Il Cimitero
Oggi non più esistente, in un atto notarile del 1410 viene fornita per la prima volta notizia circa l’ubicazione del cimitero ebraico dentro le mura cittadine, su un terreno edificabile, intestato a più persone che confina con la cappella di san Giuliano, tra le attuali via Baviera Maghinardo e via Cavour, visibile chiaramente nella prima pianta di Imola, eseguita da Danesio Mainieri nel 1470 e poi rielaborata da Leonardo da Vinci e in quella del Carradori. Sicuramente era di modeste dimensioni, visto che gli ebrei in città non superavano, soprattutto nell’ultimo periodo, le 110/120 unità. Come detto precedentemente, questo cimitero confinava con i canonici di San Giuliano, che già nel 1536 e poi nel 1540 acquistano dagli ebrei una parte del terreno del cimitero per costruirvi il loro convento (poi soppresso in età napoleonica). Dopo una serie infinita di controversie e dispute con la comunità imolese e con i canonici lateranensi di San Giuliano, nel 1566 il cimitero viene venduto e in permuta gli ebrei ottengono un altro terreno, fuori dalle mura cittadine, in Borgo di Spoviglia, in cui seppellire i propri defunti.