Se c'è un momento più atteso degli altri in questo viaggio in Danmark, allora è quello di voler andare verso l'estremo nord, una sorta del voler raggiungere Capo Nord a tutti i costi, coi propri mezzi. E questo dirigere la bussola a settentrione muove giusto oggi i suoi primi piccoli passi.
Partiti da Næstved, la prima cosa da fare è attraversare - già per la seconda volta! - sull'avveniristico Storebæltbroen il braccio di mare Store Bælt che separa le isole Sjælland e Fyn. Lo Storebæltbroen varca queste acque dal 1997-98, prima con un ponte sospeso di Km. 6,8, alto sul mare m. 75, fino all’isola di Sprogø e poi con un viadotto lungo Km. 6,6.
La seconda cosa da fare è riattraversare con l'autostrada E20 il Kolding Fjord - su un ponte sospeso a due torri metalliche, del 1970, lungo 1,7 chilometri - per lasciare l'isola di Fyn e riapprodare sulla penisola Jylland.
Tutto fatto? Bene, senza nessun'altro indugio, ora si punta davvero verso nord per raggiungere una prima meta intermedia che ci ospiterà piacevolmente per un paio di giorni, nella quale ritroviamo due certezze: l'albergo Scandic e il ristorante Jensen's Bøfhus.
Città dello Jylland centrale, Silkeborg nacque nella prima metà del sec. XIX come stazione termale e centro di soggiorno, nei pressi di impianti industriali che un tempo sfruttavano l’energia idraulica del fiume Gudenå, al centro di un’ondulata regione di grande pregio paesaggistico, ricca di laghi e boschi.
Il Silkeborg Museum ha sede nell’Hovedgård, allungata costruzione del 1767. Spiccano nelle collezioni i reperti archeologici dell’età del bronzo e del ferro. Tra tali reperti, il celebre Uomo di Tollund, corpo imbalsamato naturalmente dal tannino e dagli acidi umici del terreno di un uomo di 30-40 anni, trovato in una torbiera di Bjældskovdal presso Silkeborg nel 1950; dalle analisi compiute dagli archeologi, la morte per strangolamento è stata fatta risalire al 220 d.C. Dal 1987, nonostante fosse stato smembrato per studio, il corpo è esposto così come si era ritrovato.