Leonardo Da Vinci e la sua Monna Lisa
La Bua Noemi 1C
Leonardo Da Vinci è nato il 15 Aprile 1452 ad Anchiano di Vinci , è stato pittore, architetto e scienziato. Leonardo è cresciuto artisticamente in un ambiente dove si insegnava a concepire la figura umana, scolpita o dipinta, non immobile ma inserita nello spazio. Ha passato gli ultimi anni della sua vita in Francia, dove troviamo alcuni quadri dipinti in Italia, tra cui la Gioconda. Leonardo morì il 2 maggio 1519.
La Monna Lisa è stata dipinta nel 1503 e possiamo trovare questa sua opera al Museo del Louvre, a Parigi. Il pittore, in questo quadro, ha preso ispirazioni da Lisa Gherardini e ritrae a metà una giovane donna di cui non si conosce l'identità, inquadrandola “in tre quarti”: il busto che è rivolto verso destra, il volto verso il pittore, mentre in primo piano troviamo le mani incrociate e con le braccia si appoggia ad un bracciolo di una sedia. La donna indossa un abito scuro che si apre sul petto in un’ampia scollatura, porta i capelli sciolti e pettinati con una linea centrale che arrivano sul collo e sulle spalle. Ha degli occhi grandi e profondi che ricambiano lo sguardo di chi ammira la sua bellezza con un'espressione dolce e serena , invece con le labbra accenna un sorriso.
La semplicità con cui si mostra esalta la sua bellezza naturale, non le serve indossare nemmeno un gioiello.
A mio parere, è una delle opere più belle di Leonardo, che ci mostra e fa riflettere su quanto una donna sia bella nella sua semplicità.
Il fu Mattia Pascal
Aurora Bertolino (3E)
A MonteCarlo Mattia vince alla roulette un’enorme somma di denaro e per caso legge su un giornale della sua presunta morte. Ha finalmente la possibilità di cambiare vita.
“Il fu Mattia Pascal” è uno dei romanzi più celebri di Luigi Pirandello, autore che ha segnato la letteratura italiana del ‘900.
Nel romanzo si narrano le vicende del giovane Mattia Pascal
, un uomo che vuole eccellere in tutti i suoi ruoli: Marito, Padre, Fratello e Figlio. Il protagonista, infatti, nel libro appare prigioniero di una vita noiosa… Mattia Pascal vive a Miragno, un paese immaginario della Liguria. Il padre di Mattia, un intraprendente mercante, aveva lasciato una “discreta” eredità ben presto dilapidata a causa di un cattivo maneggio. Di conseguenza, Mattia Pascal per vendicarsi compromette “Romilda” (la nipote), che ben presto fu costretto a sposare. Successivamente si ritrova a vivere con la suocera che pure lo disprezzava. La vita familiare per lui è un inferno, umiliante l'impiego che aveva nella biblioteca Boccamazza, quindi decide di fuggire per tentare di avere una vita diversa ma nello stesso modo migliore. A M
A Montecarlo per caso legge su un giornale della sua “presunta morte” quindi ha finalmente l'occasione di cambiare vita. Infatti inizia a viaggiare con il nome di “Adriano Meis” fino a quando non si stabilisce definitivamente a Roma come pensionante in casa del signor Paleari. Dopo, si innamora della figlia Adriana Paleari. A questo punto capisce che con questa identità fittizia non si può né sposare né denunciare Terenzio, l’uomo che aveva cercato di ostacolare il matrimonio, visto che la sua identità di Adriano Meis non esiste per l'anagrafe. Allora architetta un finto suicidio per ritornare a Miragna e chiudersi in biblioteca a scrivere quel che resta della sua storia, dato che la moglie a distanza di anni era sposata e aveva avuto una bambina e ogni tanto portava dei fiori nella tomba di Adriano Meis: viene chiamato “il fu” Mattia Pascal in quanto cambia identità e finge il suicidio di Adriano Meis.
Luigi Pirandello in questo romanzo vuole mostrare che l'uomo non può lottare contro il proprio destino anche se avverso, né tantomeno cercando di sfuggire dalla vita reale.
A tu per tu! La nostra intervista alle prof.
Federica Turturici e Ilaria La Russa (1°A)
La scuola ormai è entrata nel vivo, il primo quadrimestre si sta per concludere ma noi studenti di 1°A abbiamo pensato di conoscere meglio le nostre insegnanti e, in particolare, quelle che trascorrono con noi la maggior parte del tempo. Così le abbiamo messe alle strette e le abbiamo intervistate. E' stata una bellissima esperienza!
Come è nata la sua passione per l'insegnamento?
PROFESSORESSA PIAZZA: Tra i banchi delle elementari, grazie alla mia maestra di italiano
PROFESSORESSA LO PRESTI: Sin da piccola ho voluto fare l’insegnante, da grande mi è passato un pò questo desiderio;ma poi la mia professoressa di matematica mi ha fatto innamorare della materia e dell’insegnamento
PROFESSORESSA LA RUSSA: Sin da piccola ho voluto fare la maestra ;mi sarebbe piaciuto lavorare alla scuola primaria .Da grande ho fatto la ricercatrice ed ora insegno nella scuola secondaria.
Questi anni di insegnamento come sono stati per lei?
PROFESSORESSA PIAZZA: Sono stati anni di studio continuo, pieni di esperienze meravigliose che mi hanno fatto crescere umanamente e professionalmente .
PROFESSORESSA LO PRESTI: Sono stati molto belli e positivi, e hanno confermato la mia passione per l’insegnamento
PROFESSORESSA LA RUSSA: Belli, molto belli. Dipende anche dagli alunni, ma complessivamente belli
3. Come mai ha scelto di insegnare queste materie?
PROFESSORESSA PIAZZA : Perché sono le materie che mi hanno sempre affascinato maggiormente
PROFESSORESSA LO PRESTI: Perché la matematica è stata da sempre la mia passione
4.Se non avesse potuto fare l’insegnante quale lavoro le sarebbe piaciuto fare?
PROFESSORESSA PIAZZA: Il carabiniere, il mio sogno nel cassetto
PROFESSORESSA LO PRESTI: Penso che avrei fatto solo e sempre l’insegnante, non c’è altro lavoro
PROFESSORESSA LA RUSSA: Come ho detto prima la ricercatrice
5.Quali emozioni prova ogni volta che lascia un ciclo?
PROFESSORESSA PIAZZA: Le emozioni sono tante ed ogni volta uniche
PROFESSORESSA LO PRESTI: Provo la soddisfazione di averli accompagnati nella loro crescita e spero di aver piantato almeno un semino in quel germoglio che crescerà; è anche una cosa bellissima incontrarli fuori dalla scuola e vederli più cresciuti e maturi
PROFESSORESSA LA RUSSA: Provo un po' di tristezza ,ma anche la consapevolezza di aver dato un segno d’aiuto e di essere cresciuti insieme, perché come noi insegniamo a loro, loro insegnano a noi.
6. Che cosa pensa della nostra classe?
PROFESSORESSA PIAZZA: La classe si presenta motivata e capace. Mi auguro che possa continuare a mostrare lo stesso impegno di questo primo periodo.
PROFESSORESSA LO PRESTI: Si possono fare tante cose interessanti ,ci sono delle belle teste
PROFESSORESSA LA RUSSA: E’ una classe molto bella, ne usciranno delle eccellenze!
The Pancakes
Articolo di Costanza Arena
Video degli alunni delle classi: I°A, II° A, I°D, II°D
Hi everyone, this month with Mrs. Insinga, we are making pancakes.
Contrary to what people might think, pancakes aren’t American they date back to Ancient Greece. In 500 b.c. Cratino and Magnete, two playwrights, create a cake with water, olive oil and flour, cooked and served with honey. The Greeks called it “teganites or tagenites”. How did it became the symbol of Angelo-Saxon and American cuisine? In the Middle ages each country prepared its own variant and once they arrived in the British Isles they were called pancakes. The story reserves another surprise: even the name is a English heritage, the current from derives from a typical Dutch Sweet.
If you also want to make pancakes here are the ingredients and the procedure.
Ingredients:
100 g. plain flour;
2 eggs;
300 ml milk;
1 tlsp oil;
pinch of salt.
Preparation:
1. Put the flour and milk into a bowl;
2. Crack the eggs and add to the bowl;
3. Whisk the ingredients together;
4. Pour some of the mixture into the pan;
5. Cook until browned then flip;
6. Once the other side is brown leave to cool.
Enjoy your pancakes!!!
I Pancakes
Articolo di Costanza Arena
Video degli alunni delle classi: I°A, II° A, I°D, II°D
Ciao a tutti, questo mese con la Professoressa Insinga, abbiamo fatto i pancakes.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i pancakes non sono Americani, risalgono all’Antica Grecia. Nel 500 a.c. Cratino e Magnete, due drammaturghi, crearono una torta fatta con acqua, olio d’oliva e farina, cotta e servita col miele. I Greci lo chiamavano “teganites o tagenites”. Com’è diventato il simbolo della cucina anglosassone o americana? Nel Medioevo ogni paese preparava la propria variante e una volta arrivati nelle Isole Britanniche vennero chiamati pancakes. La storia riserva un’altra sorpresa : anche il nome inglese deriva da un tipico dolce olandese.
Se anche tu vuoi fare i pancakes ecco qui gli ingredienti e la procedura.
Ingredienti:
100 g. di farina;
2 uova;
300 ml. di latte;
1 cucchiaino di olio;
un pizzico di sale.
Procedimento:
1. Metti la farina e il latte in una ciotola;
2. Rompi le uova e aggiungile alla ciotola;
3. Mescola insieme gli ingredienti;
4. Versa un po' di composto nella padella;
5. Cuoci fino alla doratura, quindi capovolgi;
6. Una volta che l’altro lato è dorato, lasciare raffreddare.
Goditi i tuoi pancakes!!!
Les crêpes
di Alessia Guardino e Mohamed Louay Moulahi (II° A)
La préparation des crêpes est très facile et la pâte est prête en quelques minutes. Il y aura 14 portions.
Ingrédients:
-3 oeufs moyens
-250 g de fraine 00
-500 ml de lait entier
-40 g de beurre
Préparation:
Casser les œufs dans un bol, mélanger au fouet et ajouter le lait, obtenant ainsi un mélange homogène. Ajouter le beurre tiède fondu dans la poêle, mettre la farine dans le bol puis mélanger le tout pour enlever tous les grumeaux. Ensuite on laisse reposer la pâte environ 30 minutes au réfrigérateur, puis on met un peu de beurre dans la poêle et après qu'il soit fondu, on met un peu de pâte et on la fait cuire au bout d'une ou deux minutes et nos crêpes seront prêtes.
Assaisonnement:
On peut mettre :
-Nutella
-sucre en poudre
- crème
Et bien d'autres ingrédients à notre goût
Le Crepes
di Alessia Guardino e Mohamed Louay Moulahi (II° A)
La preparazione delle crepes è molto facile e l'impasto è pronto in pochi minuti. Verranno 14 porzioni.
Ingredienti:
-3 uova medie
-250 g di farina 00
-500ml di latte intero
-40 g di burro
Preparazione:
Rompere le uova in una ciotola, mescolare con una frusta e mettere il latte, ottenendo così un composto omogeneo. Aggiungere il burro tiepido sciolto nella padella, mettere la farina nella ciotola poi mescolare il tutto così da togliere tutti i grumi. Poi lasciamo riposare l'impasto per circa 30 minuti in frigorifero, poi mettere un pochino di burro in padella e dopo averlo fatto sciogliere mettere un po' di impasto e farla cuocere ,dopo uno due minuti la nostra crepes sarà pronta.
Condimenti:
Possiamo mettere:
-Nutella
-zucchero a velo
- panna
E tanti altri ingredienti a nostro piacere
Milano VS Roma, città a confronto
di Sofia Battaglia e Francesco Veca (III° C)
A febbraio, la nostra classe durante le ore di storia e geografia, ha svolto varie attività con l’uso delle tecnologie. Un’attività in particolare è stata la visione del video Geopop intitolato “Milano vs Roma, la sfida è aperta, mettiamo a confronto Milano e Roma" di Alessandro Beloli, Divulgatore scientifico. Lavorare in gruppo, ascoltare e confrontarsi su quanto ricavato ci ha permesso di avere informazioni geografiche e demografiche sulle città di Milano e Roma.
Dopo i confronti e le discussioni di classe siamo arrivati alla conclusione che Milano è più efficiente e semplice da amministrare rispetto a Roma ma è più inquinata, mentre per la sostenibilità urbana la città di Milano riesce a differenziare il 56% dei rifiuti contro il 45% di Roma. Milano ha moltissime piste ciclabili e servizi di trasporto rispetto a Roma. Attraverso questo piccolo lavoro di gruppo, siamo stati in grado di capire quale tra le due città fosse superiore all’altra, semplicemente con i numeri, le cifre e i risultati.