Avraham di Elia di Benyamin di David di Elia, appartenente ad una famiglia di copisti, era in possesso di una biblioteca, i cui testi dal 1385 al 1395 sono stati enumerati in un elenco che risulta essere il primo pubblicato per l'Italia centro-settentrionale del XIV secolo.
Alla fine del Quattrocento si stabilì a Imola il rabbino David Yosef Yahya, che fu chiamato in seguito a Roma e a Napoli, mentre dal figlio Yosef, rimasto a Imola, nasceva Ghedalyah ibn Yahya (1515–1587), autore dell'opera Shalsheleth ha-Qabbalah (La catena della tradizione), una sorta di zibaldone in cui venivano raccolte le notizie storiche sugli ebrei dai tempi di Mosè a quelli dell'autore.