25/11/2016
Copertina di Luca Rossi
Svezia
Jönköping
Låns Museum
Cimitero di Jönköping
John Bauer Hotel
Foresta dello Småland
Canale di Gota
Lago Vattern
Juno (Battello)
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Storia di John Bauer
Svezia
Sapmi (Lapponia)
Foresta dello Småland
Lago Vattern
Stoccolma
John Bauer (o Johanas Bauer, o Jonbauer)
Ester Ellqvist (Moglie di Bauer)
Bengt Bauer / Putte (Figlio di John e Ester)
Ida (Babysitter di Putte)
Petar (Amico di Stoccolma)
Juoksa (Vecchio Sami)
Maggà (Moglie di Juoksa)
Risten (Giovane ragazza Sami)
Boija (Capitano "Per broha")
Hjalmar (Marinaio "Per broha")
Troll
Bieggolmai (Dio dei venti estivi)
Biegkegaellies (Dio dei venti invernali)
Troll-karinga (Troll donna)
Jotnar (Giganti di Jotundheim)
Tuvstarr (Principessa del regno del sogno)
Skutt (Renna di Tuvstarr)
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Paolo Bacilieri
Harlan Draka e Gudrun Finngadóttir si ritrovano in Svezia, intenti a ricostruire, attraverso i ricordi di Gudrun, la vita e il tormento del celebre pittore svedese John Bauer. Navigano a bordo del battello Juno, diretti a Jönköping, città natale dell’artista. Durante il viaggio, Gudrun inizia a raccontare la storia affascinante e inquietante dell’uomo che dedicò la sua arte, e forse la sua vita, all’oscura mitologia dei troll.
Dal racconto di Gudrun Finngadottir
Sapmi, Svezia settentrionale, 1904. Il giovane pittore John Bauer, mandato dall’editore per cui lavorava, si reca in una remota colonia sami nella Lapponia svedese. Ufficialmente, il suo incarico è studiare usi e costumi del popolo indigeno, ma la vera ossessione di John è un’altra: la mitologia dei troll e tutto ciò che gravita attorno al folklore nordico.
Il vecchio Juoksa, sciamano della comunità, lo ammonisce severamente: non ritrarre i troll, non cercare di catturarli sulla tela. Ma Bauer, affascinato e incosciente, ignora l’avvertimento e continua imperterrito.
Tornato a Stoccolma, John intreccia una relazione con Ester Ellqvist, studentessa d’arte. Prima sua modella, poi sua compagna, Ester lo seguirà nel cuore delle foreste di Småland, dove i due si stabiliscono in una villa isolata. Se per John quel silenzio era fonte d’ispirazione, per Ester era solo solitudine. La giovane rimpiangeva le notti animate della capitale.
Nasce il loro figlio, Bengt (affettuosamente soprannominato Putte), in un clima familiare che si fa sempre più cupo. Ester inizia a essere tormentata da incubi ricorrenti: sogna i troll, sente che vogliono portarle via il piccolo. In uno di questi sogni appare un enigmatico salvatore: Egil Una Mano, un eroe vichingo mutilato, in cerca dello Jotnar che lo aveva privato della mano. È lui, forse solo per caso, a salvare Ester e Putte dall’abbraccio dei mostri.
Ma i sogni non abbandonano neppure John. In uno, vaga in una foresta avvolta dalla nebbia e incontra tre Trollkäringar, mostruose donne troll. Decide subito di dipingerle, ma una di loro gli svela ciò che Bauer aveva sempre rifiutato di comprendere: "Chi ruba l’immagine agli esseri fatati… dovrà pagare. E il prezzo sarà ciò che ama di più." Al risveglio, John ha finalmente capito: i troll vogliono suo figlio. Senza esitazione, convince Ester a lasciare la casa e tornare a Stoccolma. Lei accetta con sollievo.
Nel viaggio di ritorno, la famiglia sfugge alla tragedia per un soffio: rinunciano a prendere un treno che poco dopo deraglia, mietendo numerose vittime. Preferiscono tornare via acqua, imbarcandosi sul traghetto Per Brohe. Ma il destino non è stato ancora placato: il traghetto affonda nelle gelide acque del lago Vättern.
Si mormora che dietro quel disastro ci sia Tuvstarr, la principessa del Regno del Sogno, un tempo fata, ora diventata troll, custode dei mondi perduti dell’immaginazione.
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Oggi i corpi di John, Ester e del figlioletto riposano nel cimitero di Jönköping, e dopo una breve visita Harlan e Gudrun decidono di tornare nella foresta dello Småland. Secondo Gudrun era ancora in sospeso la questione legata a Egil e alla sua vendetta con lo Jotnar. Gudrun attraverso i suoi poteri di sacerdotessa di Asatru fece assistere ad Harlan alla vendetta di Egil sul gigante, facendolo incontrare prima con un trollkaringa, poi con Tuvstarr e poi col gigante Jotnar.
Harlan tornò infine nel mondo reale con in mano il ciondolo di Tuvstarr, che decise di affidare a Gudrun.
NOTE
Gudrun Finngadottir torna in Dampyr 273.
Viene raccontato un nuovo capitolo (il 5°) del Mondo di Egil-una-mano.
Blitzkrieg rave 2016 (Amburgo, Germania)
Rollo
Kastiza (Vittima di Nefrath)
Testi: Maurizio Colombo
Disegni: Nicola Genzianella
Amburgo. Tesla partecipa da sola al rave Blitzkrieg quando si accorge di un tentativo di stupro ai danni di una ragazza. Interviene prontamente e stende il giovane, ma, nel momento in cui lo addenta, si rende conto di non avere di fronte un essere umano, bensì un demone ramingo della Dimensione Nera: Nefrath, detto "l’Ingannatore", fuggito appena in tempo dalla marea di distruzione scatenata da Harlan (Dampyr 182 e 183).
Il potere di Nefrath avvolge Tesla, che si ritrova a rivivere gli incubi della prigionia con Gorka, e viene perseguitata dalle vittime del periodo in cui era sotto la sua influenza. L’obiettivo di Nefrath è far impazzire Tesla per vendicarsi della morte del fratello, ucciso proprio da lei tempo prima. Tuttavia, il piano fallisce: la giovane Kastiza si riprende e colpisce il demone quel tanto che basta per interrompere il controllo mentale su Tesla, permettendole così di liberarsi e uccidere il demone della Dimensione Nera.
Infine, Tesla si occupa di Rollo, un ragazzo che somministrava un potente narcotico a delle ragazzine con l’intento di abusare di loro.
NOTE
Avventura in solitaria per Tesla. Evento unico nella serie.
La scena in cui Tesla uccide il fratello di Nefrath in realtà non si è mai vista ne su Dampyr 182, ne su Dampyr 183.