Dopo quasi due anni di stop a causa delle restrizioni per il Covid-19 è finalmente tornato, più in forma ed esuberante di prima, il Laboratorio Teatrale.
Inquadrato, questa volta, all'interno della cornice istituzionale del Programma Operativo Nazionale (PON) del Ministero dell'Istruzione, il laboratorio ha potuto beneficiare della professionalità dell'attore e regista teatrale Marco Rodio.
Per un totale di 60 ore, con una media di 30 partecipanti, l'attività ha visto gli alunni cimentarsi in esercizi di improvvisazione, dizione e danza; confrontarsi con la complessa realizzazione di uno spettacolo originale, dall'idea iniziale alla rappresentazione su un palco; sfidare se stessi nel difficile compito di relazionarsi agli altri senza filtri e con fiducia; imparare l'importanza di gestire la propria emotività e incanalarla verso un obiettivo comune; condividere riflessioni, emozioni, spazio e tempo con i propri coetanei nella ricerca continua di un equilibrio tra la propria esigenza di esprimersi e quella dell'altro.
Tutto questo è stato possibile grazie all'esperienza del conduttore del laboratorio Marco Rodio, alla generosità del prof. Marco Giovanni Gentile che nuovamente si è messo a disposizione per accompagnare col violino lo spettacolo teatrale, alla disponibilità e dedizione di Giada Bottinelli che ha donato tempo ed energie per aiutare i ragazzi a danzare e gestire lo spazio scenico, al dirigente Daniele Marzagalli e al dsga Alessio Raco che si sono spesi per portare a buon fine la rappresentazione teatrale di fine anno.
L’attività si inscrive nella tradizione del cosiddetto “teatro civile” e i contenuti del laboratorio attingono direttamente alla vita quotidiana degli studenti, ai loro problemi e alle loro domande.
Nello specifico, per l’anno scolastico 2021/22 si è deciso di affrontare una tematica antica quanto il teatro stesso ma di stringente attualità: la maschera.
Partendo dalla mascherina come dispositivo medico, oggetto entrato prepotentemente nella vita di tutti i giorni, la riflessione si dipana intorno alla questione sempre aperta dell’identità, si allarga al confronto tra individuo e collettività, per abbracciare, infine, il sempre più complicato e sfumato confine tra il vero e il falso.
La manifestazione intende proporsi, infatti, come un momento di riflessione collettiva sulle conseguenze psicologiche e sociali del fenomeno pandemico e delle misure di contrasto adottate.
I drammatici eventi che hanno investito l’umanità intera e che così profondamente stanno incidendo sul nostro vissuto, tanto da rendere impossibile darne una misura esatta, impongono un confronto continuo per riuscire ad elaborare strategie condivise e per ricucire le ferite che rischiano di lacerare definitivamente il corpo sociale.
Proprio per la complessità degli argomenti e per la portata emotiva degli stessi, si è pensato di organizzare un evento articolato su due momenti: uno spettacolo teatrale originale – frutto del lavoro svolto con gli allievi durante le sessioni di prove – e un incontro/dibattito col giornalista Matteo Inzaghi, Direttore di Rete 55, che offrirà un punto di vista privilegiato sul tema della comunicazione e del suo rapporto con la verità.