Ubicata nel cuore dello Jonio, Gallipoli è sinonimo di spiagge dorate, mare da favola, paesaggi straordinari, è la “Città Bella” dalla doppia anima: il sole, il mare, la vita notturna da un lato, il suo centro storico che ha visto avvicendarsi secoli di storia dall'altro.
Le sue stradine lastricate profumano di salsedine e storia: tra mura antiche, chiese barocche e palazzi signorili, si respira l’anima di un porto che per secoli ha vissuto di pesca e di commerci. Al tramonto, il sole accende d’oro i bastioni e il mare racconta silenziosamente la poesia di Gallipoli, città di mare e memoria.
Conosciuta anche come Duomo di Gallipoli, la cattedrale è dedicata alla patrona della città, Sant'Agata, ed è stata dichiarata monumento nazionale già nel 1940. La facciata principale è in carparo e presenta una ricchezza decorativa del barocco. Incisa sul frontone è la data 1696, anno in cui la cattedrale venne ultimata. Sono molti gli architetti che diedero il loro apporto tra cui il grande architetto-scultore Giuseppe Zimbalo. A rendere solenne l’interno della chiesa sono i dodici altari barocchi delle navate e l’altare maggiore, realizzato dall’artista tedesco Giorgio Aver con marmi policromi che ne esaltano la forma sfarzosa.
Lungo le navate laterali la pittura è l’indiscussa protagonista della chiesa, che diventa una vera e propria pinacoteca di tele del ‘600 e ‘700. Si possono, infatti, ammirare le numerose pale d’altare realizzate dai pittori gallipolini Giovanni Andrea Coppola e Giovan Domenico Catalano.
Per molti anni è stata considerata la più antica di Italia, con epoca di costruzione datata all’incirca al III secolo a.C., ma numerosi studi sembrano datarla presumibilmente in età rinascimentale. In origine posta in zona “Fontanelle”, presso quelle che erano una volta le terme gallipolitane, fu poi spostata fino all’attuale collocazione a ridosso dell’ingresso dell’isola del centro storico della città. La fontana, originariamente dotata di una sola facciata, nel 1765 fu arricchita ad opera del Comune dalla realizzazione di una seconda facciata. La facciata originale, che guarda a scirocco, è suddivisa in tre parti da quattro cariatidi che sorreggono l'architrave con un ricco decoro che riporta scene delle “Fatiche di Ercole”. Nei bassorilievi, sotto l’architrave, sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche Dirce, Salmace e Biblide che vennero trasformate in fonti perenni. Su questo capolavoro d’arte sono, poi, ben visibili delle scritte latine. Nella parte sottostante della fontana, infine, sono presenti tre vasche sorrette da altrettanti putti.
Nel corso del Settecento i processi di riorganizzazione agricola e di riconversione dei feudi improduttivi, favoriscono il trasferimento dei proprietari nelle loro residenze di campagna. La riconquista colturale determina un ridisegno del paesaggio agrario, con la proliferazione di ville e casini che si affiancano alle antiche masserie , a loro volta ampliate e riadattate alle nuove esigenze. Uno dei numerosi esempi è il "Casino Doxi Stracca", una villa storica situata ad Alezio, nell'entroterra di Gallipoli, nota per essere stata di proprietà della famiglia nobiliare Doxi Stracca. La tenuta include un palazzo e un rustico, è circondata da uliveti e vigneti, e oggi offre varie amenità come piscine, un giardino e una grande cappella ad uso dei proprietari.