Analisi storica
di Ariel Florio
di Ariel Florio
L'acqua, dolce o salata, ha rappresentato un punto di riferimento per l'uomo in tutte le fasi dell'evoluzione dell'umanità.
In particolare, i laghi sono al centro dell'interesse degli umani perché, essendo circondati dalla terra e avendo pochissimi sbocchi nelle acque correnti, sono un ecosistema chiuso; perciò, nelle epoche storiche che si sono via via succedute, si sono presentati come terreno fertile per lo sviluppo delle comunità.
Poiché il lago di Monate ha origine glaciale e quindi molto antica, l'uomo ha lasciato dietro di sé numerosi resti e testimonianze del passato. Le sponde di questo piccolo lago sono infatti segnate dalla storia fin da età remota, mostrando tracce del suo passato preistorico, romano e medievale.
Il lago di Monate è sempre stato considerato un'importante fonte di risorse alimentari e i suoi diritti di pesca sono appartenuti, per moltissimi anni, ad importanti famiglie tra cui la famiglia Borghi la quale, a fine Ottocento, ha anche finanziato alcune tra le molte campagne archeologiche condotte nei laghi del circondario di Varese. L'insieme dei reperti recuperati ha consentito di acquisire informazioni sull'economia delle popolazioni che hanno abitato le zone circostanti il lago di Monate nell'età del Bronzo. Si può affermare che le attività economiche principali erano l'agricoltura, la caccia e la raccolta, oltre che una limitata attività legata alla lavorazione del bronzo e alla tessitura, praticata principalmente per le esigenze della comunità.
Tra i ritrovamenti più importanti nel lago di Monate si possono annoverare quelli palafitticoli, in particolare tre stazioni preistoriche, dove gli scavi hanno portato alla luce utensili, oggetti vari in ceramica, asce in pietra levigata e persino quattro piroghe monossili, caratterizzate da fondo piatto e fiancate basse, ricavate da un unico tronco d'albero scavato e datate 2500 a.C.
Purtroppo il raschiamento del fondo per prelevare i manufatti, effettuato per lo più con una draga, ha compromesso ogni informazione sull'esatta giacitura dei reperti e quindi la loro datazione stratigrafica.
I resti delle palificazioni si trovano ora sommersi a circa 50 metri dalla sponda del lago e ad una profondità compresa tra i 2 e i 6 metri. Nella sua fase di vita, il villaggio si trovava in prossimità della riva, in zona asciutta, ed era protetto sul lato verso terra da alcune palizzate in legno di quercia, che venivano abbattute e sostituite man mano che questo cresceva da un punto di vista demografico e doveva perciò essere ampliato.
Le tre stazioni preistoriche sono state così denominate:
E' sita nel comune di Cadrezzate a circa 50 metri dalla riva e si estende per una superficie complessiva di 7000 mq., a forma di rettangolo, con il lato più lungo parallelo alla costa, ad una profondità media che va da 2 a 6 metri.
Posto anch'esso nel comune di Cadrezzate, a circa 30 metri dalla spiaggia, l'insediamento si estende su una superficie di 600 mq. La vegetazione subacquea ha invaso gran parte della superficie, ostacolando in modo significativo ogni tentativo di ricerca.
E' situata nel territorio di Travedona Monate, a 30 metri dalla riva e ad una profondità che va dai 2 ai 5 metri. Il complesso è caratterizzato da un grande ammasso di cumuli sassosi da cui emergono le estremità dei pali, ben squadrati, che si elevano a 30 cm dal fondo del lago.
In epoca molto più recente, vicino al lago di Monate e al suo "gemello" lago di Comabbio, transitava la "via Mercantesca", che da Novara si dirigeva verso il nord Europa, motivo per cui presto sorsero rifugi, ostelli, monasteri, chiese e residenze.
Da sempre i due laghi furono considerati una ricchezza, in particolare dal punto di vista della pesca, che nelle loro acque si è sempre praticata.