«Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici».
(Il Morandini, Dizionario enciclopedico dei film, 2017)
Roma, Ferragosto del 1962, la città è deserta. Bruno Cortona (Vittorio Gassman), quarantenne vigoroso ma inconcludente e cialtrone, amante della guida sportiva e delle belle donne, vaga alla ricerca di un pacchetto di sigarette e di un telefono pubblico. Lo accoglie in casa lo studente di legge Roberto Mariani (Jean-Louis Trintignant), rimasto in città per preparare gli esami. I due, sulla spinta dell'esuberanza e invadenza del Cortona, intraprendono un viaggio in auto che li porterà verso mete occasionali sempre più distanti. Il giovane Mariani sarà più volte sul punto di abbandonare Cortona, ma sia il caso sia una certa attrazione per il modo di fare di Bruno lo riporteranno sempre sui suoi passi, in un percorso di iniziazione alla vita che riguarderà il distacco dai miti adolescenziali, l'amore e i rapporti sociali, sino alla conclusione tragica, dovuta a un sorpasso avventato.
Il film è la perfetta testimonianza di un'epoca, quella del boom, in cui emerge non solo l’ottimismo e la certezza per il futuro, ma anche lo scontro tra due generazioni, due classi sociali, due modi di vedere la vita. Il Sorpasso è uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi delle contraddizioni dell'Italia negli anni del miracolo economico, rese attraverso un perfetto equilibrio tra la commedia all'italiana e il dramma sociale.
La strada e l’automobile
Primo road-movie italiano, il film diventò un fenomeno di culto negli Stati Uniti e la sua struttura narrativa ispirò in parte Easy Rider di Dennis Hopper.
Larga parte de Il Sorpasso si svolge infatti lungo la strada, rappresentazione del cammino di una nazione alla scoperta del benessere. La via che attraversano Roberto e Bruno è l'Aurelia, che collega Roma con la riviera, emblema di un disimpegno tanto gioioso quanto illusorio.
Il viaggio verso l’evasione, costellato da canzonette estive che ossessivamente si ripetono, è percorso con la Lancia Aurelia B24 di Bruno.
Proprio l’automobile riflette un forte simbolismo: uscita dalle officine nel 1956 come modello elegante e raffinato, si trasformò presto nell'ideale di veicolo aggressivo, prepotente, truccato nel motore e negli allestimenti. La Lancia rappresenta dunque nel film la corruzione dell’idea di fiducia nel miracolo economico italiano, destinata a lasciare il posto a una società divisa e contraddittoria, popolata da cialtroni opportunisti.
La periferia romana
Le scene iniziali sono girate nel quartiere Balduina, abitato negli anni Sessanta da numerosi attori e cantanti, emblema del cosiddetto boom economico. Nei condomìni borghesi di recente costruzione convivevano infatti impiegati statali e ricchi commercianti, avvocati e importanti imprenditori edili, spesso definiti con disprezzo palazzinari.
La Versilia
Il viaggio dei protagonisti è verso la Versilia, zona ricca di luoghi di villeggiatura non popolari, frequentata dalla nuova società arricchitasi durante il boom. È l’idea di un nuovo concetto di vacanza estiva come occasione di svago non più riservato alle fasce sociali più alte, ma allargata democraticamente a tutti.
Bruno Cortona
Dietro la maschera dell’ironia, Bruno è una figura scontenta di sé, che non riesce ad assumere un contegno dignitoso nei confronti della vita. Il personaggio, totalmente insofferente ad ogni regola, ridicolizza senza ipocrisia e senza scrupoli i miti della pace familiare, del perbenismo, della rispettabilità sociale. Cortona non è tuttavia un vero ribelle, perché il suo disadattamento è dovuto a una sorta di torpore mentale e di infantilismo.
Roberto Mariani
Roberto è un giovane timido, attratto da schemi sociali di successo, ma allo stesso tempo incardinato a precisi canoni di comportamento mutuati dal proprio gruppo d'appartenenza, la piccola borghesia romana lavoratrice. L’incontro con Bruno, personaggio amorale, furbo e individualista, sarà per Mariani occasione di riflessione e di ripensamento delle proprie convinzioni.