Nelle seguenti quattro Tavole, viene proposta una Rielaborazione Planimetrica, in scala 1:10000, del piccolo borgo marinaro di Castellammare, dalle origini al 827 d.c., realizzata sulla base delle notizie riportate dai vari storici.
Elaborazione Grafica: Melchiorre Ancona
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Dalle Origini al 735 a.c. Tavola 1.
In origine si denotano dei piccoli valloni, a carattere torrentizio e precisamente:
Ø Vallone Petrazzi, questo, dipartendosi dalla zona a monte della cappella della Madonna di Fatima e passando da porta Fraginesi e via Lavinaro, va a sfociare alla Marina.
Ø Vallone Petrolo, che si diparte dalla montagna in piccole manifestazioni torrentizie confluendo nella zona a cavallo della via G. Verdi e Mamiani e proseguendo sul terreno dove ora c’è la via Trento, sfocia alla Marina (1)..
Ø Vallone Duchessa, questo inizia dall’omonima Contrada, a monte della via Segesta, lungo l’attuale via L. Da Vinci, e seguendo le isoipse (2) naturali e va sfociare nella zona Petrolo.
(1) - Di questo vallone rimane traccia nelle mappe catastali Borboniche del 1842-1844 e del 1909.
(2) - Le isoipse (dal greco Isos = stesso e Hypsos = altezza) o Curve di livello, sono linee ideali che uniscono tutti i punti di uguale quota sul livello del mare, si trovano, cioè, alla stessa altitudine rispetto al livello del mare.
Saperle leggere può darvi indicazioni utili sulla orografia del territorio, in quanto vi indica la presenza di colline, montagne, valli e rilievi in genere.
In queste mappe non sono indicate tutte le quote, ma solo quelle delle isoipse principali, che risultano più marcate, e sono ogni 20 m.
Tenete infine presente che, se le isoipse sono molto ravvicinate, allora il rilievo sarà molto ripido. In caso contrario (cioè se le isoipse sono molto distanziate) il rilievo scenderà molto dolcemente e in questo caso si è in presenza di un pianoro.
Tavola 2.
Prima dell’anno Mille a.c. esisteva qualche primo insediamento non stabile vicino la zona Petrolo e nei paraggi della Marina, utilizzati come punti d’appoggio per la pesca, data la posizione favorevole dei punti di attracco.
C’è pure qualche insediamento vicino la spiaggia Plaja, in prossimità del fiume S. Bartolomeo.
Durante il periodo Fenicio-Cretese-Miceneo (VIII sec. a.c. 750 a.c) i Fenici, per mercanteggiare con gli indigeni del posto (Sicani, Elimi Segestani) stabilirono delle colonie lungo la costa, soffermandosi qua e la e edificandovi qualche magazzino.
Nasce l’Emporio Segestano, chiamato da Tolomeo, Polibio e Stradone, con il nome di Emporium Segestanorum, da Cluviero Emporium Aegestonorum e da Cicerone Emporium Aegestensium.
In questo periodo sono sorte le prime mulattiere e i primi sentieri di comunicazione verso le zone più interne.
Dal 735 a.c. all’827 d.c
Periodo Romano dal 735 a.c. al 410 d.c. Tavola 3.
Ad iniziare da questo periodo Castellammare comincia ad assumere importanza per la notevole influenza economica e commerciale esercitata da Segesta.
Con il passare del tempo, la rada alla Marina viene utilizzata come caricatore dei prodotti agricoli coltivati nell’entroterra.
Vengono edificati i primi magazzini alla Marina e a Petrolo e in conseguenza di questi movimenti commerciali la popolazione residente aumenta.
Dopo la sconfitta dei Segestani, l'Emporio crebbe ulteriormente di importanza strategica e commerciale. L’ Emporio fu un punto di approdo e un porto sicuro per gli scambi e i traffici commerciali che si svolgevano a quel tempo, ed era sicuramente provvisto di una guarnigione a difesa del commercio e a protezione dagli assalti dei pirati, e doveva esistere già allora un piccolo nucleo di abitanti che si occupavano di tali attività e della difesa.
Successivamente i romani vi potenziarono un presidio edificandovi una prima fortificazione sul luogo ove ora c’è l’attuale Castello e lo utilizzarono sia come punto di difesa per le imbarcazioni nella rada, che come punto d’avvistamento delle navi nemiche.
In seguito vi realizzarono un ponte levatoio, favoriti dalla posizione naturale del terreno.
Si nota, infatti, che il pianoro antistante il ponte, va declinando verso il castello, restringendosi nello stesso tempo, per cui con una piccola modifica è stato possibile creare un primo ponte a difesa del fortilizio.
Fu in questo periodo che il golfo di Castellammare assume il nome di Sinus Lungarus (o Sinus Lungaricus) forse per la vicinanza di Alcamo che allora era chiamata da romani “Lungaro”.
I romani potenziarono le vie di comunicazioni con l’entroterra e ampliarono i magazzini a Petrolo e alla Marina.
Periodo dei Goti e dei Bizantini da 410 d.c. al 827 d.c. Tavola 4.
Periodo dei Goti dal 410 d.c. al 535 d.c.
In questo periodo i Goti ricostruirono e fortificarono il castello esistente, che era stato distrutto dalle guerre precedenti, rendendolo più sicuro con fossati, baluardi e torrioni. Il tutto per cercare di rendere il posto più inespugnabile.
Periodo Bizantino dal 535 al 827 d.c.
In questo periodo le vie di comunicazione, e sentieri principali che collegano l’Emporium Segestanum con l’entroterra si potenziano.