Ci siamo, è arrivato il momento tanto atteso: oggi è il giorno in cui giungiamo là dove ogni danese non è mai potuto andare oltre ... a meno di prendere una barca per poter attraversare quel paio di gelidi mari che, un poco più in là, lambiscono i lembi del Polo Nord. Ormai presi dall'euforia e dalla poesia del luogo, con un altro gioco di parole, l'ultimo nostro risalire a nord lo chiameremo "Dove due mari si incontrano" (e poi ne spiegheremo il perché).
Da Ålborg, inizialmente con l'autostrada E45, dopo aver attraversato il Limfjorden, iniziamo a percorrere le terre del Nordjylland lungo la sua costa orientale.
Frederikshavn è una città industriale, un importante porto di pesca e il terminale dei collegamenti marittimi con la Sverige e la Norge. In origine villaggio di pescatori, fu poi importante fortezza per il controllo dell’imboccatura settentrionale del Kattegat. Deve gran parte della sua prosperità al turismo di transito (con 3,5 milioni all’anno di passeggeri è ai vertici delle statistiche mondiali) e agli impianti per il trattamento del pescato (Findus).
La rotonda e massiccia torre dell’arsenale Krudttårnet, unico resto della seicentesca fortezza di Fladstrand, sorge oggi isolata al margine del porto, nei pressi del molo d’imbarco del traghetto per l’isola di Læsø. In realtà, la torre era stata costruita 270 metri più ad est dell’attuale posizione: nel 1974 le necessità di ampliamento dei cantieri navali hanno fatto si che la costruzione, pesante 4.500 tonnellate e momentaneamente rinforzata con due anelli di cemento armato, fosse sollevata di 80 centimetri e spostata. L’interno è sede di un piccolo museo militare.
A seguire, sempre più su, la penisola di Skagen, un alternarsi di zone boscose, di brughiera, di dune e di acquitrini.
Tra le dune boscose dello Skagens Klitplantage è la "chiesa insabbiata" (questo letteralmente è il suo nome), torre di facciata a gradoni di una chiesa del sec. XIV dedicata a San Lorenzo (protettore dei naviganti), prima parzialmente abbattuta da una tempesta di sabbia nel 1795, poi sepolta dalle dune mobili dell’area di Skagen.
Il ritorno sino ad Ålborg è un tripudio di stradine del percorso margherita, che percorriamo a volte incoscienti di dove portino, visto che siamo anche riusciti a finire in spiaggia, così da dover tornare sui nostri passi cercando qualcosa di più praticabile per la nostra vettura.