L’antico storico Tucidite ci da, per primo, notizie sugli Elimi, che svolsero una notevole attività socio-culturale nella zona ora sorge l’odierna Castellammare, a quei tempi dominata dalla città di Egesta, detta poi Segesta.
Castellammare era allora il suo porto e il grande scrittore Cicerone la ricorda con il nome di “Emporium Segestanorum”. Questo periodo si svolse tra il 1000 a.c. e il 200 a.c.
A circa sei chilometri da Castellammare sorgevano, e ci sono ancora, le Terme Segestane, frequentate dai più illustri personaggi del mondo antico tra cui Ercole Enea Cicerone ecc.
Egli nelle sue “Verrine” ricorda che i Segestani accoglievano gli ospiti civilmente e li trattavano con grande signorilità.
Infatti, nel 415 a.c. gli Ateniesi, venuti a Segesta, e sbarcati nel porto di Castellammare, rimasero bene impressionati dalla vita florida degli abitanti, e strinsero alleanza con i Segestani.
Così fecero pure i Romani nel 200 a.c. dopo la vittoria nelle isole Egadi contro i Cartaginesi.
Nei secoli successivi lo sviluppo socio-culturale di Castellammare s’intreccia con quello dei Romani per tutta la durata dell’impero e fino al medio evo.
Verso il nono secolo sbarcarono gli Arabi, i quali distrussero Segesta e s’impadronirono del suo porto, dove costruirono una fortezza, sulle antiche rovine di una preesistente fortificazione e lo chiamarono Al Madarig, cioè i Gradini, per indicare la posizione geografica dell’insenatura del golfo che degrada, a forma di gradoni, verso la marina.
Dopo gli Arabi, cacciati via dai Normanni, il paese continuò ad ingrandirsi e si sviluppò ancor di più nei secoli successivi con gli Svevi e con gli Angioini.
Con gli Aragonesi divenne un florido centro marinaresco con il nome di Castellammare.
Verso il 1300 era il più importante porto granaio e la sua costa era fornita di grandi serbatoi di grano per il carico delle navi.
Nel 1316, però, per avverse vicende, legate anche a rivalità economiche, il castello fu distrutto e il porto di Castellammare fu fortemente penalizzato, da un decreto del Re Federico II d’Aragona, che proibì, bloccando, di fatto, il commercio del grano.
In seguito esso fu ricostruito, ripopolato e dato in baronia a molte famiglie nobili, vassalli dell’Imperatore.
Di alcuni feudatari, fino a poco tempo fa, tra i ruderi del lato orientale erano ancora visibili gli stemmi nobiliari, come la mezza luna, appartenuta ai signori De Luna.
Uno stemma ben conservato trovasi sul frontone dalla parte di Piazza Castello, forse appartenente alla famiglia Perollo.
In epoca Rinascimentale Castellammare ebbe notevole espansione e fu un centro importante per lo smistamento e commercio del grano, sia per l’incremento della pesca del tonno, che si sviluppò maggiormente nel XVII secolo sotto la guida dei Padri Gesuiti.
Oggi Castellammare è un grazioso paese, un centro di notevole attrazione turistica, soprattutto per le sue coste e il suo mare ancora pulito e non inquinato. La sua favorevole posizione geografica, ubicata a metà strada tra Palermo e Trapani, ne fa una meta per quei turisti, che desiderano visitare tutta la Sicilia Occidentale.
Molte delle notizie storiche qua riportate, sono state desunte dalla Monografia su Castellammare del Golfo a cura di Diego Buccellato Galatioto.
Rielaborazione Planimetrica
in scala 1:10000, sulle Trasformazioni Urbanistiche e Topografiche di Castellammare del Golfo, un paese che ha alle spalle secoli di storia e che è passata sotto la dominazione degli Elimi, dei Romani, Goti e Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Savoia, Borboni e poi di nuovo, e per ultimo, i Savoia, prima di arrivare all’unificazione d’Italia nel 1861.
- Tabella e un Grafico sull'Incremento Topografico, di questo periodo;
Link alle varie Tavole sull’Evoluzione Urbanistica a
Castellammare del Golfo
→ Rielaborazione Planimetrica dalle Origini al 827 d.c.
→ Rielaborazione Planimetrica dal 827 al 1756
→ Rielaborazione Planimetrica dal 1756 al 1847
→Grafico dell'Incremento della Popolazione a Castellammare del Golfo
→ Feste Religiose e Devozioni Popolari a Castellammare del Golfo