Analisi Storica
di Margherita Coerezza
di Margherita Coerezza
Nel corso della sua storia, il lago di Varese è stato venduto molteplici volte, e ha quindi avuto numerosi proprietari. Alle nostre orecchie ciò può sembrare strano, perché siamo cresciuti con l'idea che il lago fosse di tutti, ma anni fa non era così.
Innanzitutto, il lago di Varese entrò in contatto con l'uomo già nel 4500 a.C. circa. Esso visse nelle palafitte ed era solito spostarsi grazie alle piroghe. Il principale insediamento era situato sull'isola Virginia.
Durante l'epoca romana e il Medioevo, il lago divenne particolarmente importante per l'economia grazie alla pesca. A proposito di pesca, nel 1423 venne emesso un decreto con cui si riservavano i diritti patrimoniali sul lago (appunto la pesca, poi anche l'uccellagione e la raccolta delle canne). I feudatari, però, fecero ricorso, riottenendo il diritto di praticare le attività.
In seguito, nel 1652, venne introdotto il diritto che includeva pescare, far pescare o proibire la pesca da Francesco Biglia, Vescovo di Pavia. Nel 1783 il conte Vitaliano Biglia (erede del Vescovo) cedette i diritti al marchese Pompeo Litta e alla consorte, facendo diventare entrambi i proprietari del lago di Varese. Nonostante ciò, Biglia si tenne il diritto di pescare. Durante il 1806 nacque un consorzio che mirava all'abbassamento delle acque del lago di Varese di 4,3 metri, in modo da ottenere dei terreni coltivabili. Nel 1809, però, fu effettuato solo un piccolo abbassamento.
Successivamente, nel 1864 il lago di Biandronno fu venduto dal duca Antonio Litta Visconti Arese (figlio di Pompeo) a Giuseppe Quaglia. L'anno seguente, Antonio vendette il lago di Varese ad Andrea Ponti, ottenendo in cambio le acque di quello di Biandronno.
Oggi, questo meraviglioso lago non ha un unico proprietario, come è giusto che sia, bensì è di tutti noi, che abbiamo il compito di prendercene cura.