Nella vita ci sono, inesorabilmente, sia che siano buoni o cattivi, dei giorni che non si scorderanno mai. Dei giorni che resteranno per sempre impressi nella memoria, che per molto tempo saranno dei curiosi aneddoti da poter raccontare, che a certe parole, come "taxi" o "battello", anche a distanza di anni, ti iniziano a brillare gli occhi e con un sorriso un po' stretto ti vien da cercare lo sguardo di colui col quale hai condiviso quell'esperienza, per rivedere in lui le stesse identiche emozioni. Ecco, il 21 Agosto 2004 è uno di questi giorni.
Altrettanti chilometri ed eccoci in vetta a una collina, dove lasciamo la Renault Mégane. Da qui scendiamo poi a piedi in riva al lago Julsø.
In vetta all’Himmelbjerget (m. 147) si gode di un vastissimo panorama che spazia dalla foresta Rye Nørreskov al lago Julsø con le sue isole (tra cui Møgelø) e alla cittadina di Laven, posta sulla sponda opposta. La torre neoromanica del 1874-75, alta m. 25, è dedicata al re Frederik VII ed è circondata da un giardino di piante d’alto fusto, sparso di monumenti a personaggi danesi illustri. In riva al lago Julsø, si trova lo Julsø Hotel e l’imbarco dei battelli.
Anche noi non perdiamo l'occasione di una suggestiva gita a bordo del battello a vapore che di nome fa Hjejelen, varato nel 1861. Si solcano le acque dei laghi Julsø e Borressø, ci si inoltra nel Brassø, lago circondato da una lussureggiante vegetazione, e si risale il fiume Gudenå sino a Silkeborg.
Giunti a Silkeborg, sbarchiamo e lasciamo andare Hjejelen per le sue acque.
Dopo un pasto frugale … l’odissea!
Per tornare a Himmelbjerget optiamo per un altro battello (non a vapore), che arrivato al lago Brassø torna inaspettatamente indietro a Silkeborg!
Panico.
Ci informiamo ad un ufficio del servizio battelli: la prima corsa per Himmelbjerget ci sarà solo l’indomani mattina!
Panico.
Idea: chiediamo all’ufficio turistico. Chiuso!
Panico.
Idea: telefoniamo al Silkeborg Taxi. In inglese non ci intendiamo per nulla!
Panico.
Idea: chiediamo alla biglietteria del Silkeborg Museum. Le signore sono più che gentili e ci indicano sulla piantina la stazione dei taxi, nei pressi della chiesa. Forse ci siamo!
Meno panico.
Nell'attesa di un taxi, che non si vede per nulla all'orizzonte, ci mettiamo a leggere tutte le destinazioni alla fermata dei pullman, ma nessuna di queste ci dice qualcosa di interessante.
Un poco più di panico.
Finalmente arriva un taxi, una Mazda 6. Ci intendiamo bene!
Molto meno panico.
Nel corso del tragitto, vani tentativi dell’autista di instaurare con noi un discorso in inglese. Peccato!
Ci stiamo rilassando.
Arrivati a Himmelbjerget, pagata la corsa, corriamo dalla nostra Renault Mégane: non la lasceremo mai più!
Per rilassarci veramente? Niente di meglio di una merenda nel bel mezzo della foresta nei pressi di Svejbæk, lungo la strada di ritorno a Silkeborg ... e una cenetta al Jensen's Bøfhus.