PROTOCOLLO PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA
Triennio 2025/2028
Il Protocollo di Inclusione nasce dall’esigenza di individuare e adottare pratiche inclusive chiare e condivise dall'intera comunità scolastica. Esso costituisce parte integrante del PTOF e va inteso come un percorso di potenziamento delle competenze gestionali e organizzative dell’Istituto. Esso comprende le indicazioni relative alle:
procedure di richiesta, certificazione e documentazione degli alunni con disabilità e/o degli alunni con altri Bisogni Educativi Speciali
la consegna e la consultazione delle stesse presso gli uffici di segreteria scolastica
la redazione, il monitoraggio e la valutazione finale dei PDP/PEI/PFP.
Orientare l’azione scolastica secondo le linee guida di un Protocollo di Inclusione, studiato per accogliere in maniera efficace gli studenti con Bisogni Educativi Speciali, significa fare in modo che questi siano parte attiva del contesto scolastico, senza discriminazione alcuna. Questo per assicurare a tutti, anche e soprattutto agli alunni in difficoltà, il diritto allo studio e al successo formativo.
La realizzazione del Protocollo intende sottolineare come il nostro Istituto si impegni a riconoscere e valorizzare la realtà individuale, sociale e familiare di ogni alunno, proponendo un'offerta formativa altamente personalizzata nell’individuazione di specifici obiettivi, nell’attuazione di efficaci interventi educativo-didattici e nell’adozione di funzionali strumenti di valutazione.
I destinatari del Protocollo sono tutte le figure che a vario titolo (famigliari, dirigenti scolastici, docenti, educatori, assistenti alla persona...) perseguono l'obiettivo dell'Inclusione, scolastica e non, degli alunni presenti nell'Istituto.
La finalità del Protocollo consiste nella necessità di definire e orientare mansioni (cosa fare), modalità operative (come farlo) e tempistiche (quando farlo) di tutte le figure sopracitate.
L’organizzazione dell’area BES (alunni con Bisogni Educativi Speciali) in categorie e sottocategorie è regolata dal DM del 27/12/2012. Esso estende a nuove categorie di alunni con difficoltà il principio di personalizzazione scolastica introdotto dalla L. n° 53/2003 e dalla L. n° 170/2010.
AREA BES
Alunni con disabilità
Alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
Alunni con svantaggio socio-economico, linguistico e/o culturale
Alunni in condizione di ospedalizzazione o di istruzione domiciliare
Alunni con plusdota- zione cognitiva- intellettiva
Chi sono
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Alunni che presentano una minorazione fisica, psichica e/o sensoriale, che causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.
Alunni con:
Disabilità fisica
Disabilità sensoriale (visiva e uditiva)
Disabilità psichica
Deficit Intellettivo
Sindromi genetiche
Disturbo dello spettro autistico
- Disturbo del linguaggio (severo)
Questi disturbi interessano specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo appropriato all’età anagrafica.
Alunni con:
Dislessia - Discalculia
Disgrafia; - Disortografia
Disprassia
Disnomia (disturbo del linguaggio)
ADHD (deficit attentivo e/o ipercinetico)
Disturbo del linguaggio (lieve)
Alunni con difficoltà socio- economica, linguistica e/o culturale, che costituisce un ostacolo per lo sviluppo cognitivo, affettivo, relazionale e/o sociale.
Alunni con (e/o):
- NAI (Neo Arrivati in Italia)
- Situazione di deprivazione linguistica, culturale, economica e sociale.
Alunni ospedalizzati per patologie gravi e richiedenti lunga degenza.
Alunni ad alto potenziale intellettivo.
La valutazione diagnostica, accertamento e/o rinnovo (solo per alunni con disabilità e/o Disturbo Specifico dell’Apprendimento)
La famiglia, o chi ne fa le veci, tramite richiesta del medico di base richiede, spontaneamente o su segnalazione del personale scolastico, una valutazione diagnostica presso l’ASL.
Lo stato clinico degli alunni con BES (con disabilità e/o con Disturbi Specifici di Apprendimento) viene descritto in seguito a una valutazione diagnostica. Gli specialisti delle varie strutture sanitarie (logopedisti, psicologi, neuropsichiatri infantili...) forniscono una documentazione di quanto appurato durante i vari controlli. Una commissione medico-legale dell’ASL riconosce l’eventuale diagnosi clinica di disabilità.
Esistono due tipologie di documentazione rilasciata al termine della valutazione:
Per alunni con disabilità: Diagnosi Funzionale (DF) e Profilo Dinamico Funzionale (PDF) (sostituiti, come da normativa vigente, dal Profilo di Funzionamento – PF)
Per alunni con Disturbo Specifico d’Apprendimento: certificazione diagnostica DSA ai fini scolastici
Solo in caso di alunni con disabilità già in possesso di una valutazione sanitaria, al fine di attivare l’erogazione di tutte le risorse utili (economiche, legali, scolastiche...) sarà necessario richiedere l’accertamento di tale condizione presso gli uffici INPS del territorio. Tale richiesta può essere inoltrata da qualsiasi patronato.
Gli uffici INPS, dopo aver valutato la documentazione degli specialisti sanitari e aver incontrato l’alunno e la famiglia, o chi ne fa le veci, riconoscono, ai sensi della L 104/1992, la condizione di disabilità in età evolutiva e autorizzano l’erogazione delle suddette risorse.
Le documentazioni sanitarie, e gli accertamenti INPS in caso di alunni con disabilità, dovranno essere consegnate presso le segreterie scolastiche al fine di attivare le necessarie risorse didattiche ed educative.
Necessari per la richiesta dell’insegnante di sostegno sono:
La Diagnosi Funzionale (o il Profilo di Funzionamento)
Il Verbale di Accertamento
L’aggiornamento e il rinnovo di queste documentazioni varia a seconda della specifica patologia e a seconda del parere delle commissioni certificanti. Tendenzialmente questi sono previsti in occasione del passaggio da un ciclo scolastico all’altro o in concomitanza di evidenti cambiamenti dello stato di salute dell’alunno. In alcuni casi la scadenza della loro validità viene fatta coincidere con il termine degli studi scolastici.
Le risorse attivate dalla scuola e la documentazione scolastica prodotta (per tutti i tipi di alunni con BES: PEI, PDP, PFP, PPA...)
Eventuali risorse (dove previste) richieste dalla scuola sotto indicazione della certificazione medica dell’alunno (se prevista)
Documentazione scolastica prodotta
Alunno con disabilità
Docente di Sostegno
Educatore scolastico
Assistente igienico-personale
Assistente all’autonomia / alla comunicazione
Trasporto scolastico
PEI (Piano Educativo Individualizzato):
Come da DM 182 del 29 dicembre 2020:
PEI con percorso ordinario (per alunni che seguono la programmazione della classe che svolgono verifiche identiche a quelle dei compagni)
PEI con percorso personalizzato (per alunni che perseguono obietti-vi minimi di apprendimento e che svolgono verifiche equipollenti)
PEI con percorso differenziato (per alunni che non seguono la programmazione della classe e che svolgono verifiche non equipollenti)
Il PEI costituisce il modello di osservazione, descrizione e progettazione operativa e valutativa riferiti all’alunno con disabilità. Il PEI viene co-redatto ogni anno dal docente di Sostegno, dall’intero Consiglio di Classe, dalla famiglia e dall’alunno, se in grado. Alla redazione del PEI partecipano, ove possibile, anche tutte le figure mediche, assistenziali e/o educative (Neuropsichiatra Infantile, assistente sociale, educatore scolastico e/o domiciliare, terapisti...). Viene formalmente sottoscritto all’inizio dell’anno scolastico in occasione del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione scolastica). Il PEI prevede revisioni periodiche in corso e in fine d’anno. Prevede anche ipotesi di attivazione di risorse per il successivo anno scolastico. L’intero Consiglio di Classe e le ulteriori figure educative e/o assistenziali sono tenute al pieno rispetto delle modalità compilative e delle indicazioni educative e didattiche ivi espresse.
Linee Guida MIUR compilazione PEI
Alunno con DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento)
Educatore scolastico
Utilizzo di strumenti compensativi (mappe concettuali, calcolatrice...)
Misure dispensative (riduzione del numero di esercizi...)
PDP (Piano Didattico Personalizzato):
Il PDP è il documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con DSA. Il PDP viene redatto dall’intero Consiglio di Classe una volta acquisita la diagnosi specialistica e dopo aver ascoltato la famiglia e, se necessario, gli specialisti. In fase di compilazione l’intero Consiglio di classe definisce gli strumenti compensativi e le misure dispensative più efficaci rispetto ai bisogni specifici dell’alunno. Ogni docente del Consiglio di Classe è tenuto alla compilazione e al rispetto delle indicazioni stabilite nel PDP. Il PDP va redatto e formalizzato ogni anno entro i primi tre mesi dall’inizio dell’attività scolastica.
Alunno con svantaggio socio- economico- culturale
(no certificazione medica)
Il Consiglio di Classe, anche su suggerimento della famiglia e/o dei Servizi Territoriali (sanitari e/o sociali), individua gli alunni rientranti in tale categoria.
Personalizzazione del percorso didattico ed educativo e/o
Corso di Italiano L2 per alunni NAI (alunni Neo Arrivati in Italia)
Utilizzo di strumenti compensativi (mappe concettuali, calcolatrice...) e/o
Misure dispensative (riduzione del numero di esercizi,..)
PDP (Piano Didattico Personalizzato):
Il PDP è il documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con svantaggio socio-economico-culturale. Il PDP viene redatto dall’intero Consiglio di Classe una volta acquisita la diagnosi specialistica e dopo aver ascoltato la famiglia e, se necessario, gli specialisti. In fase di compilazione l’intero Consiglio di classe definisce gli strumenti compensativi e le misure dispensative più efficaci rispetto ai bisogni specifici dell’alunno. Ogni docente del Consiglio di Classe è tenuto alla compilazione e al rispetto delle indicazioni stabilite nel PDP. Il PDP va redatto e formalizzato ogni anno entro i primi tre mesi dall’inizio dell’attività scolastica.
Alunno praticante sport a livello agonistico
Sotto indicazione delle famiglie e previa certificazione della specifica attività sportiva presso la segreteria scolastica.
- Personalizzazione del percorso didattico ed educativo
PFP (Progetto Formativo Personalizzato):
Il PFP è il documento che indica quali azioni il Consiglio di Classe decide di adottare nei confronti degli alunni praticanti sport a livello agonistico. Il PFP rileva strategie didattiche ed educative in grado di sostenere gli alunni nei loro percorsi di formazione scolastica e sportiva. Il PFP viene compilato dall’intero Consiglio di Classe e ogni docente appartenente a esso è tenuto al rispetto delle indicazioni stabilite in fase di compilazione.
Alunno in condizione di ospedalizzazione o di istruzione domiciliare
Il percorso di Istruzione Domiciliare- Scuola in ospedale viene attivato su indicazione dell’ospedale presso cui l'alunno è ricoverato o su indicazioni del medico curante (a seconda del tipo di patologia) coordinata alla richiesta da parte della famiglia. Tali richieste vengono formalizzate attraverso la compilazione di due moduli, rispettivamente il modulo S e il modulo G, i quali devono essere inviati alla segreteria scolastica.
Il percorso può essere richiesto ed attivato per periodi di assenza dello studente di almeno 30 giorni (anche non continuativi) con l’obiettivo di tutelare due diritti costituzionalmente garantiti: il diritto alla salute e all’istruzione rivolto ad una fascia di alunni con difficoltà.
PDP o PPA (piano personalizzato di Apprendimento)
Una volta ricevuta l'opportuna documentazione da parte della segreteria, l’intero Consiglio di classe predispone il PDP o PPA per l’alunno con difficoltà.
Il PPA è un documento redatto per alunni in istruzione domiciliare e/o ospedalizzati di scuola secondaria di II grado per un periodo superiore ai due mesi, che individua: saperi essenziali, competenze, metodologie e modalità/tempi di valutazione per il periodo durante il quale sono assenti da scuola.
Il percorso di Istruzione domiciliare prevede sia lezioni online (in talune patologie) sia presso l’abitazione dello studente, con un monte ore pari a 6/7 a settimana. È fondamentale individuare per ciascuna disciplina i contenuti essenziali e le competenze che si intendono sviluppare nello studente, opportunamente indicati nel PDP o nel PPA. Il CDC nella ripartizione oraria, predilige le materie d’indirizzo. Ciascun membro del consiglio di classe avrà il suo registro per le attività di istruzione domiciliare relativo a:
al monte ore complessivo individuato nel PDP/PPA
all’attività svolte con l’alunno
all’attestazione prove di verifica effettuate
Il docente che si reca a casa dello studente in regime di Istruzione domiciliare porta con sé il registro che fa firmare da un familiare. Ogni docente del Consiglio di Classe è tenuto alla compilazione e al rispetto delle indicazioni stabilite nel PDP.
Alunni con plusdotazione cognitivo- intellettiva
Il Consiglio di Classe individua gli alunni rientranti in tale categoria.
- Personalizzazione del percorso didattico ed educativo
PDP (Piano Didattico Personalizzato):
Il PDP è il documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni ad alto potenziale. Il PDP viene redatto dall’intero Consiglio di Classe una volta acquisita la diagnosi specialistica e dopo aver ascoltato la famiglia e, se necessario, gli specialisti. In fase di compilazione l’intero Consiglio di classe definisce gli strumenti compensativi e le misure dispensative più efficaci rispetto ai bisogni specifici dell’alunno. Ogni docente del Consiglio di Classe è tenuto alla compilazione e al rispetto delle indicazioni stabilite nel PDP. Il PDP va redatto e formalizzato ogni anno entro i primi tre mesi dall’inizio dell’attività scolastica.
Il Dirigente Scolastico istituisce e nomina all’inizio di ogni anno scolastico uno o più referenti per il Sostegno e una Commissione Inclusione.
Il Dirigente Scolastico definisce i partecipanti di questa Commissione scegliendoli tra i docenti specializzati. La Commissione opera con il duplice obiettivo di tutelare ogni studente in difficoltà e di formare e modificare il contesto scolastico (docenti, alunni, spazi, routine, protocolli educativi e didattici...) affinché tali studenti, con particolare attenzione agli alunni con BES, vivano una reale e attiva partecipazione scolastica.
In seguito, viene istituito il GLI, Gruppo di Lavoro per l’Inclusione, che si occupa di collaborare alle iniziative educative e di inclusione predisposte dal PTOF. Compito principale del GLI è la redazione del PAI, o Piano Annuale per l'Inclusione, il documento con cui ogni istituto scolastico valuta e definisce i bisogni educativi e/o formativi dei suoi studenti, organizza e predispone gli interventi necessari su tale fronte e ne monitora gli esiti.
Verso la fine del secondo mese di attività scolastica viene realizzato il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo), una riunione in cui vengono sottoscritti ufficialmente i PEI (Piani Educativi Individualizzati). Il GLO si svolge, preferibilmente, a seguito del Consiglio di Classe durante il quale vengono analizzati anche i vari PDP, PFP e PPA destinati agli altri alunni con BES. Nel corso dell’anno scolastico vengono indetti i GLO di verifica intermedia e finale del PEI.
A livello territoriale sono inoltre istituiti: i Gruppi di Lavoro per l’Inclusione Territoriale (GLIT) e/o Provinciale (GLIP) e/o Regionale (GLIR); al fine di coordinare gli sforzi d’Inclusione delle scuole di un determinato territorio.
Gli attori del contesto scolastico non sono autorizzati alla divulgazione, esterna al Consiglio di Classe, dei dati sensibili degli alunni con BES. I docenti impiegati nella compilazione del PEI-PDP-PFP, possono reperire le informazioni relative ai loro studenti consultando le documentazioni depositate presso la segreteria scolastica e/o visionabili attraverso Registro Elettronico/dominio istituzionale. Essi potranno appuntarsi le informazioni ricopiandole dalla documentazione presente, ma in nessun modo potranno fotocopiarla e/o fotografarla.
Le uscite didattiche ed i viaggi di istruzione rientrano nelle attività didattiche e formative e vengono programmate dai docenti, i quali, in relazione alle classi, ai bisogni formativi degli alunni ed alle situazioni presenti tra di essi, devono prospettare uscite alle quali tutti gli alunni possano partecipare.
La nota del MIUR n. 645/02, precisa che i viaggi d’istruzione rappresentano “un’opportunità fondamentale [...] per l’attuazione del processo di integrazione scolastica”. Di conseguenza, nel caso di presenza in classe di uno o più alunni con disabilità che possa pregiudicare la partecipazione, si demanda alla ponderata valutazione dei competenti organi collegiali di provvedere, in via prioritaria, alla opportuna valutazione e scelta della meta oggetto di visita
o viaggio, alla designazione di un qualificato accompagnatore (vedi CM 14/10/1992 n.91), nonché di predisporre ogni altra misura necessaria (eventuali trasporti alternativi rimborsati, accompagnatore aggiuntivo, ecc.). Nello specifico:
· In fase di valutazione e scelta della meta di viaggio, gli organi collegiali competenti terranno conto, in concreto, degli studenti destinatari dell’attività, sì da porre tutte le condizioni affinchè la partecipazione sia effettivamente accessibile a tutti gli studenti, onde rimuovere barriere di ordine logistico, economico o altro che impedisca una piena inclusione.
· La valutazione dell’organizzazione logistica del viaggio o dell’uscita didattica – in termini di trasporti, percorsi a piedi, strutture per il pernottamento, etc.... – laddove possibile terrà conto della prossimità rispetto a presidi sanitari in caso di situazioni di emergenza e in ogni caso sarà tale da non originare occasioni di eccessiva distanza chilometrica tra lo studente con disabilità, l’accompagnatore e il resto della scolaresca.
· Con riferimento agli accompagnatori, ove nelle scolaresche in partenza via sia almeno uno studente con disabilità grave, previa valutazione del caso da parte del Consiglio di Classe coinvolto, sarà possibile consentire la partecipazione ad un ulteriore docente accompagnatore appartenente al medesimo Consiglio di Classe, in aggiunta al docente di sostegno (o altro qualificato) ed agli accompagnatori numericamente previsti per ex lege per l’intero gruppo.
· In via eccezionale e previa valutazione del Consiglio di Classe interessato, in presenza di alunni con particolari esigenze di salute e/o assistenziali documentate da certificati medici sarà possibile prevedere la partecipazione all'uscita didattica o al viaggio d'istruzione di un familiare ovvero di un tutore, in ogni caso muniti di opportuna polizza assicurativa.
· Laddove, per impedimenti oggettivi e insormontabili, non sia in alcun modo possibile attuare le predette misure, ciascun Consiglio di Classe interessato organizzerà un'uscita didattica alternativa e/o aggiuntiva per l'intera classe che permetta la partecipazione anche dello studente con disabilità, al fine di attuare una effettiva inclusione che non pregiudichi l’esperienza didattica.
· In tutte le situazioni in cui vi sia almeno uno studente con disabilità sarà prevista la partecipazione del Referente accessibilità visite e viaggi di istruzione al Consiglio di classe di programmazione. Quest’ultimo, nelle fasi successive, si interfaccerà con la Funzione Strumentale per i Viaggi di istruzione.
Le modalità esecutive delle verifiche scritte e orali, e i relativi criteri valutativi riferiti agli alunni con BES sono definiti dal Consiglio di Classe in fase di definizione degli appositi piani educativi e didattici (PEI ordinario, PEI personalizzato, PEI differenziato, PDP, PFP, PPA..). Tali modalità esecutive e tali criteri valutativi, ove previsti, vengono adottati anche in corso d’Esame di maturità. In tale occasione per gli studenti che perseguono obiettivi minimi (PEI personalizzato) sono previste prove equipollenti. Quest’ultime prevedono contenuti personalizzati rispetto a quelli delle prove ministeriali, secondo modalità di somministrazione già adottate nel corso dell’anno scolastico.
In caso di alunni con disabilità con PEI personalizzato o PEI differenziato le prove scritte e orali, durante l’anno scolastico e durante l’Esame di Stato, vengono predisposte dai docenti del Consiglio di Classe dell’alunno, e in particolare dal docente di Sostegno. Le prove e i giudizi definiti da un PEI differenziato non permettono l’ottenimento del Diploma; ma di un Attestato di credito formativo (come da DL 13 aprile 2017, n. 62).
Le modalità esecutive e i criteri valutativi degli alunni con disabilità vengono descritte dal Consiglio di Classe all’interno del PEI ai punti 8.2 (Modalità di verifica) e 8.3 (Progettazione disciplinare).
L'obiettivo dei percorsi di Formazione scuola-lavoro è quello di fare in modo che gli studenti possano acquisire, oltre alle nozioni scolastiche, competenze che potranno poi utilizzare nel mondo del lavoro. Per gli alunni con disabilità si terrà conto del tipo di deficit, della condizione psicofisica e del PEI.
I riferimenti normativi indicano quanto segue:
D.L. 77/2005 (“Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola- lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53”), art. 4 comma 5: "I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono dimensionati, per i soggetti disabili, in modo da promuoverne l’autonomia anche ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro."
D. Lgs. 66/2017, art. 7 comma 2: "Il PEI [..] definisce gli strumenti per l’effettivo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, assicurando la partecipazione dei soggetti coinvolti nel progetto di inclusione."
Gli studenti con disabilità che hanno una programmazione equipollente alla classe, perseguiranno nei percorsi di alternanza gli stessi obiettivi della classe favorendo, insieme all’acquisizione delle competenze, l’autonomia.
Per coloro che hanno una programmazione differenziata gli obiettivi dei progetti di Formazione scuola-lavoro si baseranno sull’acquisizione di competenze che permettano agli studenti di muoversi in piena autonomia nell’ambito familiare ma anche nel contesto sociale e, se possibile, lavorativo.
I percorsi previsti sono tre: aziendale, scolastico, altro. L’alternanza scuola-lavoro può essere differente a seconda se si tratta di licei o istituti tecnici/professionali. Saranno infatti le discipline studiate ad originare percorsi differenti.
Particolare rilievo ha l’individuazione del tutor interno, che dovrà seguire lo studente con disabilità, e che può essere identificato nel docente di sostegno o nell’assistente educatore, e quella del tutor esterno, aziendale o della struttura ospitante.
Compito del docente specializzato o dell’assistente educatore è quello di informare (con il consenso dei genitori/tutori) il tutor esterno sulle caratteristiche psicofisiche dello studente e delle sue determinanti nel rapportarsi con gli altri.
Di norma è il tutor esterno che alla fine del percorso, produce un report di valutazione e monitoraggio dei livelli di competenza raggiunti dallo studente con disabilità. I report del tutor aziendale saranno acquisiti dal Consiglio di classe per la valutazione dell’intero percorso di alternanza dello studente con disabilità.
Questi dati, infine, saranno introdotti nel PEI, specificando:
Obiettivi di competenza del progetto formativo;
Tipologia del contesto con l’indicazione delle barriere e dei facilitatori nello specifico contesto ove si realizza il percorso;
Tipologie di attività (es: incontro con esperti, visite aziendali, impresa formativa simulata, project work in e con l’impresa, tirocini, progetti di imprenditorialità ecc.) e modalità/fasi di svolgimento delle attività previste;
Monitoraggio e valutazione;
Coinvolgimento della rete di collaborazione dei servizi territoriali per la prosecuzione del percorso di studi o per l’inserimento nel mondo del lavoro;
Osservazioni dello studente o della studentessa.
Con l’approssimarsi del termine del percorso scolastico i docenti del Consiglio di Classe, e in particolare i docenti di Sostegno, individuano insieme alla famiglia e all’alunno i futuri percorsi formativi e/o lavorativi degli studenti con BES.
I Consigli di Classe vengono ulteriormente supportati dai referenti per l’Orientamento in uscita e dagli eventuali servizi sociali che hanno in carico lo studente e la famiglia.
Per gli studenti che conseguono il Diploma vengono ipotizzati comuni percorsi di formazione post-diploma (Università) e/o altri percorsi di formazione/lavorativi. Per gli studenti che ottengono l’Attestato di credito formativo vengono ipotizzate invece partecipazioni alle attività di Centri Diurni, Servizi di Formazione all’Autonomia e/o Centri Socio-Educativi.