Oggi, finalmente, incominciamo seriamente ad assaporare la Danmark, una terra da noi così tanto agognata che ci siamo fatti ben 1.376 chilometri in due giorni pur di poterla vivere!
Partiamo da Kolding senza più puntare a nord (per questo c'è tempo, nei prossimi giorni) ma verso oriente e, ben presto, l'autostrada E20 attraversa il Kolding Fjord - su un ponte sospeso a due torri metalliche, del 1970, lungo 1,7 chilometri - per lasciare la penisola Jylland e sbarcare nell'area nord-occidentale dell'isola di Fyn. Qui, ad avere un'infinità di tempo, c'è davvero molto da dover visitare, come ad esempio la città di Odense, ma il nostro scopo è quello di iniziare a scoprire la terra danese partendo dalle sue origini ...
Una vera e propria identità nazionale danese si concretizzò quando, in seguito alle violente lotte fra le tribù autoctone per il controllo di territori sempre più vasti, venne costituendosi un ceto guerriero che contrastò l'insediamento dei Dani, popolazione proveniente dall'area svedese, ritenuti essere i primi abitanti stabili della Danmark. Alcuni capi iniziarono così ad assumere prerogative regali e, pian piano, si arrivò a poter parlare - siamo nel sec. IX - di un potere centrale e di un regno unito danese: tale unità nacque e si consolidò durante l'epoca dei Vichinghi.
E' un ambiente sotterraneo ove è conservata una nave vichinga, lunga ventidue metri, utilizzata come sepoltura e scoperta nel 1935. La leggenda vuole che, centinaia d'anni or sono, una popolazione vichinga portò sulla terra ferma una nave per usarla come tomba del proprio re. Dopo avervi messo cibo, animali e suppellettili, per accompagnare il sovrano nell'aldilà, l’imbarcazione venne ricoperta di terra dando così forma ad una collinetta. Col passare dei secoli, della sepoltura se ne perse ogni conoscenza, finché un bel giorno venne finalmente scoperta, aperta sotto il volo vigile dei corvi neri di Odino ed infine resa agli occhi del mondo.
Ritornati sull'autostrada E20, attraversiamo il braccio di mare Store Bælt che separa le isole Fyn e Sjælland, quella per intenderci che ospita la capitale København. Lo Storebæltbroen varca queste acque dal 1997-98, prima con un ponte sospeso di Km. 6,8, alto sul mare m. 75, fino all’isola di Sprogø e poi con un viadotto lungo Km. 6,6.
Sull'isola di Sjælland ci resteremo per qualche giorno.
E' ciò che resta di una fortezza vichinga (1000-50) costituita da un muro circolare (spesso m. 17 e alto 6) aperto in quattro punti con due strade che, incrociandosi ortogonalmente, dividono lo spazio in quattro settori di uguali dimensioni. All’interno delle mura sorgevano sedici case, quattro per settore, disposte a quadrato e con una corte interna, della lunghezza di m. 29,50 e dalle pareti leggermente convesse. Gruppi di abitazioni simili sorgevano all’esterno oltre il fossato difensivo del lato orientale; i restanti fronti erano protetti da due piccoli fiumi. Nei pressi è stata ricostruita, in base ai ritrovamenti fatti, una di queste abitazioni vichinghe.
Capoluogo di contea ed una delle città più importanti nella storia della Danmark, sorge su un rilievo all’estremità meridionale dell’omonimo, lunghissimo fiordo. Deve il proprio nome all’antico toponimo Roars-kilde (fonte di Roar, re vichingo del sec. VII-VIII). Centro industriale (fonderie, macchine utensili) e sede di attività di ricerca e formazione professionale (università, impianti per le ricerche nucleari di Risø).
La Vor Frue Kirke, chiesa di Nostra Signora, sorge in Fruegade, nella parte meridionale del centro storico. La costruzione in laterizio, più volte rimaneggiata, include i resti delle murature in blocchi calcarei dell’edificio originale del sec. XI, parte di un monastero cistercense eretto dal vescovo Sven Norman nel 1080.
Il Rådhus, così si chiama il municipio, risale al 1883-85 e gli fa da torre l’antico campanile gotico (1470) della scomparsa chiesa di Skt. Laurentii. Nei sotterranei sono visibili i resti (abside e coro) della chiesa, un edificio romanico dei sec. XI-XII rimaneggiato ai primi del cinquecento, danneggiato gravemente da un’incendio nel 1537 e poi raso al suolo nel periodo della riforma protestante.
Domkirke sorge sul sito di due edifici in blocchi calcarei del 1030 e del 1070. Nel 1170 venne iniziata la costruzione dell’attuale edificio in mattoni, di forme romanico-gotiche. L’opera proseguì fino al 1280; i completamenti del tre-quattrocento rivelano influssi della France del nord e delle Fiandre. La severa e possente facciata è alleggerita da snelli contrafforti e affilate cuspidi seicentesche delle due torri gemelle. Numerose cappelle vennero aggiunte a partire dal sec. XV, quando la cattedrale ha incominciato a trasformarsi nel sacrario della famiglia reale danese. Sovrasta la crociera del transetto la guglia Margrethespir. L’interno è a tre navate su potenti pilastri compositi.
Vikingeskibshallen è il museo delle navi vichinghe che sorge in riva al Roskilde Fjord: è stato costruito alla fine degli anni ’60 per dar sede ai resti di cinque imbarcazioni che erano state affondate tra il 1000 e il 1050 di fronte a Skuldelev, una ventina di chilometri a nord della città, allo scopo di chiudere alla navigazione il fiordo. L’opera di ricomposizione delle navi è ancor oggi in corso di completamento.
Oggi è anche il giorno in cui facciamo conoscenza con due fondamentali punti di riferimento per i nostri prossimi giorni di viaggio. Il primo è la catena di alberghi Scandic.
Ma ben più importante è la scoperta della catena di ristoranti Jensen's Bøfhus: la buona e gustosa cucina è servita su numerosi tipi di piatti unici, consistenti generalmente da due-trecento grammi di squisita carne bovina (le costine me le sogno ancora di notte!), patate cucinate in svariati modi (quella lessa da scavare a cucchiaio me la sogno ancora di notte!), insalata e salsine varie di contorno. Sugli scontrini, le graziose e gentili cameriere hanno l'abitudine di scrivere agli avventori dei simpatici arrivederci.