La regina degli scacchi
Eleonora Benigno II°D
La regina degli scacchi è un libro che racconta la storia di una ragazza di nome Elisabeth Armon (o come la chiamano di solito Beth). Da piccola perde la madre in un incidente e il padre per varie ragioni non aveva contatti con loro da tempo, quindi andò a finire in orfanotrofio. Qui conosce quella che diventerà una sua grande amica, Jolen, che la aiuterà successivamente. Stringe amicizia anche col custode, un vecchio signore scorbutico di nome Shaibel che trascorre il suo tempo nel seminterrato a giocare a scacchi da solo. Sarà proprio lui ad insegnargli le basi scacchistiche.
Il libro si sofferma sulle sue ambizioni quando gioca a scacchi, a volte spiegando anche la posizione dei pezzi, ma racconta anche le prime esperienze di Beth. La ragazza si rivela molto ambiziosa e già dopo le prime vittorie programma di andare in Russia a giocare contro i campioni del mondo di scacchi. Racconta anche di quanto sia competitivo il gioco in sé di come per Beth diventa un vera e propria ossessione.
A mio avviso è un libro che coinvolge davvero tanto e non bisogna essere appassionati di scacchi per leggerlo, anche se inizialmente ho fatto un po' di fatica a finirlo dato che l'avevo messo da parte e ripreso dopo mesi.
Se dovessi fare un paragone con la serie Netflix direi che anche quella è stata molto ben ideata e che riporta molte cose del libro, ma chiaramente non riporta dettagli importanti e lascia spazio alla fantasia dello spettatore.
La panchina delle cose difficili
Chiara Cascio 3E
La panchina delle cose difficili è un libro che affronta un argomento molto delicato. Racconta le vicende di Stella, una ragazza di 13 anni che ha una grande passione per l'arte, le piace disegnare soprattutto i fondali marini, si perde spesso nella sua immaginazione, distaccandosi dalla realtà. Una realtà non molto bella, lei è un po' diversa, o almeno, i commenti e il modo di comportarsi della gente che la circonda glielo fanno pensare. Stella ha una malformazione alla mano destra, a scuola è spesso vittima di derisione e scherno e in famiglia non si sente compresa. Non ha amici, la sua vecchia amica d'infanzia con la quale ha trascorso un'infinità di tempo, la ignora per poter stare con la ragazza snob della classe.
Tuttavia, a un certo punto, una serie di novità cominciano ad arrivare per Stella
nel parco condominiale è stata messa una nuova panchina che riporta una scritta: “La panchina delle cose difficili”. L’oggetto attira l'attenzione di Stella, che comincia ad andare spesso in quel luogo. Le piaceva disegnare lì, era un posto comodo e tranquillo. Col tempo proprio stando seduta su quella panchina, Stella conosce diverse persone alle quali si affeziona molto, come Agatina che cucina sempre per una famiglia misteriosa, o Emil che pur di non interagire con il padre gioca sempre ai videogiochi..
La panchina delle cose difficili è un libro che tratta in maniera delicata delle sfide della vita, che possono sembrare insormontabili ma, attraverso il sostegno delle persone che ci circondano è possibile superare qualsiasi ostacolo
8 giorni per diventare furba
Giada Pandolfo III°E
Questo libro, la cui autrice è Raffaella Fenoglio, parla di una quindicenne come tante, che affronta i problemi della sua età e i pregiudizi degli altri poiché viene definita “la sfigata”. Il suo nome è Kamyla, la sua situazione familiare non è serena, la madre sta affrontando una gravidanza difficile.
Il padre cerca di aiutare Kamyla, con scarsi risultati. Così la manda da uno psicologo, lei non è d’accordo ma per non ferire il papà decide di andare.
E’ sabato mattina e Kamyla invece di andare a casa della sua migliore amica, come fa sempre, va nello studio del dottor Saviani, il suo psicologo, e nel frattempo la testa le rimbomba di pensieri e paranoie, “Cosa dirò al dottor Saviani?”.
Appena arriva parcheggia il motorino ed entra nell’atrio, dove la segretaria le dice di fermarsi in sala d’attesa, ma appena varca la soglia della porta rimane paralizzata… Davanti a lei c’era Sergej, il ragazzo popolare della scuola per cui Kamyla ha una cotta da un pò di tempo. Il ragazzo le propone un patto: se riesce a diventare “furba” entro il giorno del suo sedicesimo compleanno, mancavano pochi giorni, le avrebbe fatto da cavaliere alla festa, e chissà, magari sarebbe diventato il suo ragazzo. Senza pensarci due volte accetta e si fionda a casa della sua migliore amica Fabiola per raccontarle la notizia e per avere un minimo di aiuto nella sua impresa. Fabiola si mostra felice per lei, invece Oscar, il cugino di Fabiola e anche lui amico di Kamyla, non lo è altrettanto ma decide di aiutarla comunque.
Da quel giorno Kamyla inizia il suo cambiamento, inizialmente non capisce cosa intende Sergej per “furba”, ma poi capisce: deve smetterla di essere una sfigata e cambiare completamente il suo aspetto fisico ed il suo comportamento.
In poco tempo stravolge il suo corpo, ma non solo: si tinge i capelli, fa dei piercing, diventa più cattiva e fa un tatuaggio.
Arriva il giorno del suo compleanno. La ragazza va da Sergej e lui rimane sbalordito, si innamora di Kamyla. Tuttavia, proprio in quel momento lei si rende conto che non ha mai voluto Sergej, ma il suo amico Oscar, e lo capisce solo dopo essersi resa conto delle passioni comuni sue e dell’amico. Quella sera alla sua festa di compleanno, rivela ad Oscar i suoi sentimenti, ma lui a malincuore la rifiuta poiché a lui piacevano i ragazzi, ma le promette di aiutarla a trovare un ragazzo per bene.
A parere mio questo è un libro interessante per gli adolescenti, perché aiuta a comprendere meglio le proprie insicurezze ed aiuta a capire che non c’è bisogno di cambiare per piacere a qualcuno, perché ognuno di noi è perfetto così com’è.
Giornata internazionale della memoria: “Se questo è un uomo”
La Bua Noemi I°C
Il 27 gennaio si festeggia la Giornata internazionale della memoria per ricordare le vittime dello Shoah, infatti per quest'occasione ho letto un libro riguardante questo argomento, dal titolo "Se questo è un uomo. La tregua." di Primo Levi.
In questo libro l'autore ci racconta il periodo dello sterminio degli Ebrei a partire da Dicembre 1943 quando fu deportato in un campo di sterminio. Nel 1944 fu deportato ad Auschwitz III fino a Gennaio 1945, quando le Armate Rosse (cioè la Russia) lo liberarono. Il libro è diviso in 2 parti: nella prima parte cioè "Se questo è un uomo" , l'autore ci racconta la sua vita all'interno del campo di sterminio, chiamato Lager, illustrando alcune delle regole che i Tedeschi imponevano. Tra queste c'era quella di mantenere la distanza di 2 metri dal filo spinato. Nel periodo che Levi ha trascorso nei campi non veniva chiamato con il suo nome, ma fin da subito gli era stato tatuato sulla spalla sinistra il numero 754.517: fu quello il suo nome nell'appello e così fecero anche con tutti gli altri ebrei.
Nella seconda parte del libro cioè "La tregua" Levi racconta la liberazione da parte delle Armate Rosse. Gli ebrei vennero portati in un "Campo Grande" dove furono suddivisi in “sani” e malati. I primi dovevano aiutare i Russi nei lavori più faticosi, gli altri invece avevano lavori più leggeri.
Dopo un po' di tempo Levi e il suo amico Greco andarono in Bielorussia dove l'autore incontrò una parente che era un'infermiera. Lì studiò e diventò scrittore. Dopo un lungo viaggio e diverse tappe Levi ritornò in Italia, proprio nella sua città natale, Torino. Lì visse fino al 1987. L’11 Aprile di quell’anno venne trovato senza vita nella sua abitazione.
Aurora Bertolino III°E
Questa storia è ambientata nel periodo della fine della seconda guerra mondiale. La protagonista è una ragazza adolescente di nome Elsa, figlia del grande ufficiale affiancatore di Hitler. Elsa aveva un animo buono e non riusciva ad accettare le crudeltà dei tedeschi nazisti tanto che suo padre un giorno decise di invitare a vivere con loro un soldato di nome Kolter. Quest’ultimo avrebbe dovuto educare Elsa a diventare una vera nazista proprio come la sua famiglia.
La ragazza, però, quando vide Kolter se ne innamorò all'istante. Fu amore a prima vista quando il soldato entrò in camera sua per la prima volta. Il giovane si presentò ma lei non lo degnò di una sola parola.
Elsa era una ragazza davvero determinata ma non riuscì a non sfuggire agli occhi verdi del soldato allorché si presentarono, ma l’unica domanda che gli pose fu: “Kolter, perchè uccidi delle povere persone innocenti?”
Egli subito rispose che era obbligato a scegliere tra la loro vita e la sua. Ben presto i due iniziarono una storia d’amore che rimase in vita anche quando Kolter venne mandato in guerra.
Durante il bombardamento americano morirono tutti i parenti di Elsa. La guerra era finita e lei riuscì a coronare il suo sogno d’amore con Kolter. I due andarono a vivere insieme e dopo una decina di anni ebbero 2 figli.
Il mio peggior… amico
di Salvo Rio (3E)
Il libro parla di un bambino di 9 anni chiamato Dexter.
La sua storia è difficile già dall’inizio perché il bambino si deve separare dai genitori: il padre aveva un cancro e la madre doveva prendersi cura di lui. Così viene mandato a vivere dalla nonna.
Dexter purtroppo mostra sentimenti di odio fin dal primo giorno di scuola ma conosce un ragazzino di nome Leon. All’inizio Dexter si comporta come un bullo, diventa rabbioso e manesco, anche se in realtà non era così ma un ragazzino timido. Conosce Leon proprio facendo a botte. Leon è un ragazzino timido e gentile ma proprio per questo viene spesso bullizzato dai suoi compagni.
Proprio Leon, però, si dimostra comprensivo nei confronti di Dexter e grazie al tempo trascorso insieme riesce a calmarlo.
Questo libro mi è piaciuto molto, è educativo e fa riflettere su molti temi. Ci sono situazioni che ognuno di noi può attraversare, momenti di difficoltà in cui è inutile farsi vedere forti se in fondo non lo siamo. Proprio in quei momenti dobbiamo saper chiedere aiuto ai nostri amici.
di Arcodia Elena e Chiavetta Cristian III C
Enaiatollah Akbari è un uomo scappato dal suo paese, l’Afghanistan perché i talebani (fondamentalisti islamici ed estremisti) costringono gli afgani a rispettare le loro leggi, se un afgano si ribella viene ucciso. A volte non solo questo li spinge a migrare ma anche i conflitti politici e le guerre o i cambiamenti del clima. Non è facile migrare da un paese all’altro via mare perché nel viaggio si può rischiare la vita. Enaiatollah non tollerava le ingiustizie che il suo popolo doveva subire. Le donne non hanno diritti e il suo popolo non ha libertà per questo decide di scappare e racconta le sue vicende in due libri: “NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI” e “STORIA DI UN FIGLIO”. Il primo titolo descrive la difficoltà del viaggio quando sei un ragazzino e non sai a cosa stai andando incontro.
Enaiatollah ha avuto grande coraggio e non si è arreso perché il suo sogno era quello di studiare e andare a scuola che purtroppo nel suo paese non possono frequentare la scuola normalmente come facciamo noi. Infatti lui si ritiene molto fortunato per essere stato accolto da noi italiani. Enaiatollah ha incontrato molte persone che hanno lasciato un segno nel suo cuore. L’autore e il protagonista si sono incontrati per la pubblicazione del libro di Enaiatollah. Enaiatollah e il suo autore volevano raccontare la storia del protagonista e speravano che questi bei libri arrivassero in tutte le scuole. L’Italia è stata la salvezza e la terra in cui Enaiatollah ha realizzato i suoi sogni ed è il suo secondo paese. Enaiatollah è legato alla sua famiglia a distanza ma lui è nella loro vita e loro sono nella sua. Il protagonista racconta una vicenda, un suo ricordo che ancora lo emoziona è la morte del maestro che ha deciso di donare la sua vita come ultima lezione per difendere i diritti dei suoi studenti a continuare ad andare a scuola. Enaiatollah lancia un messaggio ai giovani del suo paese in Afghanistan sa che non c’è tranquillità e le persone talvolta sono sottomesse a torture soprattutto le ragazze non possono andare a scuola e per lui è una grande sofferenza e anche convivere con i talebani è per lui una vera sofferenza. L’autore si sente consapevole di ascoltare le storie degli altri perché è anche una cosa fondamentale quando si inventano le storie. Enaiatollah lancia un messaggio e dice che le persone non devono essere indifferenti anche quando mettono in pericolo la loro vita per scappare dalla guerra e non dovrebbero chiudersi in se stessi ma trovare un paese e ricominciare una nuova vita. Per lui nascere in Italia è una vera fortuna. Io spero che non ci siano guerre, che tutti sia donne e uomini di carnagione, razze o religioni diverse avessero gli stessi diritti come noi li abbiamo in Italia.
Storia di un figlio Andata e ritorno
E’ un romanzo scritto da Fabio Geda che racconta la vita di Enaiatollah Akbari. Questo argomento l’abbiamo trattato poco tempo fa con la mia classe insieme al libro Nel mare ci sono i coccodrilli. Nel romanzo Storia di un figlio Enaiatollah vuole raccontarci il suo rapporto a distanza tra una madre e un figlio che non possono vedersi, ma con una video- chiamata, come la condizione di tantissimi immigranti.
Enaiatollah oggi è un uomo afghano di etnia hazara, adesso vive a Torino e lavora per un’azienda che si occupa di biotecnologie.
All’età di 10 anni la madre lo porta in Pakistan per allontanarlo dall’Afghanistan.
L’Afghanistan è ancora oggi un luogo molto pericoloso, soprattutto per i bambini.
Dopo averlo lasciato lì la madre non seppe più nulla di quel che gli è successo, non l’ha fatto per abbandono, ma per regalargli una speranza di salvezza. Enaiatollah attraversò il mare e la terra senza saper dove si trova, ma in cerca di fortuna.
Il desiderio di Fabio Geda era di diffondere una storia vera che arrivasse a tantissimi ragazzi nelle scuole. Oggi Enaiatollah è conosciuto da moltissime persone come un simbolo di Resilienza e di Speranza.
di Antonio D'Anna
Il libro “Il monaco che non voleva avere ragione” è stato pubblicato per la prima volta nel 2022 da Vallardi editore. L'autore, Bjorn Lindblad (1961-2022), nato a Malmo, in Svezia, è stato un monaco buddhista, insegnante di meditazione, manager e conferenziere. Poco più che ventenne lascia la sua promettente carriera per diventare un monaco della foresta nella giungla thailandese, adottando il nome di Natthiko “Colui che cresce nella saggezza”. Dopo 17 anni torna in Svezia dove inizia una nuova avventura come public speaker. In seguito alla diagnosi di una malattia terminale, Lindblad scrive il suo primo e ultimo libro, per l’appunto questo. Libro gradevole da leggere, si caratterizza per la sua leggerezza e scorrevolezza. Più che un libro, lo ritengo un vero e proprio viaggio che consiglio vivamente di fare. Bjorn, attraverso questo libro, ci ricorda che siamo esseri imperfetti in quanto umani e che necessitiamo, a volte, di allentare la presa, di prenderci una pausa, insomma di vivere con più leggerezza, lontani dall’ansia trasmessa dalla società moderna. Tra le numerose frasi filosofiche che troviamo nel testo, quella che mi ha colpito maggiormente è la seguente: “Potrei non avere ragione”, che Bjorn sente pronunciare dal suo maestro appena arrivato al monastero e che rappresenta il “Leit motiv” del libro stesso.
“Potrei non avere ragione” è una frase che esprime il dubbio che dovremmo porci tutti, in una società in cui gli uomini vivono di presunte certezze, perfino quando sono schiacciati dall'evidenza della ragione dell’interlocutore.
Probabilmente lo scrittore, di fronte alla morte che sente vicina, inizia a vedere il mondo con occhi diversi ed a mettere in discussione tutte le certezze che lui, come qualunque altra persona, ritiene di avere. Finito il viaggio che si attraversa grazie a questa lettura, si imparerà a vivere con più serenità le ansie della vita moderna. La vita è una, e per questo motivo che va vissuta e, allo stesso tempo, domata.
di Antonino Alessio Vullo
Il 27 gennaio 2023 al Museo Pirro Marconi di Termini Imerese è stato presentato il libro “In viaggio con Eleni e Andreas. Himera dagli alti dirupi” di Maria Carmela Chirchirillo, con replica il 22 Febbraio 2023 a Trabia, presso l’Istituto comprensivo Papa Giovanni XXIII alla presenza della Dirigente scolastica Giuseppa Conti, della Dirigente dell'Istituto Ugdulena di Termini Imerese Patrizia Graziano, dal Direttore del parco archeologico di Himera Domenico Targia e dall’architetto Roberto Tedesco.
Il fumetto rappresenta due ragazzi di nome Eleni e Andreas che raccontano la storia del parco archeologico di Himera. In particolare narrano l’arrivo di Eracle ad Himera e l’accoglienza della dea Athena nei suoi confronti; arrivato lì, reduce della sua ultima fatica, l’eroe è quasi obbligato da Athena a rimanere ad Himera.“Per volere di Athena le Ninfe fecero sgorgare le acque calde per far ristorare l’eroe”, da questa frase del fumetto si chiariscono anche le origini mitologiche del fiume San Leonardo che scorre nel territorio di Termini. L’idea di Maria Carmela Chirchirillo è partita da un progetto di archeologia del PCTO (la vecchia alternanza scuola lavoro) che le ha suggerito la creazione dei due protagonisti i quali, nei panni di guide turistiche che viaggiano nel tempo, hanno il compito di raccontare la storia di Himera tramite un linguaggio semplice e adatto a tutti, accompagnato da illustrazioni grafiche (i manga) amate anche dai lettori più giovani.
L’intento dell'autrice è quello di tenere in vita la storia del suo territorio per farla conoscere ai suoi coetanei e alle generazioni future, assumendo anche un aspetto didattico volto a divulgare le storie mitologiche del proprio posto e della propria terra. Il progetto della giovane fumettista costituisce, dunque, un chiaro esempio di come anche i giovani possono farsi sostenitori dell’identità e della cultura proprie di un territorio.