Le tappe dell'esilio
di Caserta Emilio e Pastore Riccardo
di Caserta Emilio e Pastore Riccardo
Dante Alighieri fu condannato per baratteria, frode, falsità, dolo, malizia, inique e pratiche estorsive; la sua condanna è pari a 5.000 fiorini di multa. Dante fu esiliato da Firenze perché faceva parte dei guelfi bianchi. I guelfi bianchi volevano che il papa non fosse coinvolto negli affari interni di Firenze, i guelfi neri, al contrario, volevano che il papa fosse coinvolto negli affari politici di Firenze.
L' esilio di Dante durò quasi vent'anni, dal 1302 al 1321, anno della sua morte.
Dante in questo periodo d’ esilio intraprese un viaggio rimanendo sempre nel Italia settentrionale ospitato presso comuni governati da suoi alleati.
Le tappe del viaggio in ordine cronologico furono:
Ospitato da Bartolomeo Della Scala, Dante soggiornò a Verona per due anni, dal 1302 al 1304. Durante questo periodo, scrisse opere importanti come: De vulgari eloquentia, Convivio (la prima parte), ma anche delle richieste di agevolazioni della sua pena. Ritornò una seconda volta a Verona nel 1313 fino al 1318, dove scrisse: "Quaestio de Aqua et Terra".
Nel 1865, Ugo Zannoni scolpì al centro della Piazza dei Signori, una statua di Dante, che poi rese famosa la piazza come "Piazza Dante".
Dopo la morte di Bartolomeo Della Sala (1305), Dante vagò per molti paesi, fino a stabilirsi in Lunigiana, presso la corte dei Malaspina, ospitato del Conte Marcello, che era stato condottiero dei Guelfi Neri nella Battaglia di Pistoia. Rimase in Lunigiana dal 1304 al 1305.
Dante si trasferì a Lucca nel 1308, presso una nobildonna, Gentucca, con la quale ebbe una breve relazione sentimentale. In quest'anno terminò il Convivio, e iniziò a scrivere il De Monarchia.
Nel 1311, Dante, venne ospitato dal Conte Brandino nel castello di Porciano. Durante quest'anno scrisse la più importante opera politica in cui espose il suo pensiero sulle forme di governo: De Monarchia.
La penultima tappa dell'esilio è Venezia. Guido Novello mandò Dante, dal Doge Giovanni Soranzo a Venezia (1321), per un'ambasceria. Nonostante le sue precarie condizioni fisiche, Dante non poté rifiutare; ma durante il viaggio di ritorno si ammalò di febbre malarica che lo portò alla morte.
Dante giunge a Ravenna due volte: la prima nel 1318, presso la corte di Guido Novello da Polenta; invece la seconda visita a Ravenna fu l'ultima tappa dell'esilio, dove morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321, colpito da febbre malarica. Ravenna è ancora oggi il luogo in cui si trova la tomba di Dante.
La tomba di Dante a Ravenna