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PRECURSORI SISMICI S.D.T. (Segnali Dalla Terra)




La nostra Sezione "Verona EST" di San Martino Buon Albergo aderisce in collaborazione con il Friuli Experimental Seismic Network (F.E.S.N.) di Pozzuolo del Friuli (UD) http://www.fesn.org
al Progetto Nazionale A.R.I. per lo studio e lo sviluppo del sistema
 " Precursori Sismici Elettromagnetici " (P.S.E.)
 
 
 
SENZA ALCUNA PRETESA PREDITTIVA SUGLI EVENTI SISMICI
 
 
 
La stazione è attiva 24 ore su 24

  

 
Di seguito alcuni particolari costruttivi dell'antenna ricevente..
 

                                         

 

 
..ed il suo posizionamento
 
                                                  
 

                           
     Il programma da noi utilizzato, si chiama "Predictor",sviluppato da Violi Roberto, docente e collega radioamatore IK1XHH

 
 

 

Dal sito della Rete Sismica Sperimentale del Friuli (F.E.S.N.)

 

Le modificazioni geofisiche del suolo contengono spesso indicazioni misurabili che possono essere studiate allo scopo di evidenziare segnali che, se correttamente interpretati, possono essere annoverati tra i precursori sismici.
Tra le modificazioni che coinvolgono l'elettromagnetismo, vi sono modificazioni della conduttività, variazioni locali del campo magnetico e altre manifestazioni legate alle emissioni di radioonde.
La capacità della roccia di emettere radioonde varia tra frequenze che partono dalle ULF, fino a frequenze dell'ordine delle UHF.
Sono numerosi gli studi specifici in questo campo, e alcuni effettuano il monitoraggio di ben precise frequenze ritenendole più promettenti come probabili precursori.
Le diverse caratteristiche degli strati rocciosi e delle profondità ipocentrali, pongono seri limiti alla ricerca in questo campo, infatti caratteristiche geologiche diverse possono rispondere al fenomeno in modalità anch'esse diverse, vanificando l'esportabilità dei risultati di studi effettuati su determinate aree.
L'esportazione quindi dei risultati delle ricerche in questo campo può dimostrarsi non facile né offrire certezze. Tuttavia, la possibilità di effettuare misurazioni con strumenti semplici e di basso costo e la realizzazione di una rete sperimentale amatoriale, può essere un'ottima occasione per effettuare della ricerca applicata, essendo le apparecchiature e le energie necessarie messe interamente a disposizione di appassionati.
La possibilità inoltre di avvalersi di studi di carattere universitario dai quali partire e di rendere partecipi gli enti ufficiali nello studio dei possibili risultati, rende particolarmente valido questo tipo di approccio sotto molti punti di vista.
Lo studio proposto comprende il monitoraggio del rumore di fondo della banda delle onde VLF (tra 0,03 e 300 KHz e le variazioni dovute alle emissioni di radioonde provocate dal fenomeno della dilatanza delle rocce sottoposte a compressioni di origine sismica.

 
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