E' mattino presto quando, con in mano il libretto degli orari (col dubbio che sia quello giusto), ci presentiamo alla biglietteria e mettiamo li la frase studiata tutta notte: "Two ticket go and return for København". Incredibile, il meccanismo si mette in moto con la signora che produce dei biglietti e dice in inglese "adkjvnlad" (?!?!?) ... noi "Ok" (falsi come Giuda!) ... lei ancora "adkjvnlad krone" ... noi "credit card" (senza avere la più pallida idea di qual'è il costo!). Obliteriamo i biglietti, cerchiamo il binario, prendiamo il treno delle 08.26 diretto a København.
Capitale della Danmark, sede del governo, del parlamento e della corte, è la città più grande dell’area scandinava e il definirla "Paris del nord" è giustificato dalla sua tradizione di mecenatismo culturale, dall’università fondata cinque secoli or sono, dall’arte antica e moderna ed anche dalla vivace vita notturna. Situata sull’Øresund, all’estremità est dell’isola di Sjælland, occupa anche l’isola di Amager ove sorge l’aeroporto internazionale di Kastrup. La posizione strategica di "porta del baltico" ha fatto si che, da sempre, la prosperità della città fosse legata alle attività mercantili e portuali.
Rådhuspladsen rappresenta il punto focale delle attività commerciali e del traffico cittadino. La piazza è dominata dalla mole del municipio Rådhuset (1892-1905), le cui forme si ispirano al rinascimento scandinavo e italiano; la facciata in laterizio è caratterizzata ai lati da due finestre a sporto tondeggianti, al centro, sopra il portone d’ingresso, la statua dorata del vescovo Absalon, considerato il fondatore della città, il cui carattere bellicoso è sottolineato dalla spada che stringe nella destra. Coronano il tetto sei statue di sentinelle in abiti rinascimentali; alle loro spalle un alto fregio in laterizio con merlatura stilizzata e due guglie alle estremità. Sul fianco sinistro la Rådhustårnet, torre municipale alta m. 106, con orologio e guglia campanaria.
A destra del municipio, all’inizio dei giardini di Andersens Boulevard, è una statua di H.C. Andersen; dall’altro lato del viale (n. 22), si trova quello che gli abitanti chiamano Hans Christian Andersen Slot (castello di Andersen), edificio di forme neorinascimentali che ospita il museo delle cere.
A sinistra del municipio, una massiccia colonna sostiene il gruppo bronzeo dei Lurblæserne (suonatori di lur, strumenti a fiato di bronzo diffusi tra i popoli nordici dal sec. XII al VI a.C.), opera del 1914; la fronteggia l’edificio di stile eclettico del Palace Hotel (1910-12), con alta torre di facciata ornata di mosaici.
Strøget è la lunga arteria pedonale (quasi un paio di chilometri), asse fondamentale del centro storico, che riunisce (da Rådhuspladsen a Kongens Nytorv): Frederiksberggade (la parte meno antica a causa delle distruzioni causate dall’incendio del 1728; vi è il Cinema Metropol (1912), bell'esempio di art nouveau danese), le due piazze di Gammeltorv (la "piazza vecchia" ha al centro la fontana Caritas Springvandet, in bronzo, opera del sec. XVII ricostruita nel 1890; sui suoi zampilli, in occasione del compleanno della regina e del principe consorte, sono fatte danzare delle mele dorate, rinnovando così una tradizione che risale al matrimonio di Christian IX nel 1892) e di Nytorv (la "piazza nuova" ha al centro un’edicola del ‘900, un tempo posto telefonico pubblico, con copertura in rame), ... pausa, breve deviazione sulla sinistra ...
La biblioteca universitaria Universitetsbiblioteket, fondata nel 1482, si trova oggi nell'edificio eretto nel 1856-61. La costruzione in mattoni, con forme neogotiche ispirate alle chiese medievali dell’Italia settentrionale, affaccia sulla piazza Frue Plads un fronte a due piani, mentre il corpo principale, più alto, è scandito da alte finestre tra lesene.
Helligåndskirke, chiesa dello Spirito Santo, era in origine un’ala dell’omonimo monastero, costruito nel 1474 da Christian I; sorge in un’area alberata e arretrata lungo lo Strøget. Sul lato destro, un portale rinascimentale (1620); nel verde antistante, il monumento alle vittime della deportazione tedesca nella seconda guerra mondiale. Al centro del tetto, ricoperta di rame, una guglia che richiama le forme della torre campanaria. L’interno, con gallerie in legno scolpito, è a tre navate su colonne ottagonali.
A conclusione dello Strøget: Amagertorv (piazza triangolare circondata da edifici sei-settecenteschi, come al n. 6 la Mathias Hansens Gård (1616) in stile rinascimentale olandese; al centro, l'ottocentesca Storkespringvandet, fontana delle cicogne che in realtà rappresenta degli aironi, uccelli tradizionalmente cari ai danesi per l’abitudine di nidificare sui tetti e i comignoli) e Højbro Plads (piazza che si apre all’estremità sud-orientale di Amagertorv con prospettiva alberata verso il castello di Christiansborg, che visiteremo più tardi).
L'ultimo tratto dello Strøget, denominato Ostergade, lo tralasciamo preferendogli sulla sinistra l'asse commerciale Købmagergade che ci conduce alla Rundetårn. Nel 1637-42 Re Christian IV volle dar vita ad un nuovo complesso rinascimentale per dotare l'università di una nuova chiesa (la Trinitatis Kirke), di una biblioteca e, proprio grazie a questa torre, di un’osservatorio astronomico: attivo fino al 1861, l’attuale cupola rotante ha un telescopio da 80 - 450 ingrandimenti che risale al 1929. Alta m. 36 e con un diametro di m. 15, ha un severo aspetto esterno in laterizio segnato appena dal portale d’ingresso, da costolature che sottolineano l’allineamento verticale delle finestre a bifora e dal monogramma dorato di Christian IV. L’interno è servito dalla rampa elicoidale di m. 209, larga m. 4,5, con pavimento in mattoni posti di costa, che compie sette rivoluzioni e mezzo; nel 1716 la zarina di Russia Caterina salì in cima alla torre in carrozza, accompagnata a cavallo dallo zar Pietro il Grande. Al culmine della rampa, un orologio astronomico con mappa dei pianeti (1928). Dalla piattaforma superiore (notare la balaustra in ferro battuto del 1643) vasto panorama sulla città.
Rosenborg Slot, palazzo di stile rinascimentale olandese voluto da Re Christian IV (1606-1633). Sopraelevato su un bastione erboso, si presenta come un armonioso edificio in laterizio scandito da inserti in arenaria che sottolineano lo sviluppo orizzontale e riprendono il taglio delle finestre. Le due strette facciate d’estremità hanno i frontoni triangolari ornati da statue e due volumi verticali a sporto; coronano la costruzione i grandi tetti in rame e le guglie delle torri, lasciando all’apparato difensivo (fossato e ponte levatoio) una mera funzione decorativa. Il Rosenborg Have (1606) è oggi un frequentato parco pubblico, percorso da viali tracciati su schema geometrico e ornato da aiuole fiorite ed edifici di gusto romantico.
Nyboder è il celebre quartiere, compreso tra Store Kongensgade e Øster Voldgade, che il re Christian IV fece costruire per il personale della marina nell’ambito del piano di espansione della città. Progettato nella prima metà del sec. XVII, si articola in lunghi isolati di case basse con piccoli giardini, sopraelevate di un piano nel sec. XVIII.
Parte del progetto urbanistico di Christian IV per il rinnovamento della città, il prima nucleo del Kastellet fu realizzato nel 1640 come completamento della cinta fortificata della città ed avamposto a difesa del porto. L’attuale complesso a pianta pentagonale, con bastioni circondati da doppio fossato, fu fatto realizzare dal re Frederik III nel 1662-65: occupa una superficie di oltre 21 ettari trasformata in parco, dove corre la Smedelinien, passeggiata erbosa che segue l’antico cammino di ronda, e si trova l’ultimo mulino a vento della città (1847). Due porte, la Sjællandsporten (detta anche Kongeporten) a sud e la Norgesporten a nord, danno accesso al grande cortile interno.
La Gefion Springvandet è una monumentale fontana del 1908, il cui gruppo bronzeo è ispirato alla leggenda della formazione dell’isola di Sjælland: avendo chiesto al re Gulfe di poter avere una patria, la dea Gefion fu autorizzata a staccare dalla Sverige quanta terra potesse circondare in una giornata d’aratura; trasformati in buoi i quattro figli, Gefion delimitò col solco la zona corrispondente all’attuale lago Vänern, poi spostò quest’area nel Mar Baltico al largo della penisola di Jylland, creando così l’isola di Sjælland.
La Frederiks Kirken, detta anche Marmorkirken (chiesa di marmo), ha un'imponente mole di forme barocche romane che si erge al centro della piccola area creata da uno slargo di Frederiksgade. La costruzione della chiesa, iniziata nel 1749 ed interrotta nel 1770 per l’eccessivo costo dei materiali, venne portata a compimento solamente nel 1894, lasciandola per oltre un secolo come una pittoresca rovina. La grande rotonda in marmo bianco norvegese ha una cupola, coperta in rame con fregi dorati, alta m. 46 e di diametro m. 30; la facciata è preceduta da un grande pronao su quattro colonne.
La residenza reale di Amalienborg (1750-68), è un armonioso complesso costituito da quattro palazzi rococò con corpo centrale affiancato da due ali laterali, disposti intorno ad una piazza ottagonale, al cui centro il monumento equestre del re Frederik V (1754-71). Pressoché identici tra loro, i quattro edifici hanno le facciate segnate, al centro, da un pronao a tre luci su sei colonne con timpano decorato da armi nobiliari e balaustra ornata di statue. Il lato meridionale della piazza è chiuso dal Kolonnaden (1780), colonnato neoclassico alla cui sinistra vi è lo Schack-Løvenskjold Palæ, il palazzo che è a disposizione della regina Margrethe II (la sua presenza è segnalata dallo stendardo reale). Ogni giorno a mezzogiorno vi si svolge il cambio della guardia Vagtparade, accompagnato dalla banda solo se la sovrana è a palazzo, svolta dai soldati della Den Kongelige Livgard col caratteristico colbacco.
Da Amalienborg, il bel giardino Amalienhaven - caratterizzato dalla fontana circolare con quattro sculture di A. Pomodoro - ci porta alla Havnepromenade, la passeggiata del porto ricavata negli anni settanta lungo il lato occidentale dell’Inderhavnen, il bacino del porto oggi parzialmente in disuso.
Il Nyhavn (1671) è un bacino-canale che si spinge fino a toccare la centralissima Kongens Nytorv, ove sorge l'ancora lignea a ricordo dei marinai danesi caduti nella seconda guerra mondiale. Venuta a mancare la funzione di bacino portuale vero e proprio, è stato per lungo tempo un malfamato angiporto in cui si concentravano bettole, botteghe di tatuaggi ed altre cose così; una profonda operazione di risanamento, accompagnata dal restauro di gran parte degli edifici sei-settecenteschi (al n. 71 vi è l’arsenale, la cui facciata è segnata dal ripetersi di finestre con massicce imposte di legno) e dall’apertura di ristoranti e caffè, lo ha reso l'affascinante e suggestivo luogo che possiamo vedere oggi. Le sue rive sono state riservate all’approdo stabile di chiatte ed imbarcazioni a vela, alcune trasformate in abitazioni e ritrovi; tra di esse, la Fyrskib XVII, nave faro del 1896.
Børsen, il palazzo della borsa di stile rinascimentale olandese, è in laterizio e l’ingresso ha un portale a quattro colonne coronato da una statua ed una rampa alberata che dà accesso al primo piano. Eretto dal Re Christian IV (1619-40), le due facciate sono scandite dal ripetersi delle finestre e dei caratteristici frontoni degli abbaini. Corona il tetto in rame una curiosa cuspide a spirale (1624-25), costituita dalle code intrecciate di quattro enormi draghi.
L’attuale, severa ed imponente facciata a tre piani del Christiansborg, dominata dall’alta torre con guglia rivestita in rame, sorge sul sito ove, nel 1167, il vescovo Absalon fece costruire la fortezza che ha rappresentato il nucleo originario della città. Di lunga e tormentata storia (dalla demolizione del 1249 quando la città cadde nelle mani degli armati provenienti da Lübeck, al devastante incendio del 1884 nonostante le tecniche antincendio all'avanguardia messe in opera nel 1828), solo nel 1907 si pose mano per l’edificio attuale, in stile eclettico di forme rococò. Oggi ospita il Folketing (Parlamento), la Corte Suprema, gli uffici del Governo e le sale di rappresentanza della corte. Nel sottosuolo sono le Ruinerne af Bispeborgen og Københavns Slot, rovine delle costruzioni dei sec. XII-XIV.
Il Frederiksholms Kanal dà accesso, attraverso il Marmorbroen e le edicole con le armi reali, al Christiansborg Ridebane (cortile del maneggio), circondato da una cortina alberata cui fanno da sfondo le facciate delle due ali del castello, precedute dal cortile interno col monumento equestre del re Christian IX (1927); chiudono gli altri tre lati i Ridebaneanlægget (1733-45). Gli archi a destra dell’ala sud portano al cortile Rigdagsgården, fronteggiato dall’edificio del Rigsarkivet; le sue arcate portano a loro volta ad un giardino alberato con fontana, sul quale si affaccia la Kongelige Bibliotek, fondata nel 1670 e il cui edificio attuale (1906) è in stile eclettico in forme barocche e gotiche.
Alle 16.50 siamo ancora davanti a un treno, ci saliamo e poco dopo l'avventura col controllore: pare che il "adkjvnlad" della signora di questa mattina volesse significare il dover obliterare il biglietto qualcosa come cinque volte (forse per via delle fasce urbane, extraurbane, cose così). Il rimedio al nostro aver timbrato una sola volta è uno strappo deciso al fianco dei nostri ticket. Gentilmente, una signorina danese poi ci spiega così il funzionamento delle cinque volte: "adkjvnlad" (?!?!?) ... noi "Ok" (falsi come Giuda!).