suoi usi non sono esclusivamente legati alle ciliegie, ma anche alla creazione, col suo legno, di mobili e strumenti musicali. In Italia è diffuso su tutto il territorio, le possibilità di produrre in quantità significative miele uniflorale esiste quasi soltanto nelle zone di grande coltivazione (Emilia-Romagna e Puglia).
Fiorisce da aprile a maggio
Caratteristiche organolettiche: il colore è abbastanza chiaro, bianco grigiastro una volta cristallizzato. La cristallizzazione, relativamente rapida, dà generalmente origine a una massa pastosa, con cristalli fini.
L’aroma ricorda quello del fiori dai quali derivano (e delle Rosacee in genere) e può essere avvicinato a quello della mandorla amara o dei noccioli di ciliegia.