Secondo la legge ebraica, una comunità si considerava costituita quando ne facevano parte almeno dieci individui maschi, maggiori di 13 anni. A confermare ciò era la presenza in città di un cimitero e di una sinagoga. Infatti in un atto notarile del 1431 si parla di edifici di proprietà ebraica proprio in vicolo Troni e in un altro atto del 1517 nello stesso vicolo è situata la presenza della sinagoga. Ciò conferma che l’edificio sacro faceva parte di una serie di case appartenenti alle famiglie ebree.
Al vicolo Troni si può accedere direttamente dalla via Emilia, abitata per molti secoli da membri della comunità ebraica imolese. Il tempio apparteneva esclusivamente ad alcuni ebrei che abitavano nei dintorni e che avevano pagato a loro spese la costruzione e l’allestimento. Solo nel XVI venne intestata a tutta la comunità imolese. A Imola gli ebrei non furono mai obbligati a vivere in un ghetto, ma nonostante questo si concentrarono tutti nella zona attorno alla sinagoga di vicolo Troni e nel centro cittadino. Negli ultimi anni di permanenza degli ebrei a Imola, la comunità contava dai 110 a 120 abitanti.