L'Inferno
di Orlando Andrea, Stefano Zullo
di Orlando Andrea, Stefano Zullo
Il regno della dannazione è rappresentato da Dante come un cono rovesciato la cui base è posto sotto l'emisfero delle terre emerse e il cui vertice giunge al centro della terra. L’Inferno si apre sotto la città di Gerusalemme che si è creato dalla caduta di Lucifero, precipitato sulla Terra da Dio e conficcatosi al centro di quest’ultima.
Oltrepassata la selva, l’Antinferno (dove si trovano gli ignavi) e il Limbo dove si trovano i non battezzati , morti prima di Cristo tra cui Virgilio, si entra nell’Inferno vero e proprio. Il I cerchio è occupato dal Limbo . Nel II cerchio si trova Minosse che ha il compito di assegnare le pene a ogni dannato e i lussuriosi. Seguono nel III cerchio i golosi , nel IV gli avari e i prodighi , nel V gli iracondi e gli accidiosi. Dante e Virgilio successivamente raggiungono il basso Inferno custodito da diavoli dove sono puniti i peccati più gravi. Nel VI cerchio si trovano gli eretici, poi il VII è(diviso in tre gironi ), ed è la sede dei violenti: quelli contro il prossimo, i violenti contro se stessi e quelli contro le proprie cose, infine i violenti contro Dio , contro la natura e contro l’arte. Nell’VIII cerchio invece si trovano i simoniaci , i barattieri, i consiglieri fraudolenti e i ladri. Dall’VIII cerchio, attraverso il pozzo dei giganti, si giunge al IX( diviso in quattro zone, La Caina, l'Antenora, la Tolomea e la Giudecca, nel cui ghiaccio sono immersi i traditori dei parenti . L’Inferno infine termina al centro della Terra ,in cui sta infissa l’enorme mole di Lucifero, il quale, con tre bocche stritola i traditori per eccellenza: Giuda, Bruto e Cassio. Dopo un faticoso cammino attraverso uno stretto condotto naturale Dante e Virgilio escono dall’Inferno. Le pene che affliggono i dannati nell’Inferno sono assegnate in base alle colpe commesse nella vita. La pena è regolata dalla legge del contrappasso divisa per analogia e contrasto. L’ analogia è la perpetua ripetizione del peccato commesso, per contrasto la pena è l’opposto del peccato.