INTERVISTA ALLE PROFESSORESSE
Ilaria La Russa e Federica Turturici 1A
PROFESSORESSA MARIANNA PIAZZA
PROFESSORESSA MARIA LO PRESTI
PROFESSORESSA ELENA LA RUSSA
Per incuriosire i lettori abbiamo pensato di porre varie domande alle nostre professoresse sull’ambito scolastico
Come è nata la sua passione per l'insegnamento?
PROFESSORESSA PIAZZA: Tra i banchi delle elementari,grazie alla mia maestra di italiano
PROFESSORESSA LO PRESTI: Sin da piccola ho voluto fare l’insegnante, da grande mi è passato un pò questo desiderio;ma poi la mia professoressa di matematica mi ha fatto innamorare della materia e dell’insegnamento
PROFESSORESSA LA RUSSA: Sin da piccola ho voluto fare la maestra ;mi sarebbe piaciuto lavorare alla scuola primaria, Da grande ho fatto la ricercatrice ed ora insegno nella scuola secondaria.
Questi anni di insegnamento come sono stati per lei?
PROFESSORESSA PIAZZA: Sono stati anni di studio continuo, pieni di esperienze meravigliose che mi hanno fatto crescere umanamente e professionalmente .
PROFESSORESSA LO PRESTI: Sono stati molto belli e positivi, e hanno confermato la mia passione per l’insegnamento
PROFESSORESSA LA RUSSA: Belli , molto belli. Dipende anche dagli alunni,ma complessivamente belli
Come mai ha scelto di insegnare queste materie?
PROFESSORESSA PIAZZA : Perché sono le materie che mi hanno sempre affascinato maggiormente
PROFESSORESSA LO PRESTI: Perchè la matematica è stata da sempre la mia passione
Se non avesse potuto fare l’insegnante quale lavoro le sarebbe piaciuto fare?
PROFESSORESSA PIAZZA: Il carabiniere, il mio sogno nel cassetto
PROFESSORESSA LO PRESTI: Penso che avrei fatto solo e sempre l’insegnante,non c’è altro lavoro
PROFESSORESSA LA RUSSA: Come ho detto prima la ricercatrice
Quali emozioni prova ogni volta che lascia un ciclo?
PROFESSORESSA PIAZZA: Le emozioni sono tante ed ogni volta uniche
PROFESSORESSA LO PRESTI: Provo la soddisfazione di averli accompagnati nella loro crescita,e spero di aver piantato almeno un semino in quel germoglio che crescerà; è anche una cosa bellissima incontrarli fuori dalla scuola e vederli più cresciuti e maturi
PROFESSORESSA LA RUSSA: Provo un pochino di tristezza ,ma anche la consapevolezza di aver dato un segno d’aiuto e di essere cresciuti insieme, perché come noi insegniamo a loro, loro insegnano a noi.
Che cosa pensa della nostra classe?
PROFESSORESSA PIAZZA: La classe si presenta motivata e capace. Mi auguro che possa continuare a mostrare lo stesso impegno di questo primo periodo.
PROFESSORESSA LO PRESTI: Si possono fare tante cose interessanti ,ci sono delle belle teste
PROFESSORESSA LA RUSSA: E’ una classe molto bella, ne usciranno delle eccellenze!
Il 2 marzo 2023 scorso, la nostra scuola ha consegnato i fondi raccolti (1.100€) in favore dell'Ucraina e destinati alla fornitura di Gruppi Elettrogeni ai civili vittime della guerra. Tali generatori verranno utilizzati nella cittadina di Mylove, nella regione di Kherson, per avviare il sistema di approvvigionamento idrico. La consegna è avvenuta in presenza del promotore, il dott. Giuseppe Vacca. Il 25 marzo partirà il camion con i generatori elettrici acquistati grazie al contributo degli studenti trabiesi e delle loro famiglie. L'iniziativa nasce dal grande cuore del dott. Vacca, che ha voluto condividere con noi la sua vicenda. Una storia vera, intensa, carica di amore, solidarietà ma anche dolore. Ecco le sue parole.
Insieme...
di Giuseppe Vacca
Erano gli anni 2004-2005 all’incirca. Nicola e Giusi avevano 3 figli: Viviana (24 anni), Giuseppe (io, 22 anni) e Davide (18 anni). Non ricordo tanto delle cose, ma ricordo qualcosa in più delle emozioni. Di quest’ultime vorrei parlare, tuttavia proverò a raccontare anche i fatti.
L’idea dei miei genitori di accogliere un bambino meno fortunato, si concretizzò ascoltando, durante un pranzo, una notizia al telegiornale: erano gli anni ’90, all’interno di un progetto mirante all’accoglienza temporanea di minori Ucraini e Biolorussi, per il periodo estivo, al fine di allontanarli dagli effetti delle radiazioni dovuti alla catastrofe nucleare di Chernobyl dell'Aprile del 1986, vennero da quel momento ospitati a casa mia Oleg e Tania, di 7 e 5 anni, figli di Papi Vito e Mamma Luda. Vennero 2 volte l’anno fino all’età scolare e poi altre volte autonomamente. Tante estati e tanti inverni, ed in mezzo un sacco di amore fatto di telefonate, momenti belli e momenti brutti… proprio come avviene nelle famiglie in fondo.
In una di queste esperienze estive, abbiamo conosciuto il piccolo Alyosha, un bambino di appena 6 anni arrivato con il gruppo, ma rimasto senza famiglia affidataria. Lui era già rimasto senza. Difatti abitava in un orfanotrofio di Kiev praticamente da quasi tutta la sua tenera vita. Da approfondimenti successivi, emerse che era l’ultimo figlio di 6 tra fratelli e sorelle. La sorte, di certo non benevola fino a quel momento, gli aveva riservato alcune problematiche fisiche che lo portavano a gattonare ma, nonostante tutto, grazie alla sua vitalità e all’amore che subito prese campo, sembrava volare. Le prime volte, veniva ospitato a turno tra le famiglie affidatarie appartenenti al progetto umanitario, non tutti "se la sentivano" di gestire una situazione così particolare, e capitò qualche volta venisse tra gli invitati a casa nostra per festicciole.
Ricordo esattamente quando mia madre andò a trovarlo, come fecero altri, all’Ospedale dei bambini di Palermo, dove era stato ricoverato per qualche giorno mi sembra per una polmonite. Quella volta, con le poche parole che conosceva, espresse la chiara volontà di tornare a casa, scegliendo la casa che a tutt’oggi abita: “portami a casa mamma”!
E’ partita così questa bella avventura, da sola e senza che potessimo interferire
Per quanto si possa sintetizzare, c’è da dire che passarono circa 2 lunghi anni in cui “Alyosha bambino” (così rispondeva a chi gli chiedesse il proprio nome) venne ospitato 2 periodi l’anno a casa nostra. Così, in maniera naturale e grazie al fatto che i miei genitori sono entrambi medici, prese campo l’idea che era il caso di provarci, avremmo potuto consentirgli di operarsi per risolvere l’aspetto sanitario, motivo per il quale si rese necessario adottarlo (dopo varie peripezie e dopo circa 3 mesi di soggiorno dei miei genitori a Kiev, il 25 aprile del 2007 Alyosha entrò in Italia da italiano).
In seguito seguirono accertamenti per valutare le azioni mediche da intraprendere, Palermo, Messina ed infine Ospedale Gaslini di Genova, dove si operò 2 volte alle anche, a distanza di 6 mesi l’un dall’altra, ingessato fino al petto con tutto ciò che ne consegue.
Nel 2012, in occasione del matrimonio di Oleg, andammo tutti a Kiev per festeggiare e organizzammo un incontro speciale con un intento: fargli conoscere la sua mamma naturale. Non riesco a raccontare senza tremare quanto fu emozionante ed incredibile quel momento.
Alyosha non poteva ricordarla granchè, forse solo l’odore se non fosse stato travolto da innumerevoli emozioni. Aveva circa 1 anno l’ultima volta che la vide e quell’occasione fu anche l’ultima volta poichè La madre morì qualche anno dopo, a poco più di 50 anni. Adesso penso che sia stato un bene aver dato la possibilità, alla bionda Signora Ucraina, di rivedere almeno per una cena il suo figlio piccolo.
Dopo ci sono gli anni della riabilitazione, piscina, scoutismo e scuola.
Oggi Alyosha ha 24 anni, fa parte dell’Associazione Il Sottomarino con la quale partecipa ad eventi sportivi di nuoto paralimpico, con buoni risultati e con grande forza di volontà. E’ amato dalla sua famiglia e dagli amici.
Oggi Tania ha 33 anni, vive a 18 Km a sud di Kiev ed è mamma di Emilia, bimba che fra pochi giorni compie 2 anni e che ha imparato a camminare in un terreno tremante per via delle bombe e della paura. Tania, per quanto concerne le iniziative che portiamo avanti, è il pilastro portante degli aiuti umanitari in sostegno dei civili vittime dell’aggressione russa. Nonostante le evidenti difficoltà, con una forza incredibile fa da tramite con Marianna, che è la referente dei Cappellani. Inoltre traduce pazientemente i documenti, risolve i problemi di ogni tipo ed è il sensore dei mutevoli eventi sul suo territorio.
Oggi Oleg ha 35 anni, vive a Kiev e presta volontariato attivo nell’organizzazione dei cappellani militari. E’ padre di Rostislav (8 anni) che non ama i russi, non perché ne capisca qualcosa di geopolitica, ma per il semplice fatto che non può fare la doccia calda quando termina la sua partita di calcio. Oleg non ha avuto bisogno di essere chiamato alle armi. Lui non si risparmia, nonostante abbia una patologia che lo esonererebbe dalla battaglia, va a fare “quello che serve” nelle zone più calde del conflitto: parte per giorni indefiniti per portare aiuti umanitari ai civili, anche negli ospedali, recupera feriti e i mezzi rotti dei militari per farli riparare a Kiev e fa anche altre cose che non ci dice, perché ci vuole bene.
E infine ci siamo noi, Nicola, Giusi, Viviana, Giuseppe e Davide, insieme a chi vuole essere dei nostri, che facciamo la nostra resistenza, vicini e lontani, forti e deboli, con tutte le contraddizioni che una simile vicenda può generare.
Adesso siamo nel 2023, Nicola e Giusi hanno 6 figli, tutti certi che, con l’amore, non si può che vincere, insieme.
Donacibo: successo per l'iniziativa solidale dell'IC Giovanni XXIII
di Mariachiara Sanfilippo
Giorno 24 Marzo 2023 si è conclusa con successo "L'iniziativa Donacibo", grazie alla quale gli alunni, i docenti e la dirigente dell'Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Trabia hanno raccolto e donato tantissimi generi alimentari destinando il tutto a chi ne ha bisogno. L'iniziativa, organizzata e rilanciata dall'associazione TracciAMO, si è svolta nel nostro istituto dall'11 Marzo al 24 Marzo 2023. Gli alimenti che sono stati raccolti sono principalmente: latte, biscotti, pasta, cereali, legumi in scatola e passata di pomodoro.
Partecipare a questa iniziativa è stato importante per rafforzare:
l'educazione alla solidarietà, cioè educazione ad un atteggiamento di condivisione;
l'educazione alla sostenibilità ambientale contro lo spreco alimentare, cioè invito ad un consumo dei prodotti consapevolmente avendo cura degli alimenti non utilizzati per far si che vengano distribuiti di nuovo;
la promozione della cultura del dono, cioè aiuto al riconoscimento di tutto ciò che ci viene dato e per educazione della vita come dono, perché senza di essa non potremmo usare tutto quello che lei ci offre.
Ogni anno il progetto del "DONACIBO" viene realizzato dalla "Federazione Italiana Banchi di Solidarietà " e proposto in tutte le scuole di ogni ordine e grado per la "Raccolta di Generi Alimentari non Deperibili in Ambito Scolastico ".
Gli alimenti donati nelle scuole trabiesi verranno distribuiti alle famiglie del territorio prese in carico dall'associazione TracciAMO.