In occasione di Libriamoci, giornata della lettura nelle scuole, la scuola primaria di Urbisaglia ha invitato l’insegnante Ilenia Severini, autrice del libro “Carlo Urbani, una vita per gli altri”.
A scuola avevamo cominciato a leggere il libro ma sentire la storia di Carlo Urbani attraverso le parole della scrittrice è stato davvero molto emozionante anche perché ci ha raccontato tanti dettagli della sua vita, i suoi viaggi avventurosi e le sue passioni e ci ha mostrato molte fotografie dei luoghi in cui ha lavorato.
Carlo Urbani era un medico marchigiano, nato a Castelplanio nel 1956; già da ragazzo era molto carismatico e s'impegnava nelle varie associazioni per aiutare chi si trovava in difficoltà. Dopo essersi laureato in medicina iniziò a viaggiare in Africa per aiutare le persone in situazioni difficili. Carlo inseguiva un sogno: battersi per i diritti umani e portare a tutti, in ogni parte del mondo, le cure mediche necessarie e i farmaci. Tra le sue frasi più significative vogliamo ricordare questa:
“Il sogno di distribuire accesso alla salute ai segmenti più sfavoriti delle popolazioni è diventato il mio lavoro”.
Più tardi iniziò a lavorare con “Medici senza frontiere” e nel 1999, come presidente dell’ associazione, ritirò anche il premio Nobel per la pace.
Dall’ospedale di Macerata ricevette l'offerta di diventare primario, ma lui voleva inseguire il suo sogno e nella sua coraggiosa avventura coinvolse anche tutta la famiglia che lo seguì prima in Cambogia poi in Vietnam. Era il 2003 quando in questo stato iniziò a circolare una strana malattia di nome SARS; Carlo riuscì a lanciare l’allarme ai governi e all’Organizzazione Mondiale della Sanità salvando il mondo da una pandemia, ma contrasse la malattia che lo portò alla morte.
Quella di Carlo Urbani, che abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare dalla voce di Ilenia Severini, è la storia di un uomo straordinario che ha inseguito i suoi ideali con coraggio e coerenza. Un bell’esempio per tutti noi!
Costruendo la Valigia di Carlo anche noi abbiamo raccontato i nostri sogni e le nostre passioni che speriamo, come è stato per Carlo, si possano realizzare.
(Gli alunni delle classi quarta e quinta della Scuola Primaria di Urbisaglia)