Egil e Asmund (di Maurizio Dotti, Dampyr 33)
Il Mondo di Egil-una-mano è un universo narrativo, forse alternativo o forse reale, narrato da Gudrun Finngadottir sottoforma di favola vichinga o saga fantasy. Il protagonista di questa favola è Egil-una-mano, raffigurato col volto di Harlan, audace condottiere che viaggia al fianco di Asmund Ottarson, raffigurato col volto di Emil Kurjak. Gudrun Finngadottir ha vissuto invece diverse incarnazioni.
Questo universo narrativo viene sfiorato in Dampyr 33, 34, Dampyr Magazine, Speciale 9
Bekkhild dai capelli d’oro era la figlia di Re Ertrygg, sovrano della terra di Rus. Era la sorella maggiore, la più bella e la più abile tessitrice del mondo. Brynhild, la sorella minore, era invece stata allevata come un guerriero: pochi uomini potevano tenerle testa con la spada o a cavallo. Fu lei a scomparire per prima, seguita poco dopo dalla sorella. Disperato, il re tentò in ogni modo di riportarle a casa, offrendo la loro mano a chiunque fosse riuscito a trovarle. Forse i colpevoli erano i troll, o forse i giganti di Jötunheim…
Alla ricerca delle principesse scomparse, due eroi armarono una lunga nave vichinga e salparono verso gli ignoti mari del Nord. Con loro viaggiavano trenta dei più forti guerrieri di tutta la Scandinavia. Tra questi vi era Borgar il Saggio, temuto predone del Mar Baltico, e Starkad il Maledetto, pronipote di Odino, condannato a errare per il mondo in odio a uomini e dèi a causa di una maledizione. Ma nessuno era più forte dei due condottieri della spedizione: Asmund Ottarson, l’uccisore di berserker, e il suo fraterno amico Egil Una Mano, così chiamato perché da ragazzo un gigante gli aveva mozzato la mano destra. Un tempo, quando Egil era ancora un giovane guerriero, si imbatté in una creatura ferita nella foresta: si trattava di Reghin, un troll figlio di un re. Egil ebbe pietà di lui e lo aiutò a guarire. Per sdebitarsi, Reghin gli forgiò una spada magica, il cui elsa era sostituita da un bracciale di cuoio. Da allora, Egil legò la lama al moncherino, diventando il temibile guerriero di cui narrano le saghe.
Dopo numerose avventure, la possente nave dei due eroi, la Gnod, fece rotta verso le sperdute Fær Øer, per poi spingersi ancora più lontano, fino all’Islanda, alla ricerca delle fanciulle rapite. Erano ormai trascorsi due anni dalla loro scomparsa, e il loro destino era ignoto: forse erano finite in spose ai troll… Ma mentre la nave di Egil stava per approdare in Islanda, all’orizzonte comparvero due navi dalle vele nere, le cui prue recavano le teste di un orso e di un lupo. Starkad non ebbe dubbi: erano i drakkar di Harek e Siggeir, i terribili berserker. Questi, senza esitazione, si lanciarono all’attacco.
Egil affrontò con coraggio Harek Testa d’Orso, il quale, davanti ai suoi occhi, si trasformò in un lupo mannaro. I berserker erano guerrieri di Odino, selvaggi e implacabili, più resistenti persino di troll e giganti. Ma Egil, con la sua spada magica, riuscì a sconfiggerli: prima trafisse Harek al ventre, poi abbatté suo fratello Siggeir con un colpo alla testa. Privati dei loro capi, i berserker superstiti furono facilmente annientati. Tuttavia, la vittoria ebbe un costo: metà dei compagni di Egil e Ásmund era caduta, e i sopravvissuti portavano ferite profonde.
Tra i più colpiti vi era Starkad il Maledetto, che spirò poco dopo la battaglia. Ma Egil sapeva che il suo corpo non poteva essere lasciato su una nave ardente, come voleva la tradizione dei guerrieri caduti in battaglia. Chiese quindi che fosse scavata una profonda fossa, e che vi fosse eretto un alto tumulo di pietre. Poi, prese un giovane puledro e si chiuse nel sepolcro con il corpo di Starkad per vegliarlo. Ma la notte stessa, la maledizione si compì: Starkad tornò dall’oltretomba e si scagliò contro Egil come un non-morto assetato di sangue. Il guerriero, senza esitare, brandì la sua spada magica e lo trafisse, spezzando così l’oscuro incantesimo. Il destino si era compiuto: l’anima di Starkad poteva finalmente raggiungere il Valhalla, e la sua maledizione era infranta.
La leggenda dice che gli islandesi furono i primi a scoprire l'america intorno all'XI secolo. Si dice un gruppo di islandesi partì dalla piccola baia di Arnarstapi e riuscendo a raggiungere eroicamente l'america. Per loro era il Vinland, le odierne coste canadesi del Terranova e del Labrador. Quì si insediarono formando un colonia con l'auspicio dell'ombra del vulcano Snæfelljökull e lo spirito di Bardur come benedizione.
Fu così che Gudrun Thornabjadottir giunse nel Vinland assieme al marito Thorfinn, Leif Erikson e un altro piccolo gruppo di vichighi. La leggenda dice che lei fu la prima donna a partorire un figlio europeo, Snorri, in terra americana. Ma il loro insediamento non era al sicuro, ed il piccolo gruppo subiva le regolari scorrerie degli Skraelig, nativi americani particolarmente cruenti e ostili che si spalmavano il corpo di ocra rossa. Ma gli Skraelig non aveva tutti i torti, infatti all'interno della piccola colonia vichinga c'era qualcuno che era stato maledetto da Odino che durante la notte si trasformava in un berserker prendendo la forma di un orso mannaro, uccidendo i vicini Skraelig e nascondendosi nella foresta
Islanda, XVI secolo. Una notte Axlar Bjorn ebbe un sogno. Sognava che un misterioso forestiero bussava alla sua porta. Questo gli offrì della carne, Axlar accettò il dono senza pensarci troppo avviando, senza rendersene conto, un legame con lui. Il forestiero sconosciuto chiese ad Axlar di seguirlo, e lo condusse ad un tumulo di pietre che nascondeva l'accesso ad una grotta. Entrò senza timore, senza chiedersi chi secoli prima aveva eretto quel muro. Al suo interno trovò un cadavere ormai mummificato e accanto a lui un'ascia. Axlar era entrato nel sepolcro di Starkad "il maladetto", l'eroe vichingo ucciso da Egil secoli prima (vedere Capitolo 1), ora possedeva la sua ascia, mentre il misterioso viandante non era altri che Odino, colui che maledisse Starkad in tempi remoti. Axlar Bjorn divenne da quel giorno Bjorn l'uccisore, il più efferato serial killer islandese che la storia ricordi.
Dopo aver liberato il villaggio dai berserker e dopo che Egil aveva salvato l'anima di Starkad il Maledetto, Gudrun Thornabjadottir suggerì ai due eroi di dirigersi al di sotto del vulcano Snæfelljökull, dove, attraverso un varco sulla cima, avrebbero trovato le principesse rapite. Mentre avanzavano attraverso la gelida neve islandese, Egil si accorse che Grimrood e altri due compagni erano svaniti nel nulla. Riparatisi in una grotta per trovare ristoro, il morale dei guerrieri iniziò a vacillare. Alcuni iniziarono a chiedersi se valesse davvero la pena rischiare la vita per raggiungere la vetta del vulcano. A quale scopo? Il dubbio si fece strada nei loro cuori, e alcuni decisero di abbandonare la spedizione. Ma Asmund rimase saldo al fianco di Egil. Insieme, si addentrarono nelle viscere dello Snæfelljökull, fino a scoprire la meravigliosa Caverna del Gelo.
Mentre avanzavano tra le pareti di ghiaccio, echeggiarono intorno a loro orribili voci: erano i troll, e la loro presenza annunciava un pericolo imminente. Egil, con audacia, prese una decisione rischiosa: lui e Asmund si presentarono senza timore al banchetto nuziale che stava per celebrarsi. Le principesse Brynhild e Bekkhild stavano per essere date in spose ai troll della montagna, Frosti e Skrogg. I due mostri sottovalutarono l’arrivo degli umani, e fu un errore fatale: grazie all’aiuto del troll amico Reghin, Egil e Asmund riuscirono a liberare le principesse e ad abbattere senza pietà i loro carcerieri.
Gli altri troll, presi dal panico, fuggirono terrorizzati. Ma proprio quando la vittoria sembrava a portata di mano, si manifestò dinanzi a loro Grýla, l’orchessa che aveva rapito le ragazze. Egil e Ásmund non potevano immaginare l’enormità dei suoi poteri: con un solo sguardo, Grýla li paralizzò sul posto, privandoli di ogni forza. Se non fosse stato per Reghin, che con prontezza coprì gli occhi della strega, il loro destino sarebbe stato segnato.
Egil e Asmund ritrovarono i loro compagni e lasciarono l'Islanda assieme alle principesse. La leggenda narra che fu in suo onore se il villaggio di Egillsandur, ai piedi del vulcano, oggi è chiamato così.
Islanda, 1636. Gudrun Eiriksdottir viene ingiustamente accusata di stregoneria per non essere riuscita a salvare il piccolo Olafur Nilson. Condannata al rogo da un tribunale, è destinata a perire tra le fiamme… ma al momento dell'accensione del fuoco, un’illusione potentissima la salva. L'artefice del miracolo è Galdra-Loftur, l'incantatore, che la porta via con sé. La giovane strega gli è indispensabile per lo svolgimento di una pericolosa missione, così come lo è la presenza di un guerriero valoroso…
Giunti alla dimora di Loftur, il mago mostra a Gudrun il Grauskinna, il “Libro di Pelle Grigia”, un grimorio di incantesimi che nessun mago può ignorare. Il libro è diviso in due parti: la prima raccoglie formule di magia bianca, la seconda nasconde gli antichi segreti della magia nera. Si dice che il Grauskinna contenga gli insegnamenti della Scuola Nera. Attraverso i suoi poteri e le formule proibite del libro, Loftur riesce a richiamare Egil Una Mano. Prima, però, lo mette alla prova con un'illusione: lo costringe ad affrontare Hrod, un possente gigante del gelo nella terra di Jotunheim. Solo dopo aver vinto lo scontro, Egil può unirsi a loro.
I tre partono alla volta di Hólar, la sede vescovile del nord, dove si dice che Saemundur il Saggio abbia nascosto un antico manoscritto contenente rune diaboliche apprese alla Scuola Nera. Secondo la leggenda, gli ultimi vescovi cattolici scoprirono quel nascondiglio, ma, incapaci di padroneggiare tali arti oscure, uno di loro ne fu soggiogato, trasformando Hólar in un avamposto della Scuola Nera. Il suo nome era Gottskalk il Crudele.
Dopo la sua morte, la tradizione della scuola si perse, e per oltre un secolo Hólar rimase divisa tra la dottrina della luce e quella delle tenebre. Fu lì che Galdra-Loftur studiò, fino a quando venne espulso per aver tentato di ritrovare il Raudskinna, il leggendario Libro di Pelle Rossa, un testo maledetto scritto su pergamena scarlatta e inciso con rune d’oro. In esso, Gottskalk riversò non solo gli studi occulti di Saemundur, ma anche la sua intera conoscenza delle arti diaboliche.
Giunti nella cattedrale di Hólar, Loftur decide di evocare lo spirito di Gottskalk, con l’aiuto di Gudrun. Apre il Grauskinna e inizia a recitare le antiche formule. La prima manifestazione è terrificante: due lupi mannari emergono dalle ombre, ma Egil li affronta senza esitazione, sconfiggendoli. Poi, dalle fiamme dell’aldilà, appare finalmente Gottskalk Nikulasson in persona. Loftur riesce a strappare il Raudskinna dalle mani del vescovo, ma Gottskalk lo reclama di nuovo, bloccandolo con il suo potere mentre la cattedrale prende fuoco.
Gudrun ed Egil riescono a fuggire in tempo. Loftur, invece, scompare tra le fiamme... Ma non è morto. Gottskalk lo ha catturato. Prigioniero nelle profondità oscure della Scuola Nera, Galdra-Loftur è destinato a diventare il nuovo allievo del vescovo crudele…
Girovagando nella foresta di Småland, Egil si imbatte in due giganti. Uno di loro sembra avere l’intenzione di abusare della gigantessa che lo accompagna. Nonostante le sue piccole dimensioni, Egil non esita un istante e, con un colpo rapido, ferisce lo Jotnar a una spalla. Ma il gigante si volta furioso e, con un singolo fendente di spada, gli trancia di netto la mano destra. Mentre Egil è in ginocchio, sanguinante, la gigantessa interviene, attaccando il suo assalitore e ferendolo abbastanza da permettere a Egil di fuggire.
Il resto della storia è già stato raccontato: il giovane guerriero soccorse il troll Reghin, che, in segno di riconoscenza, forgiò per lui una spada magica. Invece di un’impugnatura, la spada aveva un bracciale di cuoio che Egil legò al suo moncherino, dando vita alla leggenda di Egil-Una-Mano. Molto tempo dopo, con l’aiuto della principessa Tuvstarr e del guerriero Harlan Draka, Egil riesce finalmente a ritrovare lo Jotnar che lo aveva mutilato.
La sua vendetta è implacabile. Con un solo, letale colpo, Egil trafigge il gigante attraverso l’orecchio, uccidendolo con la spada che un tempo aveva segnato la sua disgrazia... e la sua gloria.
Predone ammirato e temuto dal Mar Baltico all'Egeo
Dai capelli d'oro, la più abile tessitrice del mondo
Allevata come un guerriero, abilissima con la spada e con il cavallo
Figlio di un troll. E' colui che ha forgiato la spada di Egil
Leader dei Berserker
Prima incarnazione di Gudrun Finngadottir
Marito di Gudrun Thornabjadottir
Figlio di Gudrun Thornabjottir
Colui che ricevette l'Ascia Maledetta. E' conosciuto anche come Bjorn l'uccisore.
Troll
Troll