Intorno alla metà del secolo XVI, risulta che i prestatori di Imola percepivano l'interesse mensile del 2% e, pertanto, l'interesse annuale del 24%. Da documenti del 1551, sappiamo che l'interesse praticabile dai feneratori ebrei in Romagna doveva essere lo stesso praticato a Imola e Bologna e che si era assestato al 20% e al 25%.
Dai responsa di Azriel Diena risulta che la forte concorrenza tra prestatori ebrei a Imola dava adito ad aspri conflitti, che l'autorità rabbinica tentava di sedare. Oltre al prestito, gli ebrei esercitavano anche il commercio della strazzaria, come attestano una serie di concessioni papali del 1529, elargite in aggiunta al permesso di fenerare, e sappiamo che nel 1532, era stato dato anche un permesso di commerciare, senza ulteriori specificazioni.
Nel 1555 a Leone di Giuseppe Abenaya de Nigro di Imola che aveva studiato, tra l'altro, a Padova, fu conferito il titolo di dottore e la licenza di esercitare l'arte medica anche nei confronti di pazienti cristiani.